Oniric Chopin, Luciano Varnadi Ceriello racconta il progetto che contamina Chopin con la musica d’autore

L’album “Oniric Chopin – ProsiMeloMetro N° 1”, ideato dallo scrittore e cantautore Luciano Varnadi Ceriello e sviluppato in collaborazione con Juri Camisasca, Giuseppe Giulio di Lorenzo e Vera Mignola, è tra gli album candidati alle Targhe Tenco nella sezione “Progetti speciali”. È un progetto, pubblicato da MaxSound, per due voci recitanti, pianoforte verticale e voce femminile, e che unisce il mondo della musica classica a quello della musica d’autore, oltre che della letteratura. Abbiamo incontrato Luciano Ceriello, che ci ha raccontato la genesi di questo progetto.

Juri Camisasca e Luciano Varnadi Ceriello

Luciano, l’album “Oniric Chopin” ProsiMeloMetro N. 1” è rientrato nella rosa dei 5 finalisti della sezione “Album a progetto” delle Targhe Tenco 2019. Te lo aspettavi questo risultato?

In verità non me lo aspettavo. Ci speravo, ovviamente, ma non me lo aspettavo. Del resto è uscito il 24 maggio, una settimana soltanto prima della chiusura dell’arco di tempo di riferimento per l’uscita dei dischi votabili nelle varie categorie del Premio Tenco. Io, Juri, Giuseppe e Vera ci abbiamo creduto e ci abbiamo provato. Siamo già molto soddisfatti per questo risultato.

Puoi parlarci della genesi del disco e dirci cosa ha in comune con il tuo romanzo “Il segreto di Chopin” pubblicato da Armando Curcio Editore nel 2017?

Il tutto nasce la notte del 26 settembre del 2012, è una data che ricordo bene perché corrisponde al giorno del mio anniversario di matrimonio. Quella notte mi apparve Chopin in sogno e mi domandò di scrivere un testo sul suo secondo Notturno, quello più conosciuto, l’Opera 9 N. 2 in Mi bemolle maggiore. Tale testo avrebbe dovuto parlare di sua madre. Io al risveglio ricordai quello strano sogno, ma non diedi peso più di tanto a quella misteriosa visione onirica. Quando però mi capitò di ascoltare la melodia di quel Notturno, le note iniziarono a parlarmi e mi dettarono le prime parole. Dapprima rimasi incredulo, del resto, cosa c’entravo io, un cantautore di estrazione pop-rock vicino al mondo di De André e di Battiato e lontanissimo anni luce dalla musica classica, con Chopin, il poeta del pianoforte? Una sera però, spinto da un’irrefrenabile ispirazione, mi misi in ascolto del suddetto brano e le sue note mi dettarono il testo che ho poi intitolato “LA PIANISTA”, brano dedicato alla madre del musicista polacco, che era anch’essa una musicista. Da quella sera l’appetito è venuto mangiando e ho iniziato ad ascoltare tutti i Notturni di Chopin, e tutti e 21 mi hanno più o meno dettato le parole. Ho così scritto i testi con corrispondenza sillabica di tutti i Notturni di Chopin, li ho racchiusi nell’Opera teatrale “Ho sognato Chopin” e li ho poi inseriti alla fine di ogni capitolo del romanzo “Il Segreto di Chopin”. ONIRIC CHOPIN ProsiMeloMetro N. 1 è un po’ la sintesi di questi due lavori, anche se ha una storia, per quanto riguarda la stesura del testo in prosa, a se stante.  

Parlaci di Juri Camisasca e del tuo rapporto di collaborazione con lui.

