Messer DaVil: la Sindrome di Stoccolma (Belin001 2019)

Album d’esordio dei Messer DaVil, “La sindrome di Stoccolma” esce il 14 giugno del 2019. Il gruppo di Albenga (Savona) è un quintetto di chitarra, sintetizzatori, basso, batteria e voce. L’intro dell’album già ci esprime in parte il genere, indie-pop-rock elettronico, e c’è voluto un lavoro di tre anni per scegliere le 18 canzoni tra più di 100 brani che ha creato il nostro concept album. Il tema di fondo che accomuna i pezzi è quello della prigionia e della dipendenza volontaria e da qui il titolo “La Sindrome di Stoccolma”. Si definiscono una band di “crossover orizzontale indipendente”.

“Indipendente da chi ?”, tratta proprio del mondo Indie, e Messer DaVil ne rivendica l’indipendenza, e ripropone nel ritornello la favola della Volpe e l’Uva, catturando l’attenzione prepotentemente. Ritmi incalzanti per Il Garage Ermetico, emozioni che si vivono in luoghi che non sembrano più appartenere a questa società.. (Nessuno può vederti intaccare senso estetico…”). Avanzi, la quarta traccia, più ispirata all’immaginario, all’etereo, senza dubbio in stile Battiato, quello dei tempi dei Treni di Tozeurs. Arriva poi l’Idiota digitale, una canzone sugli haters che si è fatta molto conoscere come singolo grazie anche al video, montato interamente con la tecnica del jumpcut. Nel ritornello si spiegano quali siano i dieci comportamenti tipici del perfetto commentatore compulsivo, con un andamento rock. Quello che proteggiamo, un brano che porta a pensare, e a mascherare questa spensieratezza c’è un senso di nostalgia. L’elettronica di Millenium Bug, che si sviluppa sul tema del ricordo, in delicato equilibrio tra pop ed elettronica. Negli occhi di chi guarda, propositiva, con un forte timbro, ci ricorda i Negrita di “Io al militare”, ritmi incalzanti, e sound piacevole. Amico Cosmico, dal sound lento, quasi caraibico. Il self control, dalle reminiscenze elettroniche e trip – hop ed intenzioni manifestate magistralmente in suoni e parole, con un coro in sottofondo ad hoc. Quello che avviene ogni giorno, avvolto da un delicato e sensuale timbro vocale, dispiegando, a tratti, da frequenze alterate che parlano del dualismo della verità.

Digli che è vero si volge un po’ sul rap. Volare Via, cambia completamente stile e fa risaltare con il suo lento il basso e senza dubbio le parole, che toccano le corde dell’animo. Ventisett’anni torna in fase rap, per poi far emergere un istinto punk. Complice: ossessiva e pulsante al punto giusto. Vox populi, un ritmo decisamente incalzante e orecchiabile, per una canzone che racconta di esibizionismo e gossip. Non tornerai mai più, delicatamente ipnotica. Epicheggiante con la sua intro è invece Cuore di carciofo.

“La sindrome di Stoccolma” ha sicuramente delle potenzialità espressive forti, 18 brani molto interessanti e tutti molto diversi tra loro, su cui vale la pensa soffermarsi per parole e musica. Oltre ai Messer DaVil (Davide, Mauro, Alessandro Lamberti, Maurizio De Palo e Federico Fugassa), nell’album, hanno suonato Emanuele Gianeri (basso) e Alessandro Mazzitelli (synth analogici).

Sito web www.messerdavil.com

Facebook : https://www.facebook.com/MesserDaVil/

Videoclip : https://www.youtube.com/watch?v=bnwtjrfYq8g&list=UULTpmUoW1wrol-HSRiZz17g&index=2