Nella tana del “Mistero”

Gunter Wagner

Da quanti anni è coinvolto nel design di studi di registrazione?

Gunter Wagner: Dal 1975, ho lavorato come “Tonmeister” (tecnico del suono) in uno dei più grandi studi di Monaco di Baviera (Union Studios). Tuttavia, come la maggior parte degli studi di registrazione negli Anni 70, lo studio era lontano dalla perfezione a causa delle sue caratteristiche, quindi mi sono interessato all’aspetto acustico e tecnologico per cercare di migliorarlo.
Risultava molto meglio manneggievole nello schiacciare i tasti e muovere i cursori durante la “Disco”-era di Monaco, e subito dopo ho progettato e installato il nuovissimo Studio 3 alla Union, con tutto quello che si poteva comprare a quei tempi, a quel punto non mi andava di ritornare nuovamente dietro una consolle. Dal 1980 ho avviato la mia attività, specializzandomi nel design degli studi di registrazione, installazione e consulenza.

Quanto tempo richiede l’installazione di uno studio digitale?

Gunter Wagner: Questo ovviamente dipende dalla dimensione e dalla complessità tecnologica dello studio. Se mettiamo da parte il design della stanza e il monitoraggio, ci sono quattro passi da seguire per l’installazione tecnica:
– Definizione del target e budget a disposizione, ricerca tecnica, ultimi ritrovati tecnologici.
– Design tecnico, progettazione ed elenco dei collegamenti. Fornitura dell’attrezzatura.
– Installazione tecnica, cablaggio.
– Avvio dello studio, installazione dei software, test finale, documentazione.
Per un grande studio, tutto quanto richiede circa sei mesi. La semplice installazione richiede circa due mesi.

Potrebbe descriverci l’ultimo studio di Michael Cretu, installato nella nuova residenza?

Gunter Wagner:

Design della stanza:
La stanza di controllo è stata progettata con il mio partner Bernd Steber e da me. E’ il design più insolito che abbia mai fatto in 20 anni. Specialmente la stanza di controllo, è assolutamente inconvenzionale e sembra davvero diversa da come appare normalmente in uno studio.
A Bernd venne l’idea di mascherare tutte le intrappolature acustiche dietro una tela di canapa di grosse dimensioni, che poteva essere allungata da un lato della stanza all’altro, e poteva essere dipinta come fosse un ritratto, quindi chiedemmo a un giovane artista tedesco, decoratore e pittore, di fare questa cosa per noi. Lui (l’artista) ci ha dipinto un bellissimo e magico cielo notturno con migliaia di stelle, qualcosa simile a una nebulosa di stelle, paragonabile a molte delle immagini viste, tratte dal telescopio spaziale di Hubble.
Le pareti sono state costruite con blocchi di roccia arenaria porosa e sembrano spezzarsi in una linea irregolare sotto il soffitto.
I grandi altoparlanti e le apparecchiature esterne sono state costruite in queste pareti e si accede alla stanza attraverso due grandi arenarie arabiche ad arco.
Il pavimento è coperto di moquette da una parete all’altra, che abbiamo esclusivamente stampata con una riproduzione della superficie lunare.
Si ha l’impressione di stare in un vecchio rudere, altrove nello spazio, forse un altro pianeta.
Soprattutto di notte (a quell’ora Michael adora lavorare), l’illusione che si ha lascia veramente senza parole.
Durante il giorno si può vedere il panorama, attraverso un enorme arco a forma di finestra nella parte anteriore della stanza che dalla collina porta al mare.

