Michele Bovi sui servizi di sicurezza italiani che spiarono i Beatles

Grande articolo quello scritto da Michele Bovi per CoolMag.it (testata web diretta da Stefano Bianchi e con validi collaboratori, come Peppo Delconte, Cico Casartelli e Gabriele Paoli). Poichè ci stiamo avvicinando alle celebrazioni per l’80esimo compleanno di John Lennon, il momento è topico per dare voce ai ricordi di Guido Crapanzano, in passato artista scatenato del proto rock con il nickname di Guidone. Un suo disco greco è il sogno proibito di molti collezionisti italiani, perchè la back cover è piena di autografi e dediche dei quattro Beatles. Ma quando si sono incontrati? Si frequentavano solo perchè entrambi incidevano per la Parlophone?

Tutte domande logiche, di quelle che per anni Michele Bovi ha fatto pubblicamente nei suoi programmi RAI: come ben sanno i nostri lettori, le sue inchieste per il Tg2 Dossier sono state fonte per noi d’ispirazione, ma il nostro cuore è su Segreti Pop, la musica spiata, programma trasmesso da Raiuno nel 2015, con un presentatore come l’avvocato Italo Mastrolia, esperto di diritto d’autore. Tra gli expertise intervistati, proprio Guido Crapanzano: ma 5 anni fa non aveva raccontato di esser stato invogliato dai servizi di sicurezza italiani a “curare” i Beatles nel loro tour italiano.
Lo Sherlock Holmes della musica italiana colpisce ancora! Michele Bovi ha un bel sito ed è autore di tanti libri interessanti come Anche Mozart copiava (Auditorium, 2004), Da Carosone a Cosa Nostra, gli antenati del videoclip (Coniglio, 2007), Note segrete – eroi, spie e banditi della musica italiana (Iacobelli, 2019), Ladri di Canzoni, 200 anni di liti musical-giudiziarie (Hoepli, 2019).