La musica al plurale: Festival di Nuova Consonanza a Roma dal 7 novembre al 19 dicembre

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Dal 7 novembre al 19 dicembre a Roma (Teatro Palladium, Villa Torlonia e La Pelanda-Mattatoio) la 58° edizione del Festival di Nuova Consonanza dal titolo “La musica al plurale” omaggio a Igor Stravinsky con l’Ensemble InCanto, Silvia Colasanti, Paris Mozart Orchestra, Hemisphaeria Trio, Roma Tre Orchestra, Bruno Maderna Ensemble, NED, BRuCH e Freon ensemble, Ivo Nilsson e Antonio Caggiano, Marcello Panni.

Teatro musicale, performance, concerti, prime esecuzioni assolute, ma anche incontri, seminari, laboratori e workshop per il Festival di Nuova Consonanza storica manifestazione per la musica d’oggi, presieduta da quest’anno da Paolo Rotili, in programma a Roma (Teatro Palladium, Teatro di Villa Torlonia, La Pelanda-Mattatoio) dal 7 novembre al 19 dicembre e giunta all’edizione n. 58. La musica al plurale è il titolo di quest’anno, un omaggio a Igor Stravinsky di cui cadono i cinquant’anni della morte: “La musica ci è data per comunicare con l’essere e con il prossimo”, così il compositore russo definiva il ruolo della musica nel sociale e l’obbligo dell’artista di rapportarsi continuamente con il proprio sé e contemporaneamente con l’altro da noi. Ancora oggi queste riflessioni dimostrano tutta la loro attualità e animano la nuova edizione del festival. Si darà spazio e visibilità ai diversi approcci estetici, così come traspare con tutta evidenza proprio dalla storia artistica di Stravinsky, simbolo e metafora di La musica al plurale.

Il 58° Festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione generale Spettacolo e Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali, della Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo. Il Festival, promosso da Roma Culture, è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020 – 2021 2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

Ensemble InCanto

L’INAUGURAZIONE

Opera in un atto e sei scene, Le ossa di Cartesio inaugura il Festival domenica 7 novembre (ore 20.30) al Teatro Palladium. Nuova produzione realizzata con l’Associazione Opera InCanto, l’opera è stata composta da Mauro Cardi su libretto di Guido Barbieri; va in scena con la regia di Enrico Frattaroli, mentre Fabio Maestri dirige l’Ensemble In Canto. Una sorta di “giallo seicentesco” di impatto drammaturgico, in cui il protagonista è Cartesio stesso (interpretato dall’attore Franco Mazzi) che da morto racconta quanto accaduto dopo il suo assassinio del 1650 e tutti gli enigmi che lo circondano. Completano il cast i cantanti Valeria Matrosova, Patrizia Polia e Federico Benetti.

TEATRO MUSICALE CONTEMPORANEO

Particolare attenzione sarà data al teatro musicale contemporaneo, che oltre all’apertura del festival, sarà presente in diversi appuntamenti in cartellone, spesso con nuove produzioni. È una prima assoluta La scoperta dell’America (Teatro Palladium, 14 novembre), musica di Fabrizio de Rossi Re su testi di Cesare Pascarella. Azione musicale per attore, clarinetto e pianoforte, affidata per l’occasione all’estro di Massimo Wertmüller, con lo stesso de Rossi Re al pianoforte e Fabio Battistelli clarinetto, l’opera prende spunto dalla celebre raccolta di sonetti in romanesco del Pascarella pubblicata nel 1894, in cui viene ripercorsa la vicenda di Colombo, narrata attraverso la voce di un cliente di un’osteria, che tra una bevuta di vino e l’altra, racconta ciò che ha letto su un libro di storia, interrompendo la narrazione con commenti personali spesso molto coloriti.

Silvia Colasanti (foto Max Pucciariello)

Il 17 novembre, sempre al Palladium, in scena la prima italiana di Arianna e il Minotauro, melologo per voce recitante, soprano ed ensemble di Silvia Colasanti su libretto di Giorgio Ferrara e René De Ceccatty tratto dall’opera lirica omonima che ha inaugurato il Festival di Spoleto nel 2018. La dialettica tra parola recitata e musica, secondo la tradizione del melologo su cui la Colasanti si è cimentata più volte, si intreccia anche al canto, in una moltiplicazione ulteriore di possibilità espressive. Ne saranno protagonisti l’attore Elio De Capitani (Minotauro), il soprano Omo Bello (Arianna), e la Paris Mozart Orchestra diretta da Claire Gibault. La serata si completa con Six Épigraphes antiques di Debussy.

