Meshell Ndegeocello: in arrivo Synonym

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Meshell Ndegeocello ha annunciato l’uscita, il prossimo 2 ottobre, del suo terzo album per Blue Note Records, “Synonym”, uno dei progetti più ambiziosi della sua impressionante discografia. L’album presenta un’incredibile lista di ospiti speciali, impegnati insieme a Ndegeocello a reinventare una selezione di brani accuratamente scelti.

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Già disponibile in preordine in vinile colorato, vinile nero, CD e download digitale, “Synonym” si apre con “I Knew You Were Waiting (For Me)”, una coinvolgente rilettura del celebre duetto interpretato da George Michael e Aretha Franklin, qui affidato alle voci di Ndegeocello e Cynthia Erivo. Desiderio, affetto, cuori spezzati, amicizia, delusione e amore in tutte le sue forme attraversano un album che spazia dal folk al soul, dal country al pop degli anni Sessanta, passando per l’R&B degli anni Ottanta, il rock alternativo dei primi anni Novanta e l’hip-hop dei primi anni Duemila. «Questo progetto si basa su canzoni ormai classiche, tanto conosciute e amate», racconta Ndegeocello, «Hanno toni e caratteri diversi, rappresentando vari generi e differenti groove. Ma l’album parla anche di gioia, di identità, di visione del sé e dell’esperienza umana universale». Polistrumentista, con il basso come strumento principale, cantautrice, produttrice e artista a tutto tondo, Ndegeocello è una figura capace di muoversi liberamente tra generi e linguaggi musicali. In “Synonym” si circonda di una straordinaria costellazione di artisti ospiti, tra cui Cynthia Erivo, Cat Power, Chaka Khan, Brandi Carlile, Bill Callahan, Chris Thile, Nick Hakim, Robert Glasper, Madison Cunningham, Laura Lee dei Khruangbin, Lizz Wright, Emily King, Lianne La Havas, Moses Sumney, Destin Conrad, ANOHNI, WILLOW, Evann McIntosh e Ink. L’album segna anche la significativa reunion con David Gamson, produttore dei primi due classici di Ndegeocello, “Plantation Lullabies” del 1993 e “Peace Beyond Passion” del 1996, che ha co-prodotto “Synonym” insieme a Meshell Ndegeocello e Abe Rounds. A completare il progetto c’è un cast di strumentisti che affianca la leader: i batteristi Abe Rounds e Deantoni Parks, il chitarrista Chris Bruce, i tastieristi Jake Sherman, Jebin Bruni e Larry Goldings, i sassofonisti Josh Johnson e Levon Henry, la flautista Elena Pinderhughes e il banjoista Bela Fleck. Parlando del significato del titolo, Ndegeocello sottolinea innanzitutto il piacere sonoro della parola, prima di arrivare al suo significato più profondo: un termine o una frase che esprime lo stesso concetto di un’altra parola nella stessa lingua. «Ed è così che sono gli esseri umani», spiega Ndegeocello, «Indipendentemente dalle nostre differenze, in fondo vogliamo essenzialmente le stesse cose: cibo sano e un posto sicuro dove vivere. Siamo tutti diversi. Ma per quanto riguarda l’essenziale condizione umana, siamo tutti uguali».

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«Questo progetto è un’espressione della liberazione queer come sinonimo di liberazione in senso lato», continua l’artista. «La comunità queer mi ha reclamata quando altri non lo facevano e per molto tempo mi è sembrato un mondo troppo lontano dalle altre comunità a cui appartengo, ma ora mi rendo conto di come tutto si sovrapponga. Ancora una volta, sono tornata dai miei maestri: Audre Lorde ci ha detto che non esiste una lotta monotematica e circoscritta. Allo stesso modo, questi arrangiamenti sono sinonimi dei loro originali: il sound potrà essere diverso, ma i brani significano ancora quella stessa cosa». Un aspetto significativo di “Synonym” è che le canzoni sono interpretate in duetto da artisti che, secondo Ndegeocello, condividono una sensibilità e un’affettività compatibili. L’artista riconosce al tempo stesso che l’espressione di genere è spesso fluida. «Spero che sia questo ciò che risalta: che tutti siano ben abbinati musicalmente e si completino a vicenda. Detto ciò, non sto incasellando in definizioni, perché è nell’assenza di definizione che provo maggior libertà», afferma. In tutto l’album emerge chiaramente come, sebbene Ndegeocello sia da tempo associata all’R&B alternativo, il suo amore per ogni forma di musica abbia un peso molto maggiore delle barriere tra i generi. “Synonym” rappresenta inoltre una nuova fase della sua carriera, nella quale i suoi album non devono necessariamente concentrarsi esclusivamente su di lei come artista principale. «Voglio fare più musica collettiva», spiega. «In questo album volevo mostrarmi come produttrice. Adoro essere con Blue Note Records, perché posso comunque, al tempo stesso, continuare a essere una musicista». I primi due album Blue Note di Ndegeocello, “The Omnichord Real Book” del 2023 e “No More Water: The Gospel Of James Baldwin” del 2024, hanno riaffermato in modo deciso il suo status di autentica e impareggiabile forza del panorama musicale. I due lavori le hanno permesso di conquistare i suoi primi due GRAMMY® Awards, riconoscimento di una carriera discografica lunga trent’anni, e di superare ogni convenzione e confine di genere, consolidando una cerchia creativa tanto coesa da agire collettivamente nello spirito del motto: Meshell Ndegeocello è una band.