Con Magda Angelica la musica è davvero musica dell’anima!

Magda Angelica proviene dal Guatemala ed è fautrice di una musica senza tempo e piena di luce. Grazie a Magda Angelica si sviluppa un processo di sinergia molto dinamica fra le antiche musiche pre-colombiane con altre sonorità provenienti dalle tradizioni musicali di mezzo mondo. Sullo sfondo il recupero di forze ancestrali naturali capaci di rigenerare la nostra persona. E’ davvero una musica dell’anima poiché entra in contatto diretto con quanto c’è di più profondo in noi. L’anima appunto. Realizza tale viaggio accostando la musica agli olii essenziali che sono prodotti naturali – guarda caso – utilizzati per un complesso sistema di guarigione che è prima di tutto spirituale e dopo fisica. Su questo ed altro ancora abbiamo conversato con Magda Angelica…

Allora lo vogliamo presentare “Esencias En 432”? “Questo è il mio sesto album. In questo lavoro abbiamo voluto scoprire la diversità delle varie musiche che si suonano in America Latina. In aggiunta a questo, abbiamo collegato ogni brano con lo spirito delle piante su un livello molto emozionale e che producono gli oli essenziali. Per esempio, c’è un brano che parla del conforto interiore che è collegato alla cannella. Un altro brano, invece, appunta la sua attenzione sul ristablirsi in maniera molto dolce. Aspetto collegato all’olio di rose. Perciò, ogni brano è collegato ad un olio essenziale. Tutti i brani sono composti da me. Questo album è prodotto da Francisco Pàez uno straordinario musicista che fa parte dei Malacates. Il lavoro è una registrazione acustica e molto organica. I musicisti sono: Sergio Zepeda alle chitarre, Mynor Garcia alle percussioni, Edgar Bran al basso, Jacobo Nitch alle trombe e Paulo Alvaredo al violino.”

Come mai questo titolo? E’ forse un concept album? “Il titolo proviene dal collegamento fra i brani e gli oli essenziali come ho già detto poc’anzi. Su un altro versante, è stato registrato con una frequenza di 432 hertz. Molti studi hanno dimostrato che tale frequenza genera un senso di pace ed equilibrio nella gente. Molti strumenti ancestrali sono posizionati su questa frequenza. Per queste ragioni abbiamo deciso di registrare l’album con tale frequenza con l’idea di generare musica che aiuta a guarire.”

Cosa rappresenta nella tua discografia “Esencias En 432”? “Penso che rappresenti una transizione. Negli altri album mi sono soffermata sui ritmi ancestrali guatemaltechi, ma ora voglio allargare gli orizzonti cercando altre fonti in modo di far emergere una nuova musica. Un successivo importante punto è che sono molto interessata nell’approfondire le questioni collegate al potere di guarigione che ha la musica. Uno strumento per una trasformazione sia individuale che collettiva.”

Cosa vuoi comunicare con la tua musica? “Intendo creare spazi di armonia e di vero incontro. Un’oasi dove facciamo convergere l’insieme del nostro essere e delle nostre vite. Voglio toccare la paura come un’opportunità per trascendere ed essere più forte. Anche per portare gioia e speranza.”

Ci puoi parlare degli undici brani che fanno parte della tracks-list di “Esencias En 432”? “Come ho detto prima, ogni brano è collegato ad un olio essenziale specifico e come esso lavora dal punto di vista emozionale. Ci sono brani che parlano delle forze che noi ereditiamo dalle donne che ci hanno preceduto, nel mio caso, mia nonna. Questo brano si rifà al cedro che contribuisce a renderci forte. Gli altri brani parlano di argomenti come ristabilire la gioia del bambino che c’è in noi. Questo brano si collega all’olio di mandarino. Ristabilire tenerezza e abbattere le barriere sono pesi molto duri da sopportare. Tutto questo è collegato all’olio di rose. Ci sono brani che si occupano di conforto interno, collegato alla cannella. Altri ancora che parlano del bisogno di andare oltre la paura e il buio. Invece di rifiutarli bisogna avere l’abilità di integrarli per giungere ad una condizione di luce piena. Questo si collega ad oli essenziali come l’incenso o al sandalo. Altri parlano del caso della morte di una persona che amavamo molto. Allora, in questo caso, ci si riferisce al sandalo.”

