Addio al trombettista jazz e compositore Aldo Bassi

Si è spento domenica 10 maggio a Latina a soli 58 anni il trombettista jazz e compositore romano Aldo Bassi, uno dei più grandi talenti contemporanei, a causa di un male incurabile contro cui ha combattuto per oltre un anno. Di seguito ricordiamo il suo percorso artistico e umano.

Aldo Bassi (foto Roberto Panucci)

Chiunque sia stato accanto a lui anche solo una volta, sa che Aldo era una persona altruista, gentile e disponibile con tutti, per questo era molto amato nel mondo della musica, non solo come artista. L’affetto che è stato riversato sui social nelle sue ultime ore di vita ne è la prova. Una veglia digitale, lanciata attraverso Facebook dalla famiglia, ha invitato tutti a ‘farsi sentire’ perché ‘Aldo si meritava un’uscita alla grande’. In centinaia hanno partecipato e, nella notte tra i 9 e il 10 maggio, la rete è stata inondata di foto, video e ricordi del grande musicista, che ha lasciato un segno indelebile del suo sound fatto di tempi dispari, poliritmie e improvvisazione.

Considerato uno dei migliori trombettisti jazz italiani contemporanei, Aldo Bassi è stato anche un prezioso compositore e un vero e proprio artigiano della musica, mosso da una passione smisurata. Lo ha dimostrato sempre, nelle sue opere, nei concerti o partecipando alla realizzazione di colonne sonore per Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Manuel De Sica e Renato Serio.

La musica scorre nel suo DNA, trasmessa dai nonni, gli arriva come una grande passione, inizialmente per la musica classica, per poi colpirlo come un vero e proprio fulmine nell’incontro con il Jazz durante l’adolescenza. Da quel momento inizia un’attività jazzistica ricca di collaborazioni, soprattutto nel jazz ma anche in altri generi musicali. Dagli inizi nelle migliori orchestre di Roma, da quella di Bruno Biriaco, a quella di Alberto Corvini e molte altre, passa alla costruzione di progetti più piccoli e tipici del genere.  

Nel 1992 il primo quintetto importante condiviso con uno dei più grandi sassofonisti italiani, Rosario Giuliani, il “Bassi-Giuliani Quintet” con il quale ha inciso nel ‘96 un prezioso cd “L’Incontro“, che oggi è divenuto un oggetto introvabile e molto ricercato dai collezionisti di musica jazz in tutto il mondo.

Nel 1998, spinto dal desiderio di dare spazio sulla scena jazzistica alle sue composizioni originali, Aldo Bassi dà vita ad un quartetto a suo nome, ‘Aldo Bassi Quartet’. Con questa formazione ha inciso nel 1999 il cd “Distanze“, pubblicato in Europa e anche in un’edizione australiana. Successivamente, nel maggio 2001, va in studio con due straordinari colleghi quali Rick Margitza e Antonello Salis, ospiti d’eccezione del suo quartet, per incidere il cd “Muah!“, che sarà poi pubblicato nel 2004. Nel 2010 Aldo Bassi Quartet pubblica ‘New Research’ con otto straordinari brani composti dal trombettista romano, stilisticamente vicini sia al mondo del jazz europeo sia a quello americano, con la volontà, espressa come prima cosa nel titolo del CD, di intraprendere la strada della ricerca. E’ un nuovo obiettivo che Bassi da tempo ha deciso puntare, che comprende l’uso di metriche dispari come il tredici ottavi e il sette quarti. Riuscirà anche in questo.   

Aldo Bassi (foto Roberto Panucci)

Ma Aldo Bassi è soprattutto un instancabile artigiano della musica. Diviso tra concerti ed insegnamento nei prestigiosi Conservatori prima di Frosinone e poi di Benevento, negli anni non smetterà mai di andare in studio di registrazione, ospite di moltissimi artisti che hanno voluto incidere il suo inconfondibile suono nei propri dischi.

Una delle collaborazioni più durature per Aldo Bassi si realizza con il sassofonista Gianni Savelli, che lo invita a prendere parte alla sua formazione Media Res, nata nel 2000. Savelli è un vero ricercatore, un artista che percepisce la musica come mezzo ideale per superare i confini della stessa musica, per cui etichette e categorie perdono significato, capace di fondere la “materia” musicale in percorsi senza tempo.

Con Gianni Savelli, la tromba e il flicorno di Aldo Bassi trovano quella possibilità, da lui fortemente ricercata negli anni, di amplificarsi per sfociare in un lirismo di suggestive atmosfere. Aldo dirà spesso ai propri collaboratori ed amici di amare profondamente la musica di Savelli e dietro le quinte, come racconta la sua compagna Cristiana Piraino, importante promoter digitale del Jazz italiano: ‘Aldo si commuoveva ogni volta che Gianni Savelli gli mandava un nuovo spartito. E’ una fortuna per la musica che Gianni e Aldo si siano incontrati, perché dalla loro intesa artistica è risultato un qualcosa di unico, una fusione perfetta.” 

