Nomadi: torna su Rai 3 Nomade che non sono altro

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In occasione dell’anniversario dalla nascita del cantante Augusto Daolio, Rai 3 ripropone il documentario “Nomade che non sono altro”. L’opera, realizzata da Rai Documentari, sarà trasmessa domenica 18 febbraio 2024, alle ore 13 su Rai 3 e RaiPlay e celebra gli oltre 60 anni di carriera del gruppo musicale i Nomadi, del suo fondatore Beppe Carletti e di Augusto Daolio, nato a Novellara il 18 febbraio del 1947.

Sono i primi anni 60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963 e il nome scelto è Nomadi. Nel 1966 inizia la collaborazione con un allora sconosciuto Francesco Guccini. Da questo sodalizio nascono canzoni che segnano una tappa fondamentale nel panorama musicale italiano. E nel 1972 arriva “Io Vagabondo”, ancora oggi canzone simbolo della band e inno per diverse generazioni. Il documentario racconta attraverso la testimonianza di Beppe Carletti la storia dei Nomadi e arriva fino al concerto evento che si è tenuto lo scorso giugno a Novellara dove la band ha festeggiato i sessanta anni di storia insieme al popolo nomade.  Due attori, Andrea Avanzi e Marco Santachiara interpretano Beppe e Augusto e conducono il pubblico nei luoghi dei Nomadi, Novellara, le valli e la bassa reggiana; in sottofondo le riflessioni di Augusto Daolio estratte da un’intervista radiofonica Rai “Lo specchio del cielo” del 1989. Il racconto è arricchito dalle testimonianze di Francesco Guccini, Luciano Ligabue Caterina Caselli, Rosario Fiorello. Il paroliere Alberto Salerno racconta della nascita di “Io Vagabondo”. Al racconto si aggiungono il cantautore Stefano Cisco Bellotti, i musicisti Cico Falzone e Daniele Campani, i figli Elena Carletti e Davide Carletti, il parroco di Novellara, Don Giordano Goccini, il giornalista Pino Strabioli e l’ex parlamentare e fan Renzo Lusetti. Le immagini di repertorio dell’archivio Rai ripercorrono le partecipazioni televisive e i concerti della band più longeva in Italia e prima di loro, al mondo, solo i Rolling Stones.