Marilena Anzini – Oroverde (cd 2021) un collante, forestale e celeste

Ricordo i suoi primi passi con gli Arecibo. Ultimamente l’abbiamo vista coinvolta nell’ ensemble vocale Ciwicè con sette coriste. Se partiamo da questi poli (lontani solo nel tempo, non nella sostanza) riusciamo a comprendere meglio questo disco, vergognosamente passato sotto silenzio dalla cosiddetta stampa specializzata italiana. Ho provato a sentire l‘artista su queste poche recensioni uscite e Marilena Anzini si è dimostrata la solita persona sensibile e dolce, assumendosi la colpa e scrivendo un laconico .. Diciamo che io non è che ho fatto una gran promozione…
Fatta questa doverosa premessa (ed avete già intuito che a me Oroverde è piaciuto, partendo dalla essenziale copertina, dove riconosco stilizzata una foglia di quercia), direi che abbiamo gli elementi per descriverne i contenuti. Nel 2005 a Marilena Anzini è stato assegnato il Premio della Critica al contest dedicato a Bianca d’Aponte.

I brani centrali di Oroverde sono in lingua inglese e la loro collocazione strategica aiuta anche il distratto ascoltatore ad innamorarsi (piano, piano) del progetto della Anzini, attualmente residente a Busto Arsizio. Sono i brani in cui musicalmente si trasgredisce dall’impostazione cantautorale di base, per avvicinarsi al folk anglosassone, non dimenticandosi di un easy jazz che aiuta la narrazione lirica. In primis Stormy Souls, su cui un videoclip avrebbe aiutato; immagino una cosa semplice, fatta da immagini e scatti fotografici e con poca animazione e postproduzione.
Oroverde si chiude con una lunga suite dal titolo Vicini anni luce e questo forse è il pamphlet dell’intero progetto; fare musica da cantautrice e chiudere un disco con un brano da oltre 10 minuti, vuol dire veramente fregarsene delle regole (scritte e non scritte) del mercato. Immaginatevi l’imbarazzo che ha provato il conduttore radiofonico che voleva programmare quella canzone: se deve chiaccherare e presentare qualcosa, in dieci minuti ci entrano quasi 3 canzoni. Andrebbe chiesto alla soave Marilena Anzini, se su tutto ciò ci ha riflettuto o si è fatta guidare dall’istinto. Se invece volete innamorarvi (e riflettere sulle endorfine che si scatenano), fatevi guidare dal brano Quello che ci tiene insieme: siccome vi vedo assorti con gli occhi al cielo, allora l’iniziale Qualcosa che non c’era fa al caso vostro. In conclusione lasciatemi sorridere sulle parole che l’artista ha scritto, perché vanno ad aumentare le mie difese immunutarie di vecchio studente di Scienze Forestali .. Oroverde è il colore che assumono le foglie quando vengono attraversate dai raggi di sole. Più che un colore è un incontro, è luce che si scioglie nella clorofilla, è un po’ di cielo che si impasta con la terra, è l’invisibile che diventa visibile. Ci ricorda che l’oro è ovunque, anche dove non riusciamo ancora a vederlo, perché nei tempi difficili sembra nascondersi. Scrivere e cantare queste canzoni è stato un modo per non dimenticarmi della sua esistenza, per non rinunciare a cercarlo ..

Tracklist di Oroverde: Qualcosa che non c’era 4,04 / Stare 4,26 / Quello che ci tiene insieme 5,03 / Koan 4,20 / From the stars and back 4,30 / Ciwicé 4,30 / Stormy souls 3,10 / Vicini anni luce 10,25