Dettagli tecnici:
Fondamentalmente abbiamo cercato di ripristinare il setup del vecchio studio di Michael nella vecchia residenza.
Di sicuro l’idea principale era che ogni cosa funzionasse perfettamente nel nuovo studio, e così negli ultimi tre anni abbiamo installato tutti i nuovi componenti passo dopo passo nel vecchio studio, così da non rischiare ritardi a causa di spiacevoli sorprese.
Tutte le attrezzature esterne sono collegate ad una grande consolle di missaggio digitale che abbiamo costruito tramite il sistema AMEK e la compagnia tedesca Mega Audio, a seconda di quelle che erano le modalità di lavoro preferite da Michael. Questa consolle è fisicamente piccola ma ha 160 ingressi per collegare i molti segnali che arrivano da ogni sorgente midi, computer o microfono, senza il bisogno di altri ritocchi.
Tutto ciò è stato possibile in quanto tutti i componenti attivi sono stati allocati fuori in enormi impianti della stanza macchine. Questa trattiene tutti i rumori e l’inutile calore, riducendo il formato fisico. Tutto quello che potete vedere nella sala di controllo è la sola area di controllo con alcuni cursori rotanti e touch screen. Quello che non vedete sono i cavi. (Nel vecchio studio di Michael ero orgoglioso di affermare l’unico cavo che si poteva vedere nella stanza di controllo era quello del mouse. Ora, poichè ogni tastiera e mouse di computer sono senza fili, possiamo sbarazzarci di questi…)
Tutte le registrazioni vengono effettuate su un grande sistema hardware Protools e l’ultima versione EMAGIC del software Logic Audio Platinum. Campionatori software come Samplecell, Halion della Steinberg e StudioSampler sviluppato per PC, sono tutti connessi e sincronizzati insieme su richiesta. Come qualcuno si aspetta, ci sono diverse apparecchiature piene di moduli esterni Midi e campionatori hardware, così come vi è una selezione di sistemi per il reverbero quali Lexicon 480 e 960, così anche gli esotici reverberi delle Yamaha d’annata REV1, REV7 e REV9, la Eventide DRP9000 e la Dynacord DRP 20. Nuovamente integrato il vecchio Waveframe 1000 di Michael. Questa è stata la macchina che ha avviato il progetto Enigma nel 1990. Era il primo e professionale “studio in una scatola” completamente digitale. Oggi, sebbene siano trascorsi 15 anni, conserva le sue uniche caratteristiche. Il suo costante sistema a frequenza di campionamento è davvero brillante e l’editing e archiviazione del suono è ancora imbattibile.
Un altro elemento importante nella sala controllo è il sistema di casse acustiche. Come nel vecchio studio di Michael, è stato particolarmente progettato e costruito in base ad una ricercata acustica.

Negli anni quante innovazioni sono state apportate allo studio di Cretu?

Gunter Wagner: Ben poche. Lo studio di Michael è stato progettato per essere flessibile e facilmente installabile, essendo aggiornato costantemente. L’idea è che Michael possa velocemente e semplicemente incorporare nuove apparecchiature esterne al sistema, anche quando non sono ad Ibiza per assisterlo.
Certamente ora stiamo apportando grossi cambiamenti o aggiornamenti che non è possibile fare velocemente.
Generalmente una volta l’anno faccio l’aggiornamento dell’intero sistema, cercando di includervi tutti i possibili miglioramenti.
La consolle digitale AMEK è la terza che Michael utilizza da quando è a Ibiza, dopo una serie di grandi consolle analogiche fabbricate dalla tedesca ESTEC, a queste segue la consolle di missaggio Euphonix.
Poi siamo passati ad un registratore digitale a 32 tracce (Otari DTR900) nel 1989 per poter registrare sul Waveframe 1000, ed ora siamo arrivati alla terza generazione di Protools.

Su Internet ho letto che ha diverse esperienze nel mio paese, in Italia. Puo’ raccontarci qualcosa?

Gunter Wagner: Diverse esperienze è un po’ troppo … nei primi anni 80, nell’era della “Disco”, ho progettato e installato uno studio abbastanza grande in via Timavo a Milano. Dopo questo seguirono altri piccoli progetti di studio.
La maggior parte delle volte che venivo coinvolto in Italia era solo per consulenze di progettazione, a causa delle mie conoscenze della lingua italiana che direi sono – umm, “molto difettose”.

Quanto è importante l’opinione di un musicista nel design finale?

Gunter Wagner: Costruire uno studio per un musicista particolare è sempre un progetto molto personale fatto su misura.
Sebbene io stesso sia stato un musicista e tecnico del suono, è praticamente impossibile sviluppare il perfetto studio privato senza ricevere alcun parere dal cliente.
Per progettare, costruire e installare uno studio musicale fatto su misura devo comprendere la musica del cliente e il suo modo preferito di riprodurla. Da buon architetto che deve lavorare su richiesta del suo cliente, lo sviluppo dello studio deve rispondere alle esigenze del cliente. E’ la connessione tra l’artista e i suoi strumenti di registrazione.

Ha sviluppato studi per altri importanti musicisti, non è vero? Potrebbe fare qualche nome?

Gunter Wagner: Spesso l’appellativo “grande” non è concesso ai musicisti ma alla gente o le compagnie che lavorano dietro le quinte, come produttori, case discografiche. Qualche nome con cui ho lavorato (in Germania) Peter Maffay, Ralph Siegel, Giorgio Moroder, Sarah Brightman, Frank Farian, Nena, Frank Duval, Klaus Doldinger, (in Australia) Jimmy Barnes, Human Nature, INXS, AC/DC. Giusto qualche nome.

Ha visitato lo show LSD ad Amburgo o Monaco? Le sue impressioni…
(N.B. : L.S.D. è un show con effetti laser dove si proiettavano immagini tratte dai video di Enigma)

Gunter Wagner: Sfortunatamente quella volta ero molto occupato con il nuovo studio di Michael in Ibiza, quindi non ero in grado di andare con Sandra e Michael per assistere allo show, quindi non posso fare alcun commento su questo.

