Il Bruco di gomma dei Pennelli di Vermeer sdogana l’uso nascosto dei sex-toys

Copertina del singolo digitale

Il pezzo è un cult dei loro live. La band vesuviana si diverte a dissacrare l’uso velato degli oggetti del desiderio fra coppie stanche ed annoiate e lancia il video curato dall’istrionico Ceppe.  

Fra tracce di rock, progressive, folk e pop, i Pennelli di Vermeer si sono sempre distinti per un’ampia ricerca di stili e suoni da adottare non tradendo mai lo stile personale ed il proprio affezionatissimo pubblico. Oltre quindi anni di carriera, palchi importanti, supporters a Pino Daniele, PFM, Battiato senza tralasciare gli omaggi ad artisti diversi tra loro quali Battisti, De Andrè, Cattaneo, Mia Martini, Fossati. La loro canzone d’autore sa essere pop anche nelle strutture meno canoniche. Istrionici e teatrali, rimane memorabile la loro opera La sacra famiglia dove denunciano quanto accade di mostruoso  fra le pareti domestiche celate dal termine ‘famiglia’ che spesso si rivela altroché protettivo.  

Stavolta la proposta musicale è decisamente pop, danzereccia, corale e diverte, dissacrando l’uso nascosto degli oggetti del desiderio fra coppie annientate dalla routine, dalla noia e dal calo di desiderio. La scrittura di Pasquale Sorrentino, autore, voce e fondatore della band non conosce crisi. E’ originale, profonda, sarcastica, romantica. Con Stefania Aprea, l’altra voce del gruppo, la simbiosi è perfetta al punto di aver messo su famiglia con due bambini. La formazione stabile da due anni a questa parte vede Marco Sorrentino alla batteria, Michele Matto al basso e Joe Dardano alle chitarre.

I suoni sono stati creati con Kristian Maimone e Joey Santoro del Casetta Studio, alle falde del Vesuvio. Il pezzo viene fuori inevitabilmente vulcanico.   Così come l’idea del video, curato con passione dall’incontenibile Ceppe, video-maker creativo e amante di effetti speciali, con notevoli esperienze in Rai e nel circuito musicale indipendente, che ha saputo sapientemente distribuire idee, ruoli e frammenti all’interno dei tre minuti circa del brano.  

Bruco di gomma, pubblicato dalla Soter, doveva far parte del progetto teatrale La Sacra Famiglia ma all’ultimo momento non fu inserita. Segno che doveva vivere di luce propria dieci anni dopo e raccogliere consensi a sé. Quando viene eseguita nei live dalla band, scatena un vero tripudio in quanto diverte per l’ironia e la leggerezza con cui si tocca una tematica, ancora tabù, qual è il sesso (e i suoi accessori), spogliato nel testo di ogni romanticismo ed esaltato invece come piacevole gioco messo in atto da una coppia attraverso l’utilizzo di un vibratore, un bruco di gomma appunto, per evadere dalla noia che pervade ormai la loro intimità.

L’esordio dei Pennelli di Vermeer risale al 2004 con un album autoprodotto: Mod. Barocco, Fragile, Maneggiare con cura. Grazie!, ma il primo album ufficiale è Tramedannata del 2007, seguito da La primavera dei sordi (2008); poi il dvd del progetto teatrale La Sacra Famiglia nel 2010; Noianoir (2014); Misantropi felici (2017). Anche con un singolo apparentemente leggero ma denso di ironia e intelligenza come Bruco di gomma, la band si conferma dignitosamente incline alla sperimentazione ed alle contaminazioni musicali.