Il ritorno di Alicia Keys con un disco coinvolgente

Sorprendente. Basterebbe questo aggettivo per dare una definizione al nuovo album di Alicia Keys. In un momento in cui la black music sta segnando una povertà di contenuti e idee, rinchiusa com’è nei meandri di strade impervie intraprese da cantanti l’uno clone dell’altro, la cantante americana ci regala uno squarcio di sole. Considerato da lei stessa un disco senza genere, Alicia in verità appartiene più di quanto si possa immaginare a un r&b raffinato e moderno, che non disdegna di mostrare spunti interessanti ispirati dall’ hip-hop e dal jazz. C’è una evidente voglia di mettere in luce la sua idea di musica, capace di eludere con estrema semplicità la distanza esistente tra classicismo e modernità. Una volontà manifestata sin dalla copertina che la ritrae fotografata dai quattro lati della testa. E’ così che fa intendere il suo desiderio di esprimersi e di essere apprezzata a 360°.

Alicia (su etichetta RCA Records) è un disco eclettico, profondo e mai banale, che seppur curato nei minimi particolari non perde la sua spontaneità. Un album in cui anche i testi hanno una grande importanza per i contenuti molto sentiti dalla stessa cantante. Autentico e personale molto più dei precedenti lavori, la Keys ci porta ancor più verso le sue speranze e i suoi desideri più intimi. Sin dal breve brano di apertura, Truth Without Love, c’è un forte coinvolgimento emotivo. Alicia si muove facilmente tra diversi stati d’animo e stili, dalla discoteca al reggae slinky, fino alle caratteristiche struggenti ballate eseguite solo piano e voce. Addirittura in Gramercy Park combina in maniera perfetta folk, soul e gospel.

Non mancano le collaborazioni che rendono ancor più prezioso ognuno dei brani in cui sono coinvolti il cantante tanzaniano Diamond Platinumz, Sampha, Tierra Wack, Miguel, Khalid, Snoh Aalegra e Jill Scott. Rende omaggio a quest’ultima nel brano Jill Scott, onorando la cantante neo-soul e presentandola nella traccia. Interessante anche la presenza dell’emergente cantante svedese Snoh Aalegra nell’intima e struggente ballata You Save Me. Commovente Perfect Way To Die in cui canta della morte di Trayvon Martin e Sandra Bland. Un testo delicato e profondo, punto di vista di una madre in lutto il cui figlio è stato ucciso della polizia. Sicuramente diventerà un classico così come l’intero disco.