Oltraggioso che chi ha pagato un biglietto per un concerto (poi annullato), non possa riavere indietro i suoi soldi: l’ha detto Paul McCartney …

L’affermazione la si trova sul suo profilo Facebook e si riferisce ai suoi concerti italiani annullati per la pandemia virale. Il suo messaggio recita esattamente così .. It is outrageous that those who have paid for their tickets are not getting their money back. Without the fans there would be no live entertainment. We strongly disagree with what the Italian government are doing. In every other country we were going to visit this summer the fans have all been offered full refunds. The organiser of our shows and the Italian law makers must do the right thing here. We are all extremely disappointed the shows could not take place and this is a real insult to the fans..


Per chiarire questa situazione, dobbiamo prendere in considerazione la normativa italiana ed in questo ci aiuta un post apparso sui social del promoter Claudio Trotta .. Capisco che ad una prima lettura possiate essere tutti entusiasti di queste dichiarazioni ma io vorrei farvi presente che la responsabilità viene scaricata ad Assomusica e al Governo Italiano che non sono né gli organizzatori né gli artisti. Ora se è vero che il governo italiano ha emesso un decreto che non da opzioni a chi ha comprato il biglietto diverse da quelle di ricevere un voucher che ha comunque valenza ad oggi di 18 mesi, è altrettanto vero che l’organizzatore può invece decidere liberamente diversamente o comunque offrire opzioni diverse ergo a me pare che si stia spostando la questione ma magari sbaglio. Detto questo il decreto sui voucher è oggetto di vari emendamenti che saranno discussi oggi alla commissione bilancio e ci saranno sicuramente delle modifiche..
Claudio Trotta (tra l’altro non è il promoter coinvolto nel tour italiano dell’ex Beatles) si riferisce a quello che il ministro Franceschini ha dichiarato ovvero che si vuole intervenire sulla norma per arrivare ad un voucher per lo stesso artista o ad un rimborso. Io mi permetto di sottolineare (anche in qualità di presidente di Ululati dall’Underground, fan club & fanzine meeting of Italy) come è ingiusto che a pagare siano sempre solo i fans e che diversi artisti italiani hanno già espresso la loro opinione, sottolineando come i biglietti vengono gestiti da diverse agenzie specializzate e molte non sono italiane: ai promoter italiani vanno delle percentuali di questi soldi e quindi nemmeno loro devono essere penalizzati in prima persona, anticipando migliaia di euro che potrebbero pesare sulla stabilità della loro azienza.