Mettere il naso fuori: intervista a Vincenzo Incenzo…

E’ questo il momento di fare fuoco con la bellezza del nostro agire
gli occhi hanno visto qualunque inganno la bocca ingoiato qualunque orrore
E’ questo il momento dell’outing totale oltre i sepolcri della morale
il palcoscenico è il nostro corpo disteso al sole dell’avvenire
Esta es la revoluciòn Bye and bye the time has c
ome…
La grafica del singolo che esce oggi, fa viaggiare la mente! Il 2 Giugno (Festa della Repubblica Italiana) eravamo rimasti concentrati sul testo dell’inedito Un’altra Italia, perché solo un poeta poteva raccontarci che crede alle pozzanghere ed invitarci poi a guardare in alto, perché quelle poche gocce d’acqua dal terreno specchiano le comete. Poi arriva la notizia che a Settembre il suo album nuovo si intitolerà Ego, termine dalle molte valenze anche psicologiche e che molti pronunciano con un tono perentorio. Tutti elementi che mi hanno invogliato a cercarlo ed a rubargli qualche minuto…


Vincenzo, mi confermi che oggi 3 Luglio esce un tuo nuovo singolo?
Si, si tratta di Allons Enfants, brano spiazzante nel suono e nel testo. Sentirete…
Chi ha realizzato la grafica? Vogliamo spiegare cosa ci fa quel garofano nella bocca del fucile?
Da tempo lavoro con un artista digitale molto bravo che si chiama Alessandro Palmigiani; io lo indirizzo e poi lui mi fa delle proposte; avevo le idee chiarissime e abbiamo cercato insieme di rappresentarle al meglio. In partenza il garofano non c’era, poi ho pensato che il messaggio poteva apparire troppo violento e allora mi è tornato in mente lo slogan dei fiori nei cannoni…


Il 2 Giugno hai pubblicato il brano Un’Altra Italia: quali responsi hai avuto?
Non pensavo così lusinghieri; ma forse la pandemia ha risvegliato in parte sentimenti sopiti come l’amore e allo stesso tempo l’indignazione nei confronti delle luci e delle ombre del nostro Paese. La stampa mi ha tributato un consenso davvero emozionante .. e la gente mi scrive, dicendomi che si ritrova in quelle parole .. e anche in certa disperazione.
Mi sembra un brano nel tuo stile. Una frase come .. Io credo alle pozzanghere che specchiano comete … ha il tuo marchio di fabbrica…
Sì, tutto l’album in uscita ha questi colori, questi contrasti poetici; sono le figure retoriche che amo, quelle giocate tra metafora e vita vissuta ..
Questi due brani ci porteranno il 3 Settembre al tuo nuovo album… Quali differenze ci vedi con il precedente Credo?
Totalmente differente, nel suono innanzitutto, con una forte impronta elettronica senza rinunciare ai migliori musicisti in giro per il mondo, come il bassista Paixao o il chitarrista Bonaviri .. o ancora il tastierista Fabio Liberatori (celebre la sua collaborazione con Lucio Dalla e gli Stadio). Senza considerare il produttore artistico Jurij Ricotti, che vanta collaborazioni, con Eminem, Ariana Grande, Bocelli, Queen..
Il linguaggio, sempre in bilico tra intimo e sociale, mi sembra che affondi ancora di più la lama, mettendomi totalmente a nudo.
Un anno fa ti presentavo in una bella serata nel Mugello e quel tuo concerto si svolgeva in un chiostro di una villa con tanto pubblico …
Concerto di altri tempi, in una cornice rinascimentale; ricordo che presentandomi mi hai definito coraggioso, per il mio mettermi in gioco dopo tanti anni di autorato; beh .. quel coraggio continua a spingermi, forse ancora di più, rispetto al precedente lavoro, visto che qui sono anche il produttore.

Poi tu te ne partivi per un tour in Sud America
Tour incredibile, partito nella diffidenza del primo concerto a Pasto, dove ero unico ospite italiano. Ma dopo la prima canzone il pubblico era con me e con la band; è stato un crescendo, città dopo città. E gli incontri fatti sono stati determinanti anche per questo nuovo album.
Per favore non concludiamo questa intervista con la nostalgia per il recente passato: guardiamo insieme ad un futuro … come lo vorresti?
Come dice il titolo del mio nuovo album, con più Ego e meno folla; la persona deve tornare al centro, scegliere, dichiararsi nei pensieri e nelle azioni. Abbiamo delegato ad altri per l’angoscia di scegliere, ci siamo confusi nel numero. Ma è tempo di mettere il naso fuori. Allons enfants!