Per la texana Vanessa Peters, nuovo disco il 23 Aprile 2021 per Idol Records / Goodfellas

Due estati fa era al Riot Festival a Massa Lombarda (Ravenna). Concerto per per la promozione del disco Foxhole Prayers, il suo undicesimo lavoro in carriera. Note le collaborazioni on stage con 10.000 Maniacs, Griffin House, John Oates e i Roosevelts. Accompagnata dalla sua local band, in cui militano suo marito Rip Rowan alla batteria (autore della foto che la ritrae), il chitarrista Federico Ciancabilla e il bassista Andrea Colicchia. La texana non è solo un’ottima performer, ma anche un’artista di palese curiosità e voglia di sperimentare, legata alle radici, ma estremamente duttile e aperta a nuovi orizzonti. Modern Age è il suo nuovo album, atteso per il 23 Aprile 2021 per Idol Records, distribuito in Italia da Goodfellas. Il primo singolo sarà Crazymaker e sarà pubblicato il prossimo 26 Febbraio.. You were a crazymaker, a bomb about to crater / I was looking for a savior, shame on me, shame on me, shame on me ..
Crazymaker è una persona che ruba la tua energia, la tua gioia, magari anche i tuoi soldi, il tuo tempo….ruba tutto, ma riesce a farti sentire in colpa. Colui/lei che ti fa sentire che sei tu quello pazzo quando in realtà è lui/lei il vero manipolatore, intrappolandoti in una relazione tossica.

Modern Age” è un album rock moderno / classico che si rivela una sfida d’acciaio. Nel bel mezzo di un anno veramente buio, VANESSA e la band hanno cospirato per realizzare un album che sia allo stesso tempo potente ma anche giocoso, intenso ma sensibile, arrabbiato ma pieno di speranza. In “Modern Age“, troviamo ancora una volta Vanessa Peters scrivere e fornire canzoni di eccezionale potenza lirica e musicale, rafforzando ulteriormente la sua reputazione tra la nuova generazione di cantautori americani. Undici tracce di pop / rock energico ma sempre melodico, che capovolgono le aspettative del precedente “Foxhole Prayers“, un’opera folk / rock di successo, profondamente introspettiva. Dagli accordi iniziali della title track, è ovvio che questo album va in una nuova direzione: collaborare a stretto contatto con la sua band italiana ha portato una nuova, rauca energia a questa raccolta che raramente è emersa prima, al di fuori dei concerti di Vanessa. Per anni è stato troppo facile collocare Vanessa in una specie di generica categoria “americana”. In realtà i suoi dischi hanno sempre viaggiato dall’indie-pop all’alt-country, al folk sperimentale e al rock dei cantautori degli anni ’70.