Sembra che l’anima sembra giocare un ruolo essenziale nella tua musica, sei d’accordo? “Si, totalmente. Sono interessato ad approfondire questo orientamento in cui la musica tocca la nostra anima e ci permette di generare altre visioni del mondo in cui viviamo. Per altri versanti a collegare e a guarire.”

Possiamo definire la tua musica come “il suono dell’anima”? “E’ una bellissima definizione! La adotterò se tu me lo consenti!”

Dietro la tua musica c’è spiritualità, natura, amore e bellezza. Concordi? “Si, pensi che la musica sia uno strumento sacro motlo vicino alla natura e alla bellezza. Spesso questa bellezza nasce dalle nostre profonde ferite e si trasforma in luce per noi e gli altri.”

Mi puoi dire come nasce una tuo brano? “Penso che ogni brano sia un essere umano che esiste in un’altra dimensione. Ogni essere umano richiede di essere nato in modi differenti. Qualche volta un brano nasce dall’impulso che emerge da qualcosa che ho visto nella realtà, qualche votla da un sentimento interiore, In qualche brano i testi vengono prima, in altri la musica. Qualche volta persino in maniera simultanea. Musica è per me il più sacro dei linguaggi ed esprime il mio essere per vivere.”

La tua musica ha varie influenze come la musica Folk, la World Music, la New Age… “Penso che le mie influenze più evidenti provengano dalla World Music e dai canti acenstrali dei villagfgi del mio paese.”

Può la bellezza salvare il mondo? “Questa è un domanda importante. Credo che essere consci di questo possa salvare il mondo. Quando sviluppiamo la coscienza, noi possiamo apprezzare la bellezza e creare bellezza.”

Sei infleunzata dalla situazione sociale del tuo paese e in generale di tutta l’America? “Si! Sono molto sensibile dalla situazione delle innumerevoli violenze che le donne vivono, specialmente quella invisibile violenza in riferimento al livello emozionale e psicologico che uccide giorno per giorno.”

Molti sommovimenti sono presenti nel continente americano, perché per te? “ Ci sono molti conflitti che sono vissuti a livello di tutta l’umanità, non soltanto in America Latina. Abbiamo una crisi dovuta al cambiamento climatico, alla povertà, ai problemi sociali. Credo che ognuno di noi ha la responsabilità di generare cambiamenti prima da noi stessi e quindi contribuire alla trasformazione dell’ambiente in cui si vive. Non è solo responsabilità dei governi. Ognuno di noi può generare piccoli ma significativi cambiamenti nel nostro contesto sociale.”

Verrai in Europa a suonare? “Ho in sogno di venire in Europa a suonare a festival e sono molto interessata agli incontri che si fanno in Europa riguardo delle pratiche di musica che guarisce.”

Cos’è per te il vero significato della parola vita… “Un’altra domanda importante. I credo che la vita sia una cotninua ricerca, l’opportunità di essere su questo aereo per fortificare la nostra essenza, anche imparare a collegarci con gl ialtri… Forse la capacità di apprenderne il suo significato con le esperienze che si fanno ogni giorno sotto ogni punto di vista: gioia, speranza, libertà, pace, paura, morte, dolore, frustrazione. E’ tutto parte della strada…”

Possiamo essere ottimisti? “Ricordo un vecchio uomo che diceva chi perde l’utopia allora la speranza muore. Io credo che noi apprendiamo qualcosa ogni giorno per vivere il presente e approfondire lo svelamento della nostra coscienza, trovando il significato della nostra vita. Noi non possiamo perdere la speranza e la certezza della soverchiante paura per generare la nostra luce interiore.”

Magda Angelica e il futuro? “Voglio continuare a fare musica, rompere gl ischemi tradizionali dei concerti, guardare a nuove strade e fare incontri significativi con persone attraverso la musica e fonderli con altre esperienze come gli oli essenziali. Ora sto studiando altre vie per guarire con la musica come il lavoro collettivo di vari strumenti e la terapia dei suoni binaturali.”

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