Bassi-Bravo Duo (foto Roberto Panucci)

Un importante tassello della carriera di Aldo Bassi è l’incontro con il pianista Alessandro Bravo, anche presente nel Aldo Bassi Quartet, con il quale nel 2005 forma il Bassi-Bravo Duo. La formazione, che si appoggia sulla grande intesa artistica fra i due musicisti, si addentra in un percorso musicale molto vario che ha incluso anche le loro proprie composizioni. Partendo da un repertorio jazz di brani americani, il duo ha sconfinato nella musica classica proponendo in chiave jazzistica autori di elevato spessore quali Bach, Bartok e Debussy, per poi interpretare un autore di jazz moderno molto raffinato quale Enrico Pieranunzi. La loro interpretazione di “Oblivion” di Astor Piazzolla, incisa nell’album Sirio del 2008, è considerata di grande valore dalla critica di settore. (Video: https://youtu.be/jEsaZyzzAHI) .

Il suo lavoro inciso nel cd ‘Solo’, del 2011, rappresenta stilisticamente un testamento artistico. Registrato nella della Chiesa sconsacrata dell’Ostello di S. Nicola di Sermoneta, per le riprese musicali di questo album Aldo Bassi ha utilizzato soltanto il riverbero naturale di questa minuscola e deliziosa chiesetta. “Ho voluto realizzare questo cd per immergermi in un mondo da me inesplorato, solo con la tromba. – dirà Aldo Bassi in quella occasione – Suonare i brani senza riferimenti ritmici e armonici è come camminare a occhi chiusi. Non è stata un’impresa facile, piuttosto un percorso di approfondimento, sfida e crescita, attraverso il quale celebro i miei 40 anni di vera ‘simbiosi’ con questo meraviglioso strumento. I brani, di varia natura e periodo, sono stati scelti in base alle mie preferenze, una sorta di ‘my favorite songs’ e rappresentano il mio personale omaggio ai trombettisti che mi hanno ispirato. Inoltre ho voluto inserire alcune mie composizioni scritte in periodi diversi della mia vita artistica a voler sottolineare i momenti per me fondamentali. Gli inizi legati alla tradizione con ‘Blue Split’, la fase centrale di svolta stilistica con ‘Muah!’ e una maggiore maturità artistica con ‘Seconda Vita’. ‘Cri Cri’ rappresenta la voglia di fare ironia e ricordare che la musica è anche divertimento.” Queste ultime due composizioni, ispirate e dedicate alla sua compagna Cristiana e madre di sua figlia Nina.

L’ultimo progetto discografico, nel 2013, è il Metal Jazz Trio. Un progetto sorprendente che unisce elettronica ed improvvisazione. Condivide l’idea con due istrionici musicisti come Pierpaolo Ranieri al basso e Dario Panza alla batteria e, già dal nome, fa intendere l’intenzione di mescolare il rock con il jazz. Qui Bassi cerca il dialogo con chi è andato oltre la cultura di un singolo genere e che negli anni ha saputo raffinare le proprie conoscenze musicali attraverso l’ascolto di tutta la musica di qualità che si trova trasversalmente anche nel rock o nel blues.

Metal Jazz Trio

Aldo Bassi non ha mai smesso di frequentare il suo primo amore, l’Orchestra. In questa dimensione, da lui considerata magnifica e fondamentale per un musicista, si fa le ossa da ragazzino. Nel tempo la sua tromba ha risuonato in prestigiose formazioni come l’Orchestra Nazionale Italiana di Jazz (ONIJ) o nella “PMJO” diretta da Maurizio Giammarco, ovvero la famosa Parco Della Musica Jazz Orchestra dell’Auditorium Parco Della Musica di Roma, fiore all’occhiello per la musica jazz italiana e che lo ha visto impegnato in concerti in tutto il mondo. Negli ultimi anni come formatore si è dedicato anima e cuore all’idea dell’orchestra dando vita anche ad un progetto di appassionati dilettanti – I Soliti Ignoti Jazz Orchestra – per i quali ha arrangiato e diretto “I grandi compositori italiani di musica da film” quali Rota, Morricone, Tovajoli, Umiliani e altri.

Si potrebbe continuare a raccontare ancora molto di Aldo Bassi, elencando un’infinità di progetti e collaborazioni che hanno segnato la sua carriera, formatore eccellente anche in prestigiose masterclass come quella del Tuscia Jazz, o come protagonista di straordinari Festival di Jazz in Italia e all’Estero. Un romano che aveva scelto di vivere nella più tranquilla Latina, dove riusciva a trovare quella serenità giusta per dare linfa la sua vena compositiva. La città di Latina lo ha adottato come importante Artista locale, a ricambiare l’impegno che lui stesso ha dedicato alla città e alla provincia, collaborando per anni con il Maggio Sermonetano dell’amico musicista Massimo Gentile.  

Aldo si è spento ascoltando il suo amatissimo jazz e circondato dai suoi affetti più cari. Lascia le due cose più preziose, le figlie Michela e Nina. A loro soprattutto l’abbraccio più caloroso.

Per il FUNERALE, date le regole imposte dal Decreto COVID 19, non è possibile una partecipazione numerosa. La cerimonia breve e intima si svolgerà a Latina il 12 Maggio. Per questo motivo, la famiglia desidera rimandare a quando sarà possibile un vero e proprio funerale che si svolgerà con la presenza di tutti quelli che vorranno partecipare. Chiede inoltre di non mandare o comprare fiori, ma per chi lo desidera, di inviare delle donazioni con Causale Un Fiore Per Aldo Bassi al C/C IBAN: IT 26 C 02008 05226 000110078666 a nome Cristiana Piraino. Questi fondi saranno utilizzati per attività legate alla memoria di Aldo che la famiglia intende portare avanti.