Lu Silver String Band is here to stay



Nonostante il caldo estivo (quando ho cominciato ad ascoltare il disco) il rock è sempre di buona compagnia, specie per me se classico ed ausonio. Ho riguardato la copertina dell’album un paio di volte, tirando fuori il cd dal lettore, prima di convincermi che stavo ascoltando una band italiana e non una pietra miliare del rock mondiale. Effettivamente non avevo sbagliato, il cd è quello dei The Lu Silver String Band e non c’è titolo più azzeccato Rock’n’roll is here to stay datato 2019. Un disco che ho sentito a ripetizione, perché non l’ho solamente ascoltato ma l’ho proprio sentito, come il rock esige.

Il primo brano It’s difficult è come la carta d’identità, per questo album, un misto tra Molly hatchet e Lynyrd Skynyrd; la voce di Lu Silver nel secondo brano Hard road (bello il video ) è plasmata su quella di un certo Scott, Bon Scott, mentre le due sei corde, come tutto il resto della band, gira attorno al mood dei cinque aussie di It’s a long way to the top. Al secondo ascolto già ti trovi ad urlare il ritornello a finestrini aperti, on the road. Suoni veramente live, e resi letteralmente ancora più alive dalla produzione artistica di Enri Zavalloni nell’Atomic Studio

“Rock’n’roll can never die”. Neil Young, 1979.


Tutto il resto dell’album si muove tra riferimenti miscelati in maniera assolutamente hot agli Stones, al soul, al blues, al rock di Chuck Berry, come anche Lu Silver spiega nei credits dell’album. Mai avevo ascoltato un album, di una band italiana, come questo che fosse in grado di fare una summa davvero egregia del rock dai ’60 ai ‘70. Se le Thundermother stanno al rock come eredi femminili degli AcDc, Lu Silver String Band, supportato dalla Go Down Records, è più aperta verso le band degli anni sessanta ed arriva a fagocitare tutte le eredità lasciate dalle pietre che, in ogni miglio del rock, segnano la strada. Ne sono esempio We are monkeys e I got you, in particolare quest’ultima che abbatte qualsiasi confine tra folk e rock.

Lu Silver, che canta e suona la chitarra, è circondato da musicisti talentuosi come il bassista e tastierista El Xicano, il chitarrista Ale Tedesco, il Ludwig-ista Matt Drive. Chiude tra le mie preferite la ballad d’atmosfera In a broken dream con uno dei soli più belli di Ale Tedesco ascoltati nell’album, mentre a chiudere il viaggio attraverso l’enciclopedia del rock c’è The sky turns blu. The Lu Silver String Band, supported by Frog Amps, è qua per rimanerci per un lunghissimo periodo grazie alla Go Down Records.