Addio a Juliette Gréco, la jolie mome di Saint-Germain-des-Pres

E’ scomparsa all’età di 93 anni la musa Juliette Gréco, idolo degli esistenzialisti e leggenda della chanson francaise. L’artista, che a 89 anni decise di ritirarsi dalle scene con un ultima serie di concerti, è scomparsa per cause naturali. Ad annunciare la triste notizia è stata la famiglia dell’artista con un comunicato: “Juliette Gréco  si è spenta questo mercoledì 23 settembre 2020, circondata dai suoi cari nella amatissima casa di Ramatuelle. La sua è stata una vita fuori dal comune”.

Una triste notizia per il mondo della musica, che perde la “jolie mome” di Saint-Germain-des-Pres, e che nonostante i 93 anni appariva ancora minuta, capelli neri, e lo sguardo vispo di sempre. Quando nel 2015 decise di intraprendere la sua ultima tournee (dal titolo “Mercì”) disse di aver “preso la decisione di smettere per dignità, cortesia e amore. Accanirsi non è bene. Si perdona a un uomo di essere vecchio. Non a una donna. Preferisco andarmene prima che la gente mi guardi con tristezza”. Il pubblico l’ha amata per memorabili successi come “Desabillez moi”, “C’est beau” e “Les amants d’un jour”, fino alle vecchie canzoni come “Si tu m’imagines” e album più recenti come “Ca se traverse et c’est beau”.

Una carriera iniziata all’incirca 70 anni fa “E’ una lunga vita di lavoro”, dichiarava nel 2015, “E pensare che credevo di morire giovane! Da quando sono piccola sono consapevole che morirò. E’ il bagaglio più leggero che ho avuto nella mia vita. E’ per questo che non faccio mai progetti. Il dramma di avanzare nella vita è vedere gli altri andarsene. Non avrò alcun rimorso quando morirò, ho vissuto tante vite. Quello che mi fa più paura è l’Alzheimer. Trovo che sia sano mettere fine alla mia carriera. Ma è molto doloroso. La notte ci penso e ci ripenso”.  Di Juliette Greco si ricordano le amicizie con Jean-Paul Sartre (che per lei scrisse “La Rue des Blancs-Manteaux”), Serge Gainsbourg (“La Javanaise”), Boris Vian e Simone de Beauvoir; ma anche Brel, Ferrè, Brassens, Barbara. “Tutte queste persone mi mancano”, disse in un’intervista del 2015, “Oggi manca la poesia e la scrittura”. Ci sono poi le storie d’amore con il pianista Gerard Jouannest, che è stato il suo ultimo marito, il terzo dopo gli attori Philippe Lemaire e Michel Piccoli, e la lunga relazione con Miles Davis. E in parallelo la sua carriera dal primo disco, “Je suis comme je suis”, nel 1951, e il concerto del 1954 all’Olimpia, fino alla sua consacrazione internazionale. Da allora è stata interprete dei grandi parolieri e poeti francesi del ‘900, come Raymond Queneau (“Si tu t’imagines”) e Jacques Prevert (“Les feuilles mortes”), oltre a essere una star del cinema e un simbolo della Francia.