Qual è il futuro del sound di “Enigma”, considerando le ultime avanzate tecnologie?

Gunter Wagner: Sebbene le tecnologie sono state gli strumenti della consolle che ha creato Enigma, queste attualmente non creano il suono. Spetterà a Michael trarre vantaggio dalle ultime tecnologie, quindi ti converebbe rivolgere lui questa domanda … (sorriso)

Molti dei nuovi album stampati ovunque sono disponibili anche su DVD Audio. Il nuovo standard supporta audio Dolby Digital. Il nuovo studio di Cretu è pronto per un simile concetto?

Gunter Wagner: Il nuovo studio è stato progettato sufficientemente flessibile, per evolversi in ognuna delle nuove direzioni imposte dai media. Sebbene l’attuale sistema di riproduzione è settato al momento per la stereofonia, può essere velocemente aggiornato per riprodurre le sorgenti Dolby Digital o multicanali.

Per un musicista principiante. Quali sono le principali apparecchiature di cui ha bisogno?

Gunter Wagner: Prima di tutto certamente il suo strumento e la sua creatività (sorriso). Ma seriamente, le cose sono cambiate un po’ nel corso degli ultimi anni. L’apparecchiatura di registrazione è facilmente acquistabile ma è anche tecnicamente più complessa. Per quanto riguarda la tastiera, molte cose possono essere fatte da un veloce PC, una buona scheda sonora, pochi programmi per computer (quali Logic audio della EMAGIC o il Cubase VST della Steinberg), interfaccia midi, qualche hardware o moduli del suono software e campionatori. Per registrare le voci e gli strumenti acustici, microfoni di alta qualità sono più essenziali che mai, per raggiungere le caratteristiche tecniche dei suoni digitali. Tuttavia è importante sapere che l’industria
discografica internazionale ha modificato le sue esigenze, e molte case discografiche preferiscono un contesto musicale che si possa presentare anche dal vivo, facendo riferimento alla tendenza della musica da studio degli Anni ’90.

Chi desidera seguire le sue orme … qualche suggerimento?

Gunter Wagner: Hmm… domanda interessante. Quando ho incominciato a lavorare nell’industria discografica, mi sentivo un po’ come un estraneo, poiche’ solitamente c’era chi lavorava solo alla musica oppure c’erano solo tecnici. Le comunicazioni tra i due gruppi erano difficili e spesso chiuse. Avevo incominciato ad orientarmi nel campo della produzione musicale e allo stesso modo riuscivo a negoziare con l’aspetto tecnico.
Oggi molti musicisti hanno familiarità con le tecniche di registrazione, sembra esserci più tolleranza nella cooperazione tra l’artista e le tecnologie. Produzioni come ENIGMA sono state possibili grazie alla stretta collaborazione tra musica e tecnologia, che ha nuovamente spinto tante persone a interessarsi a quella cosa che chiamerei “tecnologia da studio creativa”. Tuttavia quella a cui stiamo assistendo è una più complicata tecnologia da studio, che spesso tende a scoraggiare molto il musicista creativo, da tutto cio’ posso ancora vedere qualche possibilità per il futuro progettatore di uno studio di registrazione: creare uno strumento semplice con cui lavorare, un’installazione ancora flessibile e un ambiente che sia d’ispirazione e possa sostenere la creatività del musicista.

Una domanda bizzarra: le piace la musica di Enigma?

Gunter Wagner: Certo che mi piace. Ho trascorso giorni e settimane con Michael nello studio, soprattutto con il primo e il secondo album di Enigma e conosco ogni tasto e ogni dettaglio contenuto nelle tracce. Tuttavia ne ho solo qualcuna tra le mie preferite. Recentemente stavo seduto nella sala d’attesa dell’aeroporto di Bangkok, aspettando il collegamento con il mio volo. Da qualche parte ascoltavo “Return to Innocence” e mi sono reso conto è ancora quella che davvero mi piace.

Non è nostra intenzione violare la sua privacy, ma, chi è Gunter Wagner nella vita privata?

Gunter Wagner: Dal 1985 vivo in Australia sulla costa, 30 minuti a nord di Sydney con mia moglie Sybille e mio figlio Max di 13 anni. Essendo cresciuto a Monaco di Baviera lontano dal mare, adoro ritrovarmi per l’oceano e trascorrere del tempo sulla mia barca in acqua.

Grazie mille Gunter Wagner per aver risposto alle nostre domande.
Le auguriamo il meglio.

Gunter Wagner: Grazie per il vostro interessamento a qualcuno che lavora “dietro le quinte“.
Saluti.