Al compositore Paolo Cavallone il premio Ambasciatore abruzzese nel mondo

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Il compositore Paolo Cavallone è stato insignito del riconoscimento “Ambasciatore abruzzese nel mondo”. Il premio, voluto dal consigliere regionale Guerino Testa, gli è stato consegnato nella mattina di mercoledì 4 maggio a Pescara,  nella sala Corradino D’Ascanio del Consiglio Regionale.

Il Maestro Paolo Cavallone (a destra) premiato dal consigliere regionale Guerino Testa

“Il Premio che ricevo oggi dalla Regione Abruzzo mi onora e mi tocca profondamente”, ha dichiarato il Maestro Paolo Cavallone durante la cerimonia, “Sono sempre stato descritto come un cittadino del mondo ma ho il cuore in Abruzzo: le mie origini, i paesaggi forti di questa regione, i ruderi medievali sparsi sui monti o le varie riconfigurazioni architettoniche di un monumento, come la chiesa dall’Annunziata a Sulmona, rappresentano una radice di sicuro riferimento per la mia vita e la mia arte”. Per il consigliere regionale Guerino Testa “Il maestro Cavallone è un indiscusso orgoglio abruzzese e italiano, compositore, pianista e poeta sulmonese molto celebre a livello internazionale che con la sua arte porta a livelli elevati il nome della nostra regione su qualunque palcoscenico si esibisca. Era doveroso riceverlo in casa Abruzzo per congratularci di persona dei suoi grandi successi ed assegnare il meritato riconoscimento”. Nato a Sulmona nel 1975, Paolo Cavallone – che ora vive in Francia – ha vissuto la sua adolescenza nella città di Ovidio, per poi compiere i propri studi musicali al Conservatorio dell’Aquila, dove si è diplomato in Strumentazione per Banda (1999), Pianoforte (1999) e in Composizione (2001), per poi perfezionarsi dal 2002 al 2004 all’Accademia Chigiana di Siena e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Contestualmente, nel 2001, si è laureato in Lettere all’Università degli Studi dell’Aquila e, nel 2009, ha conseguito un dottorato alla State University of New York. È stato invitato come Visiting Professor in Composizione alla Victoria University di Wellington (Nuova Zelanda) ed è stato collaboratore di ricerca alla State University of New York. Ha tenuto conferenze sulla sua musica alla Manhattan School of Music, University of Pittsburgh, McMaster University di Hamilton (Canada), Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, ed in altri istituti. Attualmente è professore di Composizione al Conservatorio “Steffani” di Castelfranco Veneto.

Nell’attività di compositore e di poeta”, ha proseguito nel corso della cerimonia Paolo Cavallone, “la mia estetica è caratterizzata dalla possibilità di inquadrare da diverse prospettive un oggetto sonoro ed interiore, in modo da poter coglierne i tanti significati. Il viaggio è diventato necessariamente protagonista della mia esperienza: sia il viaggio nei paesaggi reali del mondo, sia quello della creatività liberata. È la società stessa che richiede un confronto con la sua molteplicità e un’apertura alle nuove possibilità ed ai nuovi colori che essa ci offre. Ci si trova di fronte ad una molteplicità di mondi sonori, in un nuovo riconfigurarsi dei confini abituali. Allo stesso tempo questa ricchezza tende anche a sradicare l’individuo dall’essenza del suo essere, perché fondata sulla cristallizzazione di consuetudini del passato. Ed ecco che il mio Abruzzo ha giocato e gioca un ruolo cruciale nella realizzazione delle mie opere. Da qui –ha concluso –  la mia felicità nel ricevere apprezzamento proprio dalla mia terra”. Tra i suoi numerosi lavori, ricordiamo brani di assoluto rilievo come “Metamorfosi d’amore”, “Porte” – entrambi per orchestra – il concerto per flauto “Hóros”, “Identificazione di un ritratto” per jazz band e la sonata per pianoforte “Confini”. Il noto musicologo Renzo Cresti lo ha definito come “uno degli artisti – usiamo volutamente questo termine al posto di compositori – che riesce a dimostrare la propria idea di forma musicale e poetica, attraverso un talento naturale che si sposa con l’altrettanto innata tendenza all’approfondimento, a un viaggio musicale ed esistenziale che non sia solo panoramico ma che nell’andare modifica il proprio essere (sonoro)”.