Ha sempre evitato di essere formattato dal sistema: con noi Beppe Chierici, cantore ed attore..

Proprio ieri sera la puntata di Porta a porta (su Rai Uno, con Bruno Vespa) si apre con le immagini di Beppe Chierici che muore tra le braccia della moglie, in quel letto d’ospedale dove (l’animo gentile dei medici guidati da Luca Argentero) gli hanno donato un momento di serenità. La chiaccherata telefonica che ho fatto con Beppe, è stata invece realizzata lo scorso week-end, dopo aver visto queste immagini all’interno della puntata dello sceneggiato Doc – Nelle tue mani ed avevo programmato di pubblicarle oggi, non sapendo che ieri sarebbe servite a Bruno Vespa per raccontare un nuovo episodio di umanità medica, questa volta di una operatrice del 118, la quale (vista l’imminente morte della paziente che erano andati a prendere) ha fatto quello che Beppe Chierici ha recitato ossia una morte lenta, dolce, facendosi accarezzare il viso, ostentando quasi un sorriso…

Beppe, va bene? Forte del tuo cameo nello sceneggiato con Luca Argentero, come stai affrontando questi momenti pesanti?
Se guardo fuori dalla finestra, in questo momento così drammatico, va tutto malissimo e sento che andrà di peggio in peggio; ciò che succede in Italia e nel mondo mi attrista moltissimo; non credevo di assistere, prima di morire, a un tale incubo da fantascienza. Invece per quanto riguarda la mia salute va tutto benissimo. Chi vuoi che mi ammazzi? Sono sopravvissuto a tutte le malattie infantili: morbillo, orecchioni varicella e tosse asinina e quant’altro; alle convulsioni, durate mesi, e causate dall’ essere stato costretto ad assistere a un massacro di partigiano ad opera della famigerata banda fascista Ettore Muti nella mia Cuneo partigiana; di essere guarito dal tifo, tre polmoniti e alla tubercolosi contratta a 14 anni, alla malaria e alla filariosi contratte in Africa, a cinque interventi chirurgici di cui uno cardiaco extracorporeo e ai più recenti vari acciacchi che tu hai scoperto chissà come e menzionato nel tuo libro Dolore No-te – SynchRock con il quale dai il tuo fervente e instancabile contributo all’onlus Vincere il Dolore.
Non mi fare emozionare; dimmi invece quando avete registrato lo sceneggiato con Luca Argentero..
Nel mese di Novembre 2019, se non vado errato, negli studi situati sulla Cassia alla periferia di Roma. Per quanto riguarda la mia partecipazione come attore nella fiction a cui alludi (e che non ho ancora visto perché ignoravo che andasse in onda … nel mio eremo umbro le notizie arrivano col vento e quel giorno evidentemente non soffiava) è stata una di quelle che io chiamo “le mie botte di culo”: un provino finalmente andato a buon porto, un regista bravissimo, Jan Maria Michelini, paziente e adorabile, che ama le attrici e gli attori che ha scelto e li dirige sottovoce e cordialmente , comprese le comparse; un casting di eccellenti attori già famosi e di giovani protagonisti dalla bravura mozzafiato, simpatici e rispettosi, una troupe di tecnici estremamente competenti e dai modi discreti e cordiali, una produzione esemplare… cosa vuoi di più, se non approfitti di tutto questo ben di Dio per fare bene il tuo lavoro, cambia mestiere!
Credendo nel valore della sincronicità, non trovi acasuale che Doc – Nelle tue mani vada in onda proprio in questi momenti pandemici?
Sono i casi della vita piuttosto ricorrenti nel corso della mia strampalata carriera mai pianificata per evitare di essere “formattato” dal sistema. Pensa che proprio in questi giorni ho scritto e messo su Facebook una canzone Grazie a voi da tutti noi (1200 ascolti e 70 condivisioni in tre giorni) con la quale esprimo l’immensa gratitudine e profonda stima di tutti gli impotenti confinati in casa, per l’insieme del corpo medico e del personale ospedaliero, dai più celebri professori fino ai più anonimi inservienti, per il loro incommensurabile altruismo, compassionevole slancio e strenuo eroismo. Troveranno anche una seconda canzone, più goliardica, che aiuta a sfogare magoni e rabbie represse. Sono i due videoclip ai quali alludi nelle tue domande.
So poi che hai pronto un brano sulla figura di un dottore che ben conosco…
E’ una canzone del giullare che sono dedicata a Paolo Scarsella .. che chiamo nel testo il medico corsaro per il modo con il quale combatte da anni la sua straordinaria battaglia contro il dolore cronico e quei medici (troppi) che per incapacità, “ideologia” e protervia non lo prendono nella dovuta considerazione la tortura quotidiana che dilania il corpo e lo spirito di donne e uomini . Ho scritto il testo e lo ha messo in musica il mio sodale Giuseppe Mereu, che nella vita è un apprezzatissimo medico di professione ad Ales in Sardegna e (guarda caso) conosciuto col nome di DOC ..
Pierangelo Bertoli è quanto mai attuale: come ti ho detto al telefono, lo trovo veggente quando 45 anni fa ci parlava dell’arrivo di una chimica lebbra
.. Non si erigono statue alla gloria dei monumenti .. Anche lui come il mio adorato Brassens: era limpido, integro, intransigente, ateo, laico, anticlericale e amico d’elezione d’un poeta palestinese chiamato Gesù, fieramente scorbutico con i suoi stessi amici, spietato con i politici corrotti e senza concessioni con “i furbetti del quartiere”, nemico giurato dello “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”, dell’ingiustizia, della prevaricazione, del malcostume, dell’inganno e della menzogna, fraterno amico e dell’uomo onesto, generoso, solidale e altruista, cantore dei derelitti e diseredati, esempio di riscatto e dignità per i disabili. Per me è lui il vero figlio spirituale di Brassens, padre riconosciuto di tutti i cantautori . Parlai di Pierangelo Bertoli al mio adorato Brassens come di un poeta cantante che gli sarebbe piaciuto e lui quasi si scusò di non conoscerlo. Rimpiango di non avergli tradotto il francese alcune canzoni di Bertoli per farglielo apprezzare come la sconvolgente Eppure soffia ..
Se ci risentiamo in Autunno, di cosa parleremo?
Caro Giancarlo, continueremo a parlare ., come abbiamo sempre fatto e senza mai bluffare, di evidenze e lampanti verità , quelle che si presenteranno a noi, disperatamente tragiche o resilienti e benvenute. Spero che parleremo finalmente di umanità, moralità, solidarietà, riscatto, tolleranza, fratellanza, rispettosa ecologia e di tante virtù dimenticate, altrimenti sarà l’inferno, l’apocalisse (non quella di San Giovanni, ma delle forze del male) su questa nostra terra che si sarà vendicata per essere stata da noi tutti così tanto maltrattata, disprezzata , saccheggiata e sacrificata al nostro bestiale e disumano egoismo e alla nostra indegnità.