Charlie Risso esce con Tornado

Un viaggio tra sogno e materia sospeso in un limbo conturbante fatto di dream pop, folk e indie rock, guidato dalla voce di una sirena ammaliante. Mentre il mondo è immerso in un tornado di luci e tenebre. Anticipato dai singoli Dark e Tornado, esce oggi 1 dicembre Tornado il secondo disco di Charlie Risso per la label Incadenza. A quattro anni di distanza dal suo album d’esordio Ruins of Memories – un debutto molto autobiografico, definito da Blow Up “una piccola cosa ottimamente scritta e arrangiata” – la cantautrice genovese torna allo scoperto con otto brani che spingono più in là la sua poetica indie folk e che la portano a sperimentare con altri suoni e nuove emozioni.

Attiva fra la sua città natale, Milano e Londra, Charlie Risso è un’artista cosmopolita che, dopo aver approcciato la musica completamente da autodidatta, è riuscita a ricamarsi addosso un sound ammaliante e malinconico dove folk, alternative rock e pop si compenetrano senza sforzi e senza inganni. Perfettamente bilingue, l’inglese nelle sue canzoni conferisce al progetto un respiro internazionale, permettendo a Charlie di poter annullare qualsivoglia confine geografico o limite musicale e di rendere riduttiva la stessa definizione di ‘cantautrice’. Proprio come il tornado che ne ispira il titolo, il nuovo album dell’artista ligure è un turbinio di sensazioni e sapori, un vortice di malinconia e grinta che anela a una pace interiore difficile da raggiungere eppure possibile. Un’opera dentro cui trovare un tesoro di gemme preziose e diamanti lavorati con sapienza e gusto, tra atmosfere rarefatte e ritmi più scanditi e incisivi: una nuova dimensione in cui miraggio e realtà si mischiano fino ad annullare la dicotomia e diventare un unicum.

Prodotto da Mattia Cominotto (Meganoidi, Tre Allegri Ragazzi Morti) e dall’arrangiatore Tristan Martinelli, Tornado è un viaggio di parole e musica nei meandri degli stati d’animo. Come una nave che emerge dalle acque per affrontare impavida le onde del mare, così la chitarra di Charlie Risso si destreggia placida o sferzante nel descrivere suggestioni fra corpo e anima. Oltre alla sei corde – ora acustica, ora elettrica – l’artista si affida anche a loop e batterie elettroniche che conferiscono al disco una vena quasi trip-hop degna dei lavori dei Portishead. Senza timore di sperimentare con i generi, Charlie attinge dalla tradizione rock e (dream) pop per caricare di elettricità un animo folk e country che sembra provenire da altri decenni e dalla tradizione popolare britannica e celtica. Come se Nick Drake duettasse con Lana Del Rey su un disco dei Mazzy Star.

Il disco si apre con il primo singolo Dark: presentato con un video realizzato dal regista Marco Pellegrino, il brano è guidato dalla voce morbida di Charlie che si muove algida su un ritmo cadenzato a mo’ di battito cardiaco. Crossroads è la canzone più classicamente electro-pop del lotto, accompagnata da un basso palpitante e da melodie che ricordano i primi Cranberries. Con Nothing At All sembra di entrare in modo suadente nell’universo di serie tv come Twin Peaks, con un tremolo di chitarra in bilico fra sogno e incubo. Hollow Town è una dark ballad country che accompagna l’ascoltatore in una dimensione notturna con archi profondi e oscuri. It Makes Me Wonder è il brano più energico e incalzante del disco, mentre la title-track tinge si tinge di folk apocalittico. Lord of Misrule rimanda all’omonima figura dei banchetti cinquecenteschi della Gran Bretagna e sospende l’album in una dimensione ovattata dietro cui però si celano ricordi di feste sfrenate. L’album si chiude con i synth ottantiani di We’re Even, un brano che sembra uscito direttamente da Stranger Things. La copertina del disco è un dipinto realizzato appositamente dall’artista Jemma Powell (moglie del cantante Jack Savoretti). Immerso in un’atmosfera suggestiva e sognante, l’artwork evoca uno stato di turbamento interiore con uno squarcio di luce che può rappresentare l’inizio o la fine di un temporale.