Faro: l’originalità è la forza

Il cantante e compositore Rocco De Simone ci parla del nuovo album “Luminance” e di come spulciando su internet, ha scovato una brutta sorpresa.

Si definiscono una band di progressive ed alterative metal e ne hanno buoni motivi, perché il metal dei Faro è originale quasi alieno, in un mercato che tende ad etichettare ogni cosa. troviamo i Queensrÿche, ma anche Stteven Wilson, King Crimson e passaggi malinconici che evocano la new wave dark anni ’80, riletta con attitudine moderna. Un vero tesoro di riferimenti che assemblati portano alla dimensione di “Luminance”, un album, il secondo dopo “Gemini” del 2011, che sorprende anche dopo molti ascolti.

Il primo album “Gemini” risale a diversi anni fa, dove pensi che il nuovo lavoro possa essere diverso e al contrario trovi delle analogie con il debutto?

Siamo da sempre stati musicisti che guardano avanti, al futuro, Gemini per i tempi era un ottimo album ma per noi sarebbe stato inconcepibile ripercorrere la stessa strada. La musica da sempre matura con noi è un’evoluzione naturale, non ci leghiamo mai al passato ma piuttosto la nostra curiosità e voglia di sperimentare ci proietta verso il futuro. Oggi abbiamo una consapevolezza delle nostre potenzialità che prima non avevamo, una maturità compositiva ed espressiva che su Gemini c’è solo in parte. È cambiato tutto in questi anni, partendo dal mio modo di cantare al mood compositivo fino ad arrivare ad i suoni, più moderni e attuali. Se ci devo trovare delle analogie, le uniche che vedo sono, quella vena emotiva malinconica e la ricerca della bellezza armonica e la melodia che da sempre ci contraddistingue. 

Ascoltando “Luminance” sono rimasta affascinata dal suono, veramente profondo ed originale. A differenza di tanti gruppi metal/prog metal, voi sembrate interessati ad asciugare, a togliere, piuttosto che ad esibire tecnica. Come avete maturato questa strada?

Siamo da sempre dei visionari, traduciamo il suono in immagini in emozioni, in sentimenti attraverso i quali raccontiamo delle storie, amiamo il cinema ed io in particolar modo quello d’autore, la mia seconda passione è la fotografia artistica. Il suono di “Luminance” è il risultato di tutto questo, riguardo alla scelta dell’apparentemente semplice è perché preferiamo impegnarci nella composizione e negli arrangiamenti nella ricerca armonica e melodica piuttosto che dilungarci in sterili virtuosismi, che hanno poco a che vedere con le emozioni, credimi è molto più difficile scrivere brani che dicono tutto in 3-4 minuti e colpiscono l’ascoltatore esigente, che fare il contrario. Se quello che scrivi non emoziona te per primo, puoi star certo che non emozionerà nessuno. Le grandi immagini, cosi come la poesia e la musica, sono fatti da pochi elementi, essenziali, minimali, eleganti e di grande impatto.

La line up è affidata solo a te a al chitarrista, come mai non c’è una vera e propria line up?

Il discorso della line-up è semplice fra me ed Angelo Troiano c’è da sempre una simbiosi musicale imprescindibile come lo era con Fabrizio in precedenza, siamo cresciuti insieme e sappiamo come dare il massimo l’uno per l’altro abbiamo capito che per scrivere musica non serve essere in tanti, anzi piuttosto potrebbe risultare un problema, guarda le grandi band del passato erano in 5 in 4 in 6, ma chi in realtà scriveva erano sempre due. Resta ovviamente il fatto che per poterci esibire dovremo chiedere il supporto di un batterista un bassista e magari una seconda chitarra, ma questo non lo abbiamo mai visto come un limite, stiamo in oltre provvedendo alla ricerca di un batterista per evitare sul prossimo album di dover utilizzare la drum machine. 

Pensate di proporre dal vivo il vostro materiale quando sarà possibile?

Ci piacerebbe molto, anche se a questo punto credo sia più probabile che accadrà con il lancio del prossimo album che prevediamo entro la fine del 2022 con una line-up completa, il set comprenderà “Luminance” più il nuovo album.

