Questa la poesia di Simone Cristicchi per il concorso Il Primo Giorno: ora un giovane compositore può metterci la musica..

Ecco la poesia di Simone Cristicchi sulla quale è chiesto di comporre una melodia: i giovani compositori (under 25) che intendono cimentarsi, possono cliccare qui e leggersi l’articolo che ho scritto ieri. Il concorso vi offre l’opportunità di dimostrare la vostra creatività, esternando quella energia positiva che è la migliore difesa contro questo periodo pandemico.

Il primo giorno/ del nuovo mondo/ ci svegliammo/ a un accenno dell’alba/ salutando con gli occhi/ il ritorno del sole./ Nell’aria un profumo/di pane sfornato/ e un’improvvisa voglia/ di capriole./ “Io sono qui” – disse il mondo/ a raggi unificati/ “E voi dove siete stati?”/ Noi nella tana in letargo/ a dormire./ Noi coi gerani ad ornare/i balconi/ noi rinchiusi nei giorni/lunghi secoli/ con l’unico scopo/ di restare vivi./Il primo giorno/ del nuovo mondo/ come soldati tornati dal fronte/ ammutoliti dallo stupore/ scendemmo tutti in strada,/ nel silenzio interrotto soltanto/ dai nostri “buongiorno”,/ e da qualche risata./
I sopravvissuti/ chiesero un sorso d’aria/ l’abbraccio negato/ rivedere il mare,/ mangiare un gelato:/ cose inestimabili/ a buon mercato./ I bambini tornarono a scuola,/ come andassero a una festa/ dopo la lunga ricreazione./ Furono loro alla testa/ della rivoluzione./ Il primo giorno/ del nuovo mondo/ fu il tempo di uscire/ al di fuori di noi/ dalla Terra imparammo/ la grande lezione/ rinati alla vita,/ più umani di mai./ Così al suo segnale,/ in mondovisione/ ci scrollammo di dosso/ il mille e novecento/ e i sospiri di sollievo/ divennero il vento./