Oasis: Don’t Look Back in Anger, al cinema il film documentario sulla reunion presentato a Venezia

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Dal 10 settembre al cinema Oasis: Don’t Look Back in Anger, il film documentario dedicato al tour della reunion dei fratelli Gallagher avvenuto nel 2025 dopo 16 anni di separazione, in attesa di rivederli in Italia nel 2027.

Liam e Noel Gallagher

Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, è arrivato il 10 settembre nelle sale cinematografiche italiane Oasis: Don’t Look Back In Anger, l’attesissimo documentario dedicato alla leggendaria band inglese britannica degli Oasis, presentato in anteprima mondiale all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight (Peaky Blinders, A Thousand Blows), candidato ai BAFTA e agli Oscar®, diretto da Dylan Southern e WIll Lovelace (Shut Up and Play the Hits, New York: la rinascita del rock and roll), prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno.

Oasis: Don’t Look Back In Anger racconta il trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, “Oasis Live ’25”, uno dei ritorni rock ‘n’ roll più attesi dei nostri tempi. Esattamente un anno fa, la band inaugurava il suo tour live del 2025 a Cardiff, in Galles, tornando a esibirsi insieme per la prima volta dal vivo dopo 16 anni. Il film è un resoconto esaltante di quello che è stato il più grande evento musicale del 2025, e cattura l’esperienza e le emozioni della band e dei suoi fan in tutto il mondo. La prospettiva unica include l’accesso alle prove, al backstage e al palco, oltre alle prime interviste congiunte di Noel e Liam dopo più di 20 anni, dopo il primo documentario ufficiale Oasis: Supersonic” di Mat Whitecross uscito nel 2024. Accanto al tour mondiale tutto esaurito della band, il film esplora anche il profondo impatto emotivo di questo fenomenale momento culturale globale e ciò che la loro musica significa per il pubblico e le generazioni di tutto il mondo.

Steven Knight ha commentato: “Non vedo davvero l’ora che il mondo guardi questo film. Credo che riesca a cogliere lo spirito e l’emozione di un momento culturale globale e che renda giustizia all’arguzia e alla genialità di due persone eccezionali. Volevo raccontare la storia dei fratelli e della band, ma, cosa altrettanto importante, la storia dei fan le cui vite sono state toccate dalla loro musica e, a volte, cambiate per sempre. È anche la storia di come la musica e il cantautorato possano unire generazioni, culture, paesi e, in un’epoca di rancore e divisione, dare a tutti un motivo per sperare”. “Occasioni come questa sono incredibilmente rare”, ha dichiarato Eric Schrier (President Direct-to-Consumer International Originals, Strategic Programming and Emerging Media). “Il film è una storia intima che parla di riconciliazione, del potere della musica e degli Oasis, uno dei gruppi musicali di maggior successo e più influenti di tutti i tempi. È un privilegio portare questo straordinario film sul grande schermo e agli abbonati Disney+ di tutto il mondo”.

Liam Gallagher

Con un accesso senza precedenti e immagini mai viste prima, il film è una produzione di Magna Studios e Sony Music Vision in collaborazione con Sony Music Entertainment UK. Sam Bridger (Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now, New York: la rinascita del rock and roll) e Guy Heeley (Peaky Blinders: The Immortal Man) sono i produttori, mentre Kate Shepherd, Marisa Clifford, Davud Karbassioun, Tom Mackay, Krista Wegener, Thomas Benski, Isabel Davis e Tim O’Shea sono gli executive producer. A guidare il team creativo e tecnico ci sono anche i sound mixer premiati agli Oscar James Mather (Top Gun: Maverick, Belfast) e Tarn Willers (La zona d’interesse), insieme al direttore della fotografia Haris Zambarloukos (Belfast, Beetlejuice Beetlejuice) e ai montatori George Cragg e Martina Zamolo.

La formazione della reunion è composta, oltre che dai fratelli Gallagher, da Paul “Bonehead” Arthurs (storico chitarrista ritmico della band dal 1991 al 1999, poi anche alle tastiere e al basso), Gem Archer (chitarra ritmica e solista), Andy Bell (basso) e Joey Waronker (batteria), oltre ai turnisti Christian Madden (tastiere), Alastair White (trombone), Joe Auckland (tromba) e Steve Hamilton (sassofono). Mentre non fanno più parte del gruppo Paul “Guigsy” McGuigan (basso dal ’91 al ’99), Tony McCarroll (batteria dal ’91 al ’95) e Alan White (batteria e percussioni dal ’95 al 2004).

I primi due concerti dei 41 totali del tour (19 in Europa, 9 in America del Nord, 3 in Asia, 5 in Oceania e 5 in America del Sud) si sono tenuti il 4 e il 5 luglio 2025 presso il Millennium Stadium di Cardiff, con il supporto di Cast e Richard Ashcroft (Verve) di fronte a 74 000 spettatori a serata. Il tour si è concluso il 23 novembre allo stadio Morumbi di San Paolo del Brasile, dove viene reso omaggio al bassista Gary “Mani” Mounfield degli Stone Roses, scomparso tre giorni prima, a cui dedicano “Live Forever“, sicuramente uno dei momenti più toccanti del film, insieme al momento in cui per ricordare le vittime (23 morti e 250 feriti) dell’attentato avvenuto a Manchester il 22 maggio 2017 al termine del concerto di Ariana Grande, viene cantata in coro dai presenti “Don’t look back in anger” degli Oasis, la canzone che dà il titolo al film.

Alla fine del film viene quasi da rivalutare gli Oasis, che sicuramente non sono “la più grande band del mondo” (come recita in modo sfrontato il trailer) pur avendo scritto (Noel) e cantato (Liam) una manciata di grandi canzoni, ma il fatto di essersi messi dietro le spalle dopo tanti anni le liti intestine tra i fratelli Gallagher (per motivi che si possono facilmente intuire ma devono rimanere giustamente privati), può essere un segnale di speranza per tutti i conflitti del mondo, perdonare è difficile ma non impossibile, in attesa di vederli in concerto anche in Italia nel 2027.