Sangue innocente è il titolo del nuovo album degli Ibridoma

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La Punishment 18 Records, pubblica in questo 2026 il nuovo album della metal band marchigiana Ibridoma, dal titolo Sangue Innocente. Il lavoro si presenta con una grafica firmata da Gustavo Sazes (Kamelot, Iced Heart, Angra, Arch Enemy, British Lion). Questo undicesimo album è interessante per chi segue il metal italiano classico ed in particolare la scena marchigiana. A ben guardare non si tratta di un masterpiece, però di un lavoro che conferma una progressione nella maturazione stilistica degli Ibridoma, la cui prima pubblicazione è datata 2005, nel pieno rispetto della loro identità musicale. Per cui mi sento di consigliarne senz’altro l’ascolto.

Nello specifico l’opener Realize è un autentico biglietto da visita NWOBHM: diretto, tagliente e fedele alle radici del genere. Childhood Denied alza immediatamente il livello, con chitarre in accordatura abbassata e un’impronta decisamente più crossover. La title-track Sangue Innocente mette in mostra una delle cifre stilistiche più riconoscibili di Christian Bartolacci: la voce principale è costantemente affiancata da armonizzazioni vocali che avvolgono l’ascoltatore. Brano in italiano (come è giusto che sia per una band che si chiama Ibridoma), vede la partecipazione di Giacomo Voli (Rhapsody of Fire). La timbrica di Voli, meno “in faccia” di Bartolacci, risulta sofferta e crea un interessante contrasto con quella del frontman marchigiano. The Gambler poggia su una doppia cassa costante e regala uno dei ritornelli più riusciti del disco: melodico, elaborato e di grande presa. Sole Freddo è un pezzo pregevole sotto diversi aspetti: l’efficace lavoro di armonizzazione vocale, le diverse timbriche chitarristiche, l’uso della lingua italiana e un testo che denuncia con lucidità l’isolamento dell’individuo in una società che paradossalmente è una delle più interconnesse nella storia dell’umanità.

i marchigiani Ibridoma

The Other Side perde un po’ di tensione rispetto al brano precedente. La presenza di Chiara Malvestiti (soprano dei Therion) arricchisce i ritornelli con il suo stile operistico, in netto contrasto con la piena e robusta timbrica di Bartolacci. Il pezzo vira verso sonorità più hard rock: mi sembra di avvertire del chorus sulle chitarre. Occhi Vuoti è forse il brano più thrash dell’intero album: ricorda i primi Metallica e affronta con forza il tema dei “figli di Gaza”. A.I. torna a sonorità NWOBHM, con un accento spostato nel riff principale. Tematiche sociali, italiano inframezzato all’inglese: qui gli Ibridoma rendono pienamente onore al proprio nome, che diventa quasi un programma. Non mancano le ormai consuete armonizzazioni vocali, non relegate ai soli ritornelli. Sing In The Sky si apre con un’introduzione dispari, mentre Ho Dimenticato chiude il disco in maniera intima, sentita ed emozionante.

È una ballad d’amore in italiano, malinconica e riflessiva, il cui ritornello resta facilmente impresso. Parla di memoria, nostalgia e di ciò che il tempo cancella o lascia dietro di sé: un finale naturale e potente. Oltre a Giacomo Voli e Chiara Malvestiti, completa il trittico delle partecipazioni speciali il poeta Walter Olivetti, presente in qualità di autore di testi. Come dicevo poc’anzi, ascoltatelo, soprattutto se non volete perdere il filo di che direzione stia prendendo il metal italiano.
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