Paris Mozart Orchestra

Prima assoluta anche per Qui nella torre opera da camera in quattro scene e due intermezzi di Daniele Carnini su testo di Renata M. Molinari interpretato dall’Hemisphaeria Trio (Teatro di Villa Torlonia, 30 novembre). Formazione inusuale composta dal soprano Damiana Mizzi, Roberto Mansueto al violoncello e Marcos Madrigal al pianoforte, il Trio interpreta il nuovo lavoro di Carnini, di cui è protagonista un adolescente che ricorda l’“Hikikomori” della cultura giapponese, ovvero persone che si sono volutamente isolate dalla società. All’opera si affiancano due lavori di André Previn e una versione di Balada para un loco di Piazzolla nell’arrangiamento curato da Ernesto Oliva.

Hemisphaeria Trio

A Stravinsky, figura ispiratrice del Festival di quest’anno, non potevano non essere dedicati alcuni appuntamenti. Il 12 dicembre al Mattatoio-La Pelanda Giovanni Maria Briganti è autore e attore di La storia del ragazzo, un nuovo libero adattamento dell’Histoire du soldat ambientato nei nostri giorni, con i Solisti della Roma Tre Orchestra. (La serata sarà preceduta dalla presentazione del CD Ennio Morricone Piano Music di Roberto Prosseda, EMA Vinci, 2021).

Altra serata omaggio al compositore russo sarà Stravinsky, il 17 dicembre al Mattatoio-La Pelanda. Un percorso nella variegata produzione da camera cui si affianca una nuova opera commissionata dal Festival a Virginia Guastella. Cristian Taraborelli firma la regia della performance, in cui cornice del concerto saranno ballerini, mimi, clown, attori e acrobati, mentre l’impianto scenico, innovativo e astratto, si avvarrà di scenografie virtuali con costumi e oggetti di scena volutamente iperrealisti; Gabriele Bonolis dirige il Bruno Maderna Ensemble, voce solista il mezzosoprano Chiara Osella.

Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani

I CONCERTI AL MATTATOIO-LA PELANDA

Alle produzioni teatrali e performance, si affiancano i concerti al Mattatoio-La Pelanda con interpreti ed ensemble internazionali, a sondare il variegato repertorio della musica contemporanea, e portando al festival diverse novità in prima italiana o assoluta.

Giovanissima formazione italiana nata nel 2019, che raccoglie musicisti under35, l’Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani fa il suo debutto al Festival il 1° dicembre, diretta da Pasquale Corrado per il concerto che porta il titolo Coincidenze. In programma tre brani composti nel 2021, su testi di Dante Alighieri e Leonardo Sciascia in occasione dei 700 anni dalla morte del primo e dei 100 anni dalla nascita del secondo: con la voce recitante di Francesco Maruccia ascolteremo 27 della compositrice turca Beste Özçelebi, Un dì si venne a me malinconia di Livia Malossi, Su spiri d’oro di Daria Scia. Completa il concerto la Simple Symphony op. 4 di Britten.

Il 4 dicembre il violino di Francesco D’Orazio si accompagna al pianoforte di Giampaolo Nuti per un concerto che comprende due prime assolute: Contemplation del giovane compositore giapponese Kaito Nakahori e La luna nel pozzo di Luca Antignani. Tra gli altri brani in programma due classici del Novecento: la Chaconne di Sofia Gubaidulina, e la Sonata n. 2 di Ravel, cui si aggiunge …So(g)nante… di Andrea Portera. Il concerto sarà preceduto alla presentazione del CD Antonio’s Book (Terre Sommerse, 2021).