Juri Camisasca è da sempre il mio mito. Chi conosce il mio percorso artistico sa bene che, nonostante io produca a livello musicale, cose totalmente diverse dalle sue, è stato sempre il mio punto di riferimento, sin da quando nel 2000 incisi il mio primo album “Deserti Irreali“, disco che conteneva la mia personale interpretazione del brano “Scavando col badile” di Camisasca. Ricordo ancora l’emozione di quando lo chiamai la prima volta per chiedergli l’autorizzazione per effettuare quella cover. Da allora, per i successivi vent’anni, fino ad oggi, mi sono sentito sempre più frequentemente con Juri e l’ho eletto a mio maestro di vita. Ogni chiacchierata con lui è per me motivo di crescita interiore ed artistica. Tornando a Oniric Chopin ProsiMeloMetro N. 1, nello scrivere il testo, desideravo tanto avere la voce di Juri che interpretasse il personaggio di Chopin. Quando glielo domandai, Juri si dimostrò entusiasta e in breve tempo mi ha inviato la registrazione della sua voce. Per me è un grande onore condividere un album con Juri Camisasca, direi che è la realizzazione di un sogno.

Come hai conosciuto il Maestro Giuseppe Giulio di Lorenzo e come è iniziata la vostra collaborazione?

Il Maestro di Lorenzo l’ho conosciuto grazie all’amico compositore Oderigi Lusi, quando abbiamo inciso l’album “Sul sentiero degli Dei”, che mi vede parte attiva sia nella stesura dei testi poetici, sia nell’interpretazione vocale degli stessi. Il Maestro Di Lorenzo era il pianista del progetto. Durante una pausa delle prove parlai con Giuseppe del “Progetto Chopin” e gli raccontai del sogno e di tutto ciò che ne era conseguito. Giuseppe mi diede immediatamente la sua totale disponibilità nell’intraprendere quel percorso allo stesso tempo folle, fuori dal mondo eppur così entusiasmante. Da quel momento è iniziata la nostra collaborazione che ci ha portato con grande gioia ad esplorare mondi sconosciuti e inesplorati.

Perché avete deciso di usare un pianoforte verticale e non un classico pianoforte a coda?

La decisione è stata ben ponderata e infine fortemente voluta. Abbiamo deciso di utilizzare un pianoforte verticale perché Fryderyk Chopin amava suonare e comporre sui pianoforti “a muro” e specialmente su quelli del costruttore Pleyel. Abbiamo così cercato di ricreare l’atmosfera musicale che ascoltava il poeta del pianoforte quando componeva. Per ricreare la magia che avevo in mente, mi sono occupato in prima persona della ripresa dello strumento.

Riguardo la vocalist Vera Mignola, si è calata facilmente nel progetto? Qual è stato il suo apporto?

Partendo dalla premessa che cantare le melodie di Chopin è una cosa difficilissima, Vera è stata eccezionale! Direi una vera e propria aliena. È lei che mi ha dato la convinzione che ciò che avessi scritto potesse essere cantato. Quando le ho proposto l’interpretazione vocale dei Notturni di Chopin, lei un po’ titubante e spaventata, mi ha risposto testualmente: “Ma mica sono un pianoforte? Come faccio?”. Poi alla prova della registrazione è stata impeccabile. Senza di lei, forse non avrei mai portato a termine questo progetto.

C’è anche un’altra persona, a te molto cara, che ha condiviso con te ben più di un progetto musicale. Vuoi parlarci della pittrice Amelia Musella, autrice della copertina?

Sì, Amelia ha condiviso con me la sua intera vita e la ringrazierò per sempre per l’amore che nutre nei miei confronti e per i quattro figli che mi ha donato. Nel progetto Oniric Chopin è autrice della copertina che corrisponde alla Tavola pittorica N. 23 (Acrilico su cementite), ultima Opera dell 23 tavole pittoriche dedicate ai Notturni di Chopin, una per ogni Notturno, più una per la copertina del libro “Il segreto di Chopin” e una per il progetto discografico.

In copertina l’Opera di Amelia Musella rappresenta Fryderyk Chopin al contrabbasso, anziché al pianoforte come chiunque sia aspetterebbe, come mai?

È un omaggio a un momento della vita adolescenziale di Chopin, quando in vacanza a Szafarnia, alla tenera età di quattordici anni, Fryderyk rapito dal suono di un violinista che suonava un violino a tre corde, cercò per tutto il paese uno strumento che gli permettesse di suonare e di concertare insieme a quel musicista. All’interno di una cantina trovò un contrabbasso con una corda sola, Chopin lo prese e si mise a suonare quello strumento monocorde insieme al violinista. Amelia ha voluto omaggiare quel momento di vita del musicista polacco e ha intitolato la sua Opera “Il giovane Chopin”. Credo che copertina sia perfetta! Rispecchia totalmente il mondo onirico presente nell’album.