Mi sono documentata ed ho letto quasi esclusivamente recensioni ottime per “Luminance”, questo è un motivo di soddisfazione, ma non vi mette un po’ di ansia per il materiale futuro? Avete già nuove canzoni?

Ti confesso che qualche domanda ce la siamo posta, ma siamo piuttosto sereni, poiché sappiamo già che il prossimo album sarà diverso da “Luminance” non potremo mai accontentare tutti, quindi il segreto è sempre lo stesso andremo dove ci porteranno le emozioni e la nostra curiosità, lo stiamo già facendo, posso dirti che non abbandoneremo il romanticismo e quella parte drammatica che è un nostro marchio di fabbrica, ma ci sarà anche qualcosa di più frizzante. Abbiamo diversi brani al vaglio e diverse nuove idee in fermento, compreso il titolo del nuovo album, siamo delle anime in continuo movimento non riusciamo a stare fermi.

Qual è stata la cosa più bella che avete letto sul vostro disco? E una negativa che trovi ingiusta? E quali sono i vostri riferimenti musicali e qual è l’ultimo disco che ti ha emozionato veramente, che hai pensato: questo è davvero meraviglioso.

Di cose belle ne sono state dette tante per fortuna, ma ce ne sono alcune che ci hanno colpito in modo particolare, una di queste è stata la tua recensione, delicata e profonda cosi come quella degli amici Tedeschi di Streetclip meravigliosa da leggere tutta, ma anche la bellissima riflessione di Lorenzo Becciani di Suffissocore : “La verità è che i Faro non ci fanno niente in Italia, dovrebbero prendere il primo volo per il Nord Europa”, in realtà quelle negative si fa per dire, sono state fatte in sostanza da chi non ha purtroppo capito l’essenza dell’album da chi si aspettava giochi pirotecnici e non li ha trovati, da chi non è stato disposto a farsi trasportare emotivamente dai nostri brani… lascia che ti dica, non è quello il pubblico che ci interessa, dispiace quando il giudizio e tiepido quando chi giudica non prende una posizione netta, la maggior parte dei giudizi negativi e parlo di tre o quattro, erano così.

Quali sono i vostri riferimenti musicali e qual è l’ultimo disco che ti ha emozionato veramente, che hai pensato: questo è davvero meraviglioso.

Non ci piace parlare delle band con cui siamo cresciuti, perché crediamo possa influenzare chi ascolta la nostra musica, preferiamo che il pubblico lo scopra da solo, posso solo dirti che tu nella tua recensione ci hai preso abbastanza. Riguardo alle ultime uscite, credo che i dischi più belli che io abbia ascoltato in questi ultimi anni siano “Polaris” dei Tesseract, meraviglioso e “The Fall Of Hearts” dei Katatonia struggente album che ho consumato oltre a “Eat the Elephant” degli A Perfect Circle.

So che hai scoperto che un brano di un’altra band assomiglia molto ad uno vostro, proposto prima. Ci illustri la situazione bene. E come si siete rimasti e pensi si possa fare quando succedono queste cose?

Si, il brano in questione è “Pure”, che noi come singolo abbiamo postato su youtube nel 2018, sono rimasto basito quando mi è capitato di ascoltare il singolo di questa band svedese, il giro dell’arpeggio e anche il suono sono quasi speculari, e se ci metti che il titolo del loro singolo “Illumination” ricorda il titolo del nostro album “Luminance”, uno fa due conti e si pone qualche domanda. Le sensazioni sono state contrastanti, non sapevamo se esserne lusingati o irritati. Poi con un attento ascolto ci siamo resi conto che probabilmente sono state coincidenze imbarazzanti, ma nulla di più, ho scritto alla band in questione per cercare di chiarire, ma ad oggi non ho avuto nessuna risposta.

FARO:

Rocco De Simone: voce, chitarra, compositore // Angelo Troiano: chitarre, synth, tastiere, bass, compositore

Discografia:

Gemini (2011) // Luminance (2020)