Alla ricerca del fanciullo che è dentro di noi: intervista ad Eleonora Albrecht in arte Oara

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Una infanzia passata con genitori ballerini classici, ma ascoltando anche Bob Dylan, Smashing Pumpkins, Oasis, Doors. Il nuovo singolo di Eleonora Albrecht è velato di rosa, ma il precedente rifletteva sul Natale, come momento felice ed al contempo malinconico. Intervistarla è stato anche una fase catartica che ho affrontato con un tutù degas e scaldamuscoli vaporosi…

Eleonora, sei sempre più sorridente! Come dimostra anche il tuo nuovo brano OdetteSì, ho un approccio ottimista verso la vita e soprattutto ho superato i vari dolori passati, quindi al momento non ho bisogno di mostrare altro se non il sorriso, come hai giustamente notato.

Sarebbe stato bene nella colonna sonora del film d’animazione L’incantesimo del lago: lo conosci? L’ho visto da piccola assieme a mia madre, ma non mi colpì particolarmente proprio perché conoscevo le magnifiche rappresentazioni in teatro in cui lei ballava.

Come ti già detto, il tuo precedente brano Il regalo più speciale mi ha emozionato realmente: il Natale è sempre un momento particolare per chi (come me e te) vive una festa allegra, ricordando i recenti dolori affettivi… Il Natale è un momento felice e malinconico, ma ho scoperto che ci sono dei veri fan del Natale che ascoltano pure i brani natalizi tutto l’anno, vanno nei negozi per gli addobbi, passano mesi per preparare quell’atmosfera natalizia. Veramente penso che sia un momento particolare, non so come lo affronterò i prossimi anni.

La tua carriera è interessante: come sei passata da Eleonora modella ad Eleonora cantante, con il nickname di Oara? Di passaggi ce ne sono stati vari, io non ho mai voluto fare la modella e basta e difatti è sempre stato affiancato ad altro, come lo stiliamo inizialmente e poi la recitazione. Ma la verità è che io da bambina sognavo di fare tutto quello che ho fatto e sto facendo, in primis la cantante. Quindi è stato un percorso verso la ricerca del proprio bambino interiore. Ci sono momenti nella vita artistica in cui ci si rimette in discussione, si fanno bilanci, a volte inutili, perché la vita d’attore ti porta ad alti e bassi incredibili. Come attore dipendi sempre da qualcun altro. Al momento che ho ritenuto giusto, ho scelto di scrivere i miei brani e iniziare il percorso che avevo sempre desiderato affrontare ma che aspettavo ad intraprendere. E così è nata Oara.
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Mi intriga sapere sia delle versioni in francese delle tue canzoni, ma anche della tua esperienza davanti alla telecamera .. Don Matteo, Ho Sposato Uno Sbirro, Che Dio Ci Aiuti .. Ho realizzato la versione in francese di Sono in vacanza in quanto avendo vissuto molto a Parigi sono bilingue francese, la mia etichetta mi ha proposto di fare una seconda versione, così l’ho realizzata anche in francese. Come attrice ho studiato sia a Parigi che a Los Angeles al The Lee Strasberg Institute, che a New York al Carnagie Hall. Le mie esperienze di studio mi hanno permesso di vincere dei provini e interpretare vari ruoli sia nelle fiction che film italiane. Mi piace molto sia recitare che stare sul set, la vita del set. Ho avuto delle bellissime esperienze di vita e di lavoro che mi porterò dietro per sempre. Continuo tutt’ora e tra poco uscirà una serie comica su Sky in cui ho interpretato un ruolo, molto molto divertente.

Quali sono gli artisti che hai amato da giovane? Quali invece i cantanti che ultimamente ti emozionano di più? Mi è sempre piaciuta la musica pop e rock, da bambina anche: Oasis, Radiohead, The Doors, Smashing Pumpkins e su tutti Bob Dylan. A casa mia si ascoltava poco la canzone italiana, quasi solamente le opere liriche o musica classica, perché sono cresciuta in un ambiente internazionale e coi genitori ballerini classici. I cantanti che mi piacciono molto ora? Tanti, ma seguo molto la musica elettronica contemporanea: mi piacciono Fred Again e i Meduza.