Il ritorno sanremese di Max Gazzè tra un farmacista ed una cover dei CSI

Tre anni fa al Festival di Sanremo ci emozionò con La leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Per la serata delle cover d’autore, la settimana prossima sul palco del Teatro Ariston proporrà Del Mondo, brano che verrà anche inserito nel nuovo album dell’artista: è in assoluto la prima cover a far parte di un suo disco!
Max Gazzè torna a Sanremo ironico e tagliente con Il Farmacista, un brano che nasconde nella sua trascinante struttura musicale una provocazione sopraffina e una sottile denuncia sociale. La metafora del dialogo con la donna amata maschera un biasimo nei confronti di chi dice di avere la verità in tasca per ogni cosa, che sia un “tormento che attanaglia”, una “magagna” o una semplice imperfezione: “io ho la soluzione!”. E Max se ne fa beffa, mostrando come in un periodo di così grande confusione basta mischiare un po’ di tutto per apparire il risolutore di ogni problema. L’artista porta sul palco del Teatro Ariston uno scioglilingua persuasivo sia dal punto di vista musicale e melodico, che da quello dei contenuti. Mentre la produzione mette al centro la “musica suonata”, sempre attenta e ricercata da brillante musicista e produttore quale è.

Max Gazzè nella serata dedicata alle cover d’autore si esibirà in “Del Mondo“, uno dei brani più stupefacenti e spiazzanti dei CSI. L’artista sarà accompagnato dalla M.M.B., band di eccezionali musicisti con cui ha già collaborato. Gazzè in questa edizione del Festival mostra sul palco dell’Ariston la felice unione delle sue due anime artistiche, quella più elettronica e pop e quella punk-rock che, con l’incontro con i CSI, ha segnato il suo percorso sin dagli inizi dopo le numerose collaborazioni con diverse band in Belgio e Inghilterra.. .. È stato un tempo il mondo giovane e forte / Odorante di sangue fertile…Il nostro mondo è adesso debole e vecchio / Puzza il sangue versato è infetto..
Del Mondo” verrà anche inserita nel nuovo album dell’artista, prima cover a far parte di un disco di Gazzè. Un brano che scuote per la potenza delle immagini evocate e per qualità della musica risultando sorprendentemente attuale a distanza ventisette anni. Una visione carnale e mistica del mondo che sicuramente lascerà un segno in questa edizione del Festival.