Extrema – Headbanging forever (Rockshots / Universal 2019) up and down di buon thrash metal

Up and down o side to side? Quali di questi due movimenti nascono spontanei dall’ascolto dell’ultimo disco di questa storica band italiana? Quando la Contempo Records mi comunicò che stava pubblicando il loro esordio Tension at the Seams, ho gioito: ero felice per loro, ma vedevo anche arrivare un pò di sano rock nella mia Firenze, piegata da riflussi dark wave. Stiamo parlando della preistoria, perché quel disco è del 1993, anche se brani come Join Hands o Modern Times ti ripassano ancora tra i meandri del cervello, pensando a quando il 22 Giugno allo Stadio delle Alpi di Torino, gli Extrema erano insieme a Metallica, Megadeth e Suicidal Tendencies.

Se abbiamo a disposizione una sola parola per marchiare la lunga carriera di questa band, questa non può essere che coerenza: nella dozzina di dischi che hanno prodotto, non hanno mai fatto un passo indietro rispetto al loro credo ed alla loro devozione verso il metal più tirato.. più estremo.
E di questo le generazioni di metallari italiani gli sono devotamente riconoscenti. L’unico problema della band è stato il ruolo del cantante, dove si sono alternati in troppi (Luca Varisco, Daniele Vecchi, Andrea Boria, Ermes Pecorari, GL Perotti): questo ha reso instabile la formazione, ma soprattutto meno uniforme il melting pot di ciascun album, anche se il sound è sempre stato marchiato a fuoco e con carattere bold!


Headbanging forever esce sei anni dopo The seed of foolishness: un titolo che diventa potente nella sua semplicità! Diciamo che è un pamphlet dal quale la band non vuole allontanarsi: ora capite perché ho parlato di up and down e side to side ad inizio scritto? Avrei potuto sostituire quei termini dello slang dell’headbanging con altri, tipo whiplash o windmill, ma il risultato non cambia.
Il package di questo recente disco degli Extrema è assai funzionale, dimostrando che la band desidera soddisfare le emozioni dei suoi fans: per risparmiare si poteva fare un disco con una sola busta, mentre Headbanging forever va sicuramente classificato come una deluxe edition, contro tutte le mode che ti impongono i dischi come soli files audio! La voce di Tiziano “Titian” Spigno si fa apprezzare, specialmente quando si spinge su tonalità coraggiose, come in alcuni momenti della title track o della finale The showdown: la base ritmica (Gabri Giovanna al basso ed il batterista Francesco “Frullo” LaRosa) fanno il loro sporco lavoro, macinando chilometri e chilometri di passaggi, anche se in un paio di momenti (l’iniziale The call ed anche in Believer) hai forte la sensazione che vorrebbero correre di più. Liberi magari dal rispettare un canovaccio…
Poi ci sarebbe da parlare di Tommy Massara, deus ex machina degli Extrema e focus di Headbanging forever: credo che non esistano aggettivi adeguati per descriverlo, ma questa volta mi piace sottolineare la vena lirica dei brani, perché solo in apparenza possiamo parlare di temi semplici e banali, mentre ci trovo potenza e linearità. E molto groove …
Una volta incontrai Tommy Massara ad una aeroporto di Londra, perché la polizia locale l’aveva fermato per chiedergli cosa erano tutte quelle musicassette degli Extrema: credo stesse andando negli States a fare della promozione e volevo chiedergli se era vero che da bambino amava fare air-guitar con una racchetta, seguendo la musica dei Kiss. I solerti funzionari inglesi ci separarono, ma di questi episodi ne parleremo quando lo convincerò a diventare biografo degli Extrema. Alla casa di riposo (intitolata ad un certo Ozzy), entrambi sulla sedia a rotelle parleremo e parleremo: ma a lui gli infermieri somministreranno dosi di calmanti, perché quel continuare a fare headbanging potrebbe rovinargli l’apparto scheletrico.

Title track di Extrema – Headbanging forever:
1) The call
2) Borders of fire
3) For the loved and the lost
4) Heaven’s blind
5) Pitch black eyes
6) Headbanging forever
7) Believer
8) Invisible
9) Paralyzed
10) The showdown