Esce domani per La Stanza Nascosta Records “Dietro il Sole”, esordio solista del cantautore toscano

In uscita il 9 ottobre su tutte le piattaforme digitali e nei maggiori negozi di dischi, su etichetta La Stanza Nascosta Records, il primo album solista del cantautore toscano Saverio Guerrini, Dietro il sole.
L’album, la cui registrazione – nell’home studio del cantautore – ha coperto un arco temporale di due anni, ha avuto una gestazione complessa.
“Le prime idee per il disco sono del febbraio 2020: nell’atmosfera surreale e distopica della quarantena per il covid hanno iniziato a prendere forma le bozze dei testi — racconta Saverio Guerrini — L’urgenza era quella di affrontare, anche attraverso la scrittura, un lutto tragico di pochi mesi prima. La prima canzone ultimata è Il giorno in più, che considero a tutti gli effetti una sorta di manifesto del disco. Nel brano c’è la consapevolezza dolorosa che le cose sono cambiate per sempre e che la scelta è tra il restare congelati a guardare oppure vivere un giorno dopo l’altro. Dietro il sole racconta la lunga strada verso la guarigione, prima di tutto da se stessi, ed è contemporaneamente una presa di coscienza del fatto che la guarigione non finisce mai, non arriva mai a compimento, e passa perennemente dal ricordo di luoghi e affetti, lasciati poi andare per fare posto al nuovo che inevitabilmente arriva”.
Pur fortemente influenzato dall’esperienza con i Madame du Bois, di cui Guerrini è stato fondatore, voce e compositore della quasi totalità di musiche e testi (si ascolti- su tutte- Il mondonuovo, con sonorità che riecheggiano i Madame du Bois de Gli occhi di qualcun altro) Dietro il sole segna per Guerrini un cambio di passo, nella direzione di una canzone d’autore scarna e profondamente personale, che prende le mosse da una potente istanza esistenziale. Dietro il sole è, parafrasando Andrea Laszlo De Simone-con il quale Guerrini sembra condividere l’artigianalità e l’innamoramento autentico per la musica- una lunghissima ombra, un disco cupo, a tratti claustrofobico e quasi insostenibilmente disperato. E’un manifesto oltranzista di sopravvivenza, nonostante tutto, nonostante non ci sia salvezza possibile, ma solo una resistenza dolorosa e tenace al deragliamento. Ed io volevo tenerti / ti volevo salvare / ma nessuno salva nessuno, lo sai / e sei solo un’ altra lezione / a cui sopravvivere canta Guerrini in Nei luoghi tranquilli, a cavallo tra l’intensità di Jeff Buckley e l’estetica della dissociazione di The Bends dei Radiohead.
Pearl Jam e Alice in Chains sembrano ispirare Q; in generale tutto l’album è influenzato dalle atmosfere dell’epopea di Seattle – si ascolti in particolare l’explicit di La città senza inverno, con l’apporto di Salvatore Papotto alle chitarre distorte – aprendosi però a suggestioni rarefatte e tocchi psichedelici (lo shimmer della chitarra in Margine tratteggia quasi un ponte verso un onirismo di stampo shoegaze). In Un giorno in più la chitarra, con gli accenti spostati, lascia galleggiare il suono in una bolla di sospensione, che esita in fulminanti epifanie testuali (la purezza è una gabbia / ed è l’unica che ho / come te).
Percorso da diverse influenze, in particolare da un’innegabile febbre younghiana (il debito di Guerrini con il rocker canadese è di lungo corso), Dietro il sole è un nodo inestricabile di rigore formale e collasso emotivo, un cortocircuito miracoloso, sulla scia di Tenco e, più recentemente, di Paolo Benvegnù, tra sinestesie e inferni privati (mentre il giorno cinguetta / fuori è ancora buio / non esiste distanza / tra una scelta ed un’altra / la mia colpa è tua / travestita di ghiaccio, da La neve sul mare ).