Il titolo ONIRIC CHOPIN è seguito dal termine ProsiMeloMetro N. 1. Cos’è un ProsiMeloMetro?

Il ProsiMeloMetro è un neologismo che ho coniato per definire un’Opera musicale che racchiude la Prosa, il Canto, la Musica e la Poesia, intersecati tra loro secondo le seguenti regole: 1) Si devono utilizzare i brani musicali di un unico compositore per ogni Prosimelometro; 2) Il testo poetico deve essere scritto rispettando la linea melodica del compositore nel modo più coerente possibile; 3) Il testo deve rispettar la corrispondenza sillabico-contrappuntistica (Nota contro sillaba); 4) La durata del testo poetico è dettata dalla lunghezza della linea melodica, e deve essere cesellata sul numero delle note, mentre non c’è limite per quanto riguarda la parte in prosa; 5) Non è obbligatorio rispettare la rima nella parte poetica; 6) La tematica della prosa può avere carattere vario e molteplice, può essere drammatica, seria, comica, grottesca, ecc.; 7) Nell’ambito della battuta, è possibile dimezzare o raddoppiare il valore di una nota; 8) Le volatine, i gruppetti, i trilli, ecc., nella prima stesura testuale, devono essere rispettati, nell’interpretazione vocale possono essere ridotti; 9) Ogni brano cantato deve avere un intermezzo in prosa a una, due o più voci; 10) Lo stile compositivo poetico-prosaico può essere di vario genere; 11) La storia deve avere un senso compiuto; 12) I brani possono essere cantati a una o più voci, con eventuali cori, senza alcun limite di voci; 13) Si può prolungare una vocale su gruppetto, su volatina, su trillo e virtuosismi vari; 14) Qualora la tessitura musicale fosse fuori registro, l’esecutore vocale può procedere per terze o per quinte; 15) Si può adattare il registro pianistico alla vocalità dell’esecutore vocale; 16) I brani originali possono essere trascritti per formazioni orchestrali, opere da camera (trii, quartetti, quintetti ecc..), ecc.; 17) Lo strumentario può variare in base all’inventiva dell’autore; 18) Il pianista deve interpretare lo spartito originale e seguire la\il cantante; 19) I brani musicali da eseguire durante i recitativi in prosa possono essere brani originali (anche se sarebbe preferibile utilizzare le musiche del compositore scelto), che però devono essere in carattere con la totalità dell’Opera; 20) È possibile includere nel progetto una rappresentazione grafico-pittorica ispirata ai testi delle canzoni. I quadri, o tavole pittoriche, o quant’altro, creati dall’artista o dagli artisti coinvolti, devono essere in numero uguale, o superiore (copertina dell’album, ispirazioni particolari durante l’ascolto) ai brani cantati all’interno del ProsiMeloMetro; 21) La stesura dei brani non deve essere dettata da effetti allucinogeni o da tassi alcolemici estremi; 22) È consentita una sottile forma di “follia”. I punti 20 e 21 sono stati inseriti per rispondere al motto che da sempre mi spinge: “Fare cose molto serie, in modo non serioso!”

Dato che Oniric Chopin è il ProsiMeloMetro N. 1, è prevista già la produzione di qualche altro Prosimelometro?

Sì, sono previsti già altri due ProsiMeloMetri che vedranno la luce a breve. Uno su musiche di Mendelssohn e un altro su musiche di Satie.

Progetti per il futuro?

È in uscita nei prossimi giorni il libro “Fryderyk Chopin: I notturni cantati” che contiene gli spartiti con i testi in partitura dei 21 Notturni di Chopin. A settembre vedrà la luce il libro “Il segreto di Marlene (Viaggio alla ricerca del sé)”, secondo romanzo della “Trilogia di Reinhard Freedmann”, edito anch’esso da Armando Curcio Editore. Ultima notizia, che credevo non avrei dato mai più in vita mia, sto lavorando a un nuovo disco pop-rock che uscirà nel 2020, anno del ventennale della mia carriera artistica.