NED Ensemble

È un approfondimento sull’immagine del labirinto il concerto Contrasti espressivi (5 dicembre), in cui Nuova Consonanza ha interpellato cinque voci autorevoli della composizione di oggi, di diversa provenienza ed età (Alberto Cara, Andrea Mannucci, Osmo Tapio Räihälä, Emanuele Savagnone, Giampaolo Testoni), che hanno realizzato altrettanti nuovi lavori che ascolteremo in prima assoluta dal NED ensemble diretto da Andrea Mannucci. Il concerto sarà preceduto dalla presentazione del cd Voci dentro il tempo dell’Ensemble Linguaggi Sonori (Bongiovanni, 2019).

Maria Chiara Pavone

Dialoghi delle lontananze è il concerto dell’8 dicembre che vedrà sul palco il soprano Maria Chiara Pavone con Anna Armatys al violoncello e Lucio Perotti al pianoforte eseguire musiche che si legano al tema dell’assenza e della distanza. Ascolteremo in prima assoluta di The Robin’s View di Alessandra Ravera su testi di Emily Dickinson e i lavori di Alessandra Ciccaglioni, Fabio Cifariello Ciardi e Mauro Bortolotti. Il concerto sarà anticipato alle 18.30 dalla presentazione del libro Sylvano Bussotti e l’opera geniale di Renzo Cresti).

Ensemble BRuCH

L’11 dicembre toccherà all’ensemble tedesco BRuCH che raccoglie quattro giovani musiciste (Sally Beck flauto, Ella Rohwer violoncello, Claudia Chan pianoforte e Marie Heeschen soprano) che si sono incontrate alla Hochschule für Musik und Tanz di Colonia dando vita nel 2013 a questa insolita formazione dedita esclusivamente alla nuova musica. In programma due prime assolute di Davide Remigio e Feliz Macahis, e le prime italiane di Dariya Maminova, Julien Jamet, Matthias Krüger. Ad anticipare il concerto, alle ore 18.30 la presentazione del libro Conversazioni con Petrassi di Luca Lombardi, con una postfazione di Antonio Rostagno (NeoClassica 2021).

Il 14 dicembre il concerto di due rinomati interpreti, Ivo Nilsson e Antonio Caggiano, che affiancano in maniera originale e inusuale le sonorità dei loro strumenti, rispettivamente il trombone e le percussioni, nelle musiche scritte per i loro strumenti dallo stesso Nilsson, Fabio Cifariello Ciardi, Stefano Gervasoni, Nicola Sani (con la prima assoluta Till I end my song#2 che dà il titolo alla serata). Completa il programma Trama per un performer di Giorgio Battistelli.

Caggiano-Nillson (foto Roberto Testi)

Ruota intorno a Stravinsky il concerto della Roma Tre Orchestra del 15 dicembre, diretto da Benedetto Montebello. In programma alcune musiche del compositore russo, affiancate al Canone in memoriam I. Stravinsky per quartetto d’archi scritto da Schnittke nel ‘71 alla scomparsa di Stravinsky, e due prime assolute di Fabrizio Nastari e Paolo Fradiani.

È un sodalizio artistico che va avanti da quasi vent’anni quello dell’Hetk Trio, che riunisce la clarinettista olandese Fie Schouten e due musicisti estoni, il flautista Tarmo Johannes e il pianista Taavi Kerikmäe. Debuttano al Festival Nuova Consonanza il 18 dicembre con un programma di diversi autori che valorizza il repertorio per il Trio. In programma musica di Jonathan Harvey, Giacinto Scelsi, Mark Baden, Tatjana Kozlova-Johannes, Paolo Perezzani e la prima assoluta di Nox di Roberto Mongardini. La serata sarà anticipata alle ore 18.30 dalla presentazione del libro Luigi Nono Caminantes. Una vita per la musica. Intrecci e testimonianze di Nicola Cisternino, con una postfazione di Massimo Donà (Il Poligrafo 2021)

SEMINARI E WORKSHOP CON I CONCERTI CONCLUSIVI, INCONTRI, CONCORSO EVANGELISTI, IL PREMIO SCOTESE

A Stravinsky è dedicato il workshop di composizione che si svolge abitualmente durante il Festival, il “De Musica”, quest’anno tenuto da Marcello Panni che analizzerà la partitura dell’Histoire du soldat, evidenziandone gli elementi di tecnica compositiva e gli aspetti legati all’interpretazione e alla realizzazione del brano. Al termine del workshop, il concerto al Teatro Palladium (11 novembre) con la Roma Sinfonietta diretta dallo stesso Panni in un programma di musiche di Stravinsky (la Suite da concerto dell’Histoire du soldat) e Panni (estratti da 16 Pop Songs).

