Steely Dan: a Roma una serata omaggio con i Terzomando

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Torna a Roma la musica degli Steely Dan. L’occasione è una serata tributo in programma sabato 16 marzo, alle ore 19, nella sede dell’associazione Art Sound & Vision di Roma (Via Andrea Baldi, 19, quartiere Balduina). L’appuntamento, che vedrà protagonisti i musicisti Claudio Pantaleone e Pierpaolo Borgia, tra i principali conoscitori del mondo Steely Dan, non intende spiegare l’inspiegabile musica degli Steely Dan, bensì è un convivio di amici uniti dal desiderio di condividere la loro passione per l’opera di Walter Becker e Donald Fagen.

Il pubblico avrà la possibilità di ascoltare diverse tracce dei primi 4 album in vinile (da “Can’t Buy a Trhill” a “Katy Lied”) tramite un impianto acustico di prima qualità. A introdurre la serata sarà il collezionista ed esperto musicale Anselmo Patacchini. L’ingresso è con tessera (per informazioni e prenotazioni artsoundandvision@gmail.com). L’appuntamento avrà poi una seconda parte, in programma sabato 23 marzo, sempre alle ore 19, con la seconda parte della discografia della band statunitense. Descrivere l’essenza degli Steely Dan è un compito arduo. La loro arte ha oltrepassato i decenni, dall’effervescenza degli anni ’70 fino agli ’80, per risorgere nei primordi di questo secolo, catturando l’attenzione di milioni di ascoltatori nel mondo. Il loro segno è impresso indelebilmente nel panorama della musica americana, sostenuto da una vasta e variegata base di fan. Donald Fagen e Walter Becker hanno costruito nel tempo un tessuto sonoro di intricata complessità, con armonie sofisticate e testi enigmatici, resi ancor più impenetrabili dalla loro reticenza a divulgarne i significati. Per apprezzare veramente gli Steely Dan, quindi, ci si deve immergersi nella loro musica, lasciarla risuonare e assorbirla fino a quando non si percepisce che quasi niente si avvicina alla profondità dei loro significati o alla grazia delle loro melodie e armonie. Claudio Pantaleone e Pierpaolo Borgia dei Terzomando ne sono ben consapevoli e, pur seguendo un percorso simile nella creazione della loro musica, non si sono limitati a emularli. Hanno invece cercato di forgiare un suono distintivo, utilizzando un ventaglio di musicisti diversificati, in un modo che ricorda la stessa metodologia adottata dagli Steely Dan nella loro illustre carriera. Nonostante le difficoltà inerenti alla produzione musicale in Italia sotto tali premesse, Terzomando ha dimostrato che la passione può trionfare su stereotipi e tendenze effimere.

I Terzomando

L’evento si snoda attraverso l’ascolto dei primi quattro capolavori degli Steely Dan, pubblicati tra il 1972 e il 1975, e vede intermezzi di esibizioni live dei Terzomando, con l’intento di creare una connessione diretta e profondamente emotiva con gli spettatori attraverso la musica. Ma non si tratterà solo di musica: ci saranno momenti di dialogo, con spazio per domande e risposte, e verranno condivisi racconti e aneddoti. L’obiettivo è far rivivere quelle emozioni che Donald Fagen e Walter Becker hanno suscitato in Claudio Pantaleone e Pierpaolo Borgia durante la loro prolifica carriera. Il tattile e il visivo si uniscono all’acustico quando le copertine degli LP circoleranno tra le mani degli spettatori, consentendo loro di assorbire l’essenza della musica non solo attraverso l’ascolto ma anche apprezzando con la vista e il tatto quello che in questa era digitale spesso sfugge. Le artwork delle copertine non sono solo un complemento estetico ma si rivelano una componente cruciale per la piena comprensione del messaggio e del contesto dell’opera. Questa celebrazione dell’era analogica è una dichiarazione potente nel contesto odierno, dominato dalle piattaforme digitali, e propone un ritorno alle radici come possibile redenzione per la musica in un mondo sempre più virtuale.