La scomparsa di Massimo Villa: bassista degli Stormy Six, ma anche conduttore radiofonico e produttore

Parlare di lui nella musica è come raccontare nel calcio perchè un allenatore è in gamba: scopri magari che qualche anno prima ha giocato a buoni livelli.

Ascoltare le trasmissioni di Massimo Villa, ti faceva capire che aveva un vero talento nel comunicare, ma che ne aveva tutto il diritto di parlare di musica suonata, lui che aveva ricoperto quel ruolo. Ed allora riprendi in mano un disco come L’Unità, ritorni con la mente a cosa facevi nel 1972. Ti accorgi che era un disco importante per la generazione prima della tua, ma che anche adesso si fa ascoltare con piacere. Potremo definirlo un disco antesignano del fenomeno folk rock: è il secondo album degli Stormy Six, pubblicato nel 1972 dalla First /Ariston Records e banalmente è strutturato come un concept album, basato su una ri-lettura del Risorgimento italiano, sfrondandolo della retorica dei libri di storia. Prima di arrivare in studio per registrarlo Claudio Rocchi fu sostituito da Massimo Villa al basso, mentre il tastierista Fausto Martinetti lascia gli Stormy Six durante la registrazione. I brani di punta furono l’iniziale Garibaldi ed anche Tre fratelli contadini di Venosa, a cui mi sono approcciato con spirito storico e geografico…
Eugenio Finardi su Facebook ha scritto .. Addio Massimo, sei stato un ganglio fondamentale che ha fatto incontrare i personaggi più importanti di un’era creativa senza pari. Mi hai insegnato a fare radio a Per Voi Giovani, hai prodotto il mio primo LP, ma soprattutto sei stato un grande amico. Grazie ..

Oltre alla seminale Per Voi Giovani, lo troviamo anche in Un certo discorso e Popoff.
Io l’ho incontrato nel decennio successivo, quando era alla direzione di Videomusic.
Anche in Portogallo (dove si era trasferito) ha continuato a condurre programmi radiofonici.