Harry Gregson-Williams, film d’azione e videogiochi

Il film “The Rock” diretto da Michael Bay (regista della fortunata serie dei “Transformers”) si avvale della colonna sonora di Harry Gregson-Williams (con Hans Zimmer e Nick Glennie-Smith). Hideo Kojima, dopo averlo sentito nel film “Costretti ad uccidere”, ha deciso di arruolarlo nel suo videogioco “Metal Gear Solid 2: Sons Of Liberty”.


Harry Gregson-Williams nel film “The Rock” accompagna le rocambolesche peripezie di Sean Connery e Nicolas Cage puntellando le scene con una fusione di stili, passando dalla musica sinfonica a tastiere e sintetizzatori (con azzardi nel Rock, Jazz e Disco). Harry Gregson-Williams appartiene alla compagnia di compositori del sempre più impegnato (produttivamente) Hans Zimmer, denominata “Remote Control Production”. Hans Zimmer si è occupato delle colonne sonore indimenticabili dal romano “Il gladiatore” (Ridley Scott), al zingaresco “Sherlock Holmes” (Guy Ritchie) al beffardo “Pirati dei Caraibi 2 e 3” (Gore Verbinski). Ed è talmente carico di lavoro da avere bisogno di tanti compositori ausiliari, per completare tutti i progetti, che comunque con il tempo sono diventati autonomi o viene richiesto loro di ispirarsi al loro maestro come Alexandre Desplat (The Twilight Saga: New Moon) e Patrick Doyle (Thor). Tornando ad Hans Zimmer, non possiamo non notare il suo immenso amore per Ennio Morricone, in i pirati dei “Caraibi 3” vediamo omaggiare dalla ciurma piratesca in una spiaggia desertica il tema del film “C’era una volta il west”, in un duello di sguardi cagneschi prima dello showdown decisivo. Mentre sempre Zimmer nel film “Sherlock Holmes: gioco d’ombra”, addirittura “saccheggia” il brano “Two mules for sister Sara” del maestro Morricone. Interessante in questa saga del più grande detective, i rimandi alla musica irlandese ed alle melodie gipsy echeggianti negli strumenti che vanno dal banjo, al cimbalo per passare al suo violino stridulo e per finire con il suo particolare “piano rotto da pub”. Insomma tra Hans Zimmer ed il suo allievo Harry Gregson-Williams, si costella un interessante percorso artistico che si snoda dai film storici, ai blockbusters fracassoni passando per il nuovo mondo dei videogiochi.


(a cura di Jean-Pierre Colella)