Gustavo Gini si racconta a MusicalNews.com

Nato a Buenos Aires, Gustavo Gini oggi vive in Sardegna dove lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa di più su “Nativo”, l’album per pianoforte solo in uscita il 4 ottobre. Il pianista argentino, ha raccolto in questo suo primo cd, emozioni, frasi musicali, ispirazioni appuntate nel taccuino dei ricordi da tutta una vita. In realtà la sua musica, nel corso della sua carriera professionale, è confluita in numerose colonne sonore; le sue idee in grandi arrangiamenti orchestrali che hanno anche ottenuto importanti riconoscimenti, compreso un Oscar nel 2010 come miglior film straniero per “Il segreto dei suoi occhi” (produzione argentina); o altri film come “La educación de las hadas” vincitore dei premio Goya e “Neruda” film acclamato a Cannes.

Hai iniziato a suonare con tuo padre, sei figlio d’arte? Che aria si respirava nella tua famiglia?
Mio padre è un architetto ma ha sempre suonato il piano e il bandoneon anche per far contenta mia nonna, che non avendo potuto studiare ripiegò sul figlio affinché almeno lui imparasse a suonare uno strumento. La musica, il tango sono presenti in tutti i miei ricordi dell’infanzia. Diciamo che è grazie a mia nonna che sono diventato un musicista. A casa mia madre aveva sempre la radio di musica classica accesa, lo fa ancora.

La musica argentina, il tango, la musica sudamericana in genere sono musiche molto passionali, coinvolgenti. Cosa c’è delle tue radici nelle tue composizioni?
Ho studiato musica classica, ma ho sempre suonato musica popolare, che si tratti di tango, folklore, rock e persino un po’ di jazz. Tutto ciò è confluito nelle mie composizioni musicali. Di sicuro, sono il tango e il folklore argentini a prevalere naturalmente. Senza quasi volerlo, fanno parte del mio linguaggio espressivo musicale. Non so se si possa parlare di cifra stilistica, ma direi proprio di sì.

Qual è la genesi di “Nativo”?
Tutto è iniziato quando mio figlio, Lorenzo, ha fatto un disegno con tinte blu. Aveva due anni. Ho visto quell’energia creativa che mi ha ispirato naturalezza e spontaneità. Ho iniziato a riflettere su cosa avrei potuto fare io di così altrettanto naturale, a tratti selvaggio ed ho focalizzato l’attenzione sulle mie radici, che sono anche quelle di mio figlio, e sulla mia terra di origine a cui sono legato visceralmente. Non ultimo, sulla musica che è il mio linguaggio espressivo. La chiave di tutto era il termine “Nativo” uguale sia in italiano, sia in spagnolo che racchiude il mio mondo, quello di ieri e quello di oggi. Ho così scelto tutta una serie di composizioni, alcune scritte negli anni precedenti, altre che stavo scrivendo, alcune eseguite ai concerti ma mai registrate ufficialmente, ed ho realizzato questo album. Era qualcosa che dovevo a me stesso, che dovevo fare per fermare la mia “immagine” in questo momento storico, come Lorenzo lo ha fatto sul foglio di carta, disegno che è diventato oggi la copertina del mio cd.

Dopo tanti anni passati a scrivere e a orchestrare per altri, hai voluto registrare le composizioni più importanti per te. Come hai scelto i brani?
Ho mescolato vecchi spartiti e trascritto su carta melodie che custodivo gelosamente nella mia mente. Ho fatto una selezione delle mie musiche e inserito l’arrangiamento per pianoforte di un tango che mio padre compose all’età di 15 anni. La fortuna è quella di aver incontrato un grande tecnico del suono a Cagliari, che mi è stato di grande aiuto e aver registrato in uno studio di registrazione con un buon pianoforte a coda.

Si evince che il trasferimento a Cagliari è stato dettato da motivi personali. Come ti ha accolto la Sardegna e l’Italia in questa tua nuova rinascita?
La Sardegna è una terra che mi ha sempre accolto molto bene. Mia moglie è sarda (ci siamo conosciuti a Madrid) e a Cagliari è nato mio figlio. La mentalità delle persone è molto simile a quella argentina, dove sono nato.
Inoltre, potrei quasi dire che chiudo un cerchio con l’Italia poiché il mio cognome è di origine toscana e il mio bisnonno era di Pisa. Ora mio figlio è di Cagliari.

Quando sarà disponibile il tuo album e su quali piattaforme?
“Nativo” sarà disponibile dal 4 ottobre su Spotify, Amazon e sul mio sito web www.gustavogini.com