Direttore Marcello Panni © Musacchio & Ianniello

Sarà in streaming, dal 25 al 28 novembre, il seminario di composizione di Hwang-Long Pan, musicista di Taiwan formatosi negli anni Settanta in Germania, con Lehmann, Lachenmann e Isang Yun, e che ha sviluppato negli ultimi cinquant’anni un personalissimo stile, in cui scrittura e tecniche compositive dell’avanguardia occidentale si incontrano con la tradizione musicale d’Oriente. Il concerto del 28 novembre, live streaming sul canale youtube di Nuova Consonanza, vedrà protagonista il Chai Found Music Workshop Ensemble, che presenta musiche per strumenti tradizionali cinesi scritte dallo stesso Hwang-Long e da David Tsai e Allan Wang, fra i più importanti compositori del panorama asiatico e internazionale.

Il 3 dicembre termina con un concerto anche il workshop di improvvisazione Comporre dialogante tenuto da Alessandro Sbordoni, compositore e fisarmonicista da anni attivo nella riflessione sulle pratiche improvvisative. Sul palco troveremo gli allievi del corso in un programma che verrà concordato durante il workshop. (Alle ore 18.30 la presentazione del cd Morning Birds di Roberto Fabbriciani, Alessandro Sbordoni, Giuseppe Silvi, EMA Vinci, 2021).

Il 10 dicembre, al Mattatoio-La Pelanda la tavola rotonda sul tema “La musica al plurale” che dà il titolo all’edizione di quest’anno, con gli interventi di compositori e musicologi, modera Susanna Pasticci.

Come ormai tradizione il Festival si chiuderà con la finale della XXIII edizione del Concorso Internazionale di Composizione Franco Evangelisti. Il 19 dicembre, al Mattatoio-La Pelanda ad eseguire le tre partiture finaliste, diretto da Stefano Cardi sarà il Freon Ensemble, formazione con ben oltre venticinque anni di esperienza da sempre impegnata nell’esecuzione e nella promozione della musica d’oggi. il programma comprenderà anche alcune composizioni di rara esecuzione dell’ultimo periodo di Stravinsky. Nella stessa serata verrà consegnato il Premio Giuseppe Scotese, che da cinque anni a questa parte Nuova Consonanza riserva al miglior giovane interprete del Festival.

Freon Ensemble

IL FESTIVAL IN REGIONE

Come già nelle più recenti edizioni, una parte della programmazione del Festival si terrà in alcune città e borghi della provincia di Roma, valorizzando gli spazi culturali della regione e promuovendo la musica contemporanea (e non solo) anche fuori dalla capitale. Il 14 dicembre presso il Museo delle Culture Villa Garibaldi di Riofreddo, Matteo Rocchi sarà impegnato in un concerto per viola sola, con musiche di Hindemith, D’Amico e Bach. A Trevignano, il duo D’Orazio/Nuti proporrà il 5 dicembre il programma presentato al Mattatoio il giorno prima. Al Museo Manzù di Ardea recital per violoncello solo il 12 dicembre con Alessandro Guaitolini impegnato in musiche di Ligeti, Bach, Cassadó. Nello stesso giorno a Trevignano recital pianistico di Fabio Silvestro che spazia dall’Ottocento ai giorni nostri.

Il Festival è realizzato in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana, Accademia Materiaviva di Roma, Associazione InCanto, Azienda Speciale Palaexpo – Il Mattatoio di Roma, Conservatorio Musica G.B Pergolesi di Fermo, Cultural Endowment of Estonia, Divisione Culturale dell’Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia, Edizione Suvini Zerboni,  Europäische Akademie für Musik und Darstellende Kunst – Palazzo Ricci di Montepulciano (SI), Kunststiftung Nordrhein-Westfalen, Fondazione Roma Tre – Teatro Palladium,  Teatro di Roma, Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani.