Paul Nelson, la storia di un chitarrista

Sintetizzare la lunga carriera di Paul Nelson è molto difficile in quanto siamo oramai sui 40 anni. E’ passato dall’Heavy Metal dei Liege Lord al Blues Rock del guru Johnny Winter. Nel mezzo una miriade di collaborazioni, registrazioni, produzione, concerti, endosersement e tanto altro ancora. Insomma una vita dedicata interamente alla regina della musica Rock e dintorni, ossia la chitarra. Per certi versi questa intervista è il racconto di un chitarrista che rivela I punti salienti della sua vita artistica. Devo dirvi una gran bella intervista ricca di notizie e utili riflessioni. Ora passiamo la parola a Paul…

Quali le ultime notizie riguardanti Paul Nelson? “A causa del Covid-19 – come altri musicisti – la mia programmazione live è andata scemando. Tuttavia ci sono alcuni festival negli States in cui sono headliner e sono tutti sold-out. Ho fatto alcune guest appearances con Ana Popovic e nel farò una il 18 di marzo con Eric Gales in Florida. Mi sono divertito a produrre molti artisti. Attualmente sto lavorando con artisti molto talentuosi come Joshua Morris, Johny Jensen e Patty Tuite. Ci saranano dei featuring di altri musicisti che sono membri di Brokes and Dunn, Gov’T Mule, The nevelle Brothers, The Uptown Horns, io e molti altri. Questo è solo per elencare alcuni nuovi artisti e albums a cui sto dedicando molto tempo.”

Cosa è successo dopo la morte di Johnny Winter fino ad oggi? “Come tu say ho prodotto e registrato nel suo album “Step back” che ci permise di guadagnare il nostro primo Grammy Awards per il migliore album diBlues dell’anno. Come produttore esecutivo e protagonista sono apparso nel “Johnny’s Down and Dirty Documentary” che ha vinto il SXSW awards. Poi ho formato la mia band e sono stato messo sotto contratto dalla Sony Music. Ho realizzato l’album “Badass Generation”. Fino al Covid-19 ho avuto modo di esibirmi in 150 concerti l’anno. Il mio ultimo show prima della pandemia fu al G4 Festival inOlanda. C’ero io, Matt Schofield, Scott Scharrard, Gregg Almond e Kid Ramos.”

Qual’è il testamento che Johnny ci ha lasciato? “Johnny è stato uno dei più grandi musicisti della storia del Blues Rock. Chi lo conosceva sapeva che era un grande Blues man. Il suo testamento sono le sue fenomenali performance con la sua chitarra come anche la sua grande voce. Sarà il più rispettato perché ogni cosa che face era segno di amore per la cosa che aveva amato di più, il Blues.”

Come mai il Blues attrae così tanto? “Come musicista e producer credo che il Blues è la radice di ttuta la muscia che noi conosciamo. Ha dato nascita a tutti gli stili che conosciamo. Io ho iniziato a suonare Blues e tanti altri generi musicali, ma il Blues è il mio primo amore e una passione senza fine.”

Forse perché il Blues è la musica dell’anima? “Esattamente”

Qual’è il segreto di suonare Blues? I sentimenti del cuore? “Si e molta pratica. E’ una cosa che dura tutta la vita.”

Qual’è il segreto del successo mondiale di questo tipo di musica? “Tenerlo vivo in ogni generazione attraverso il mio guitar-playing e suonando artisti del passato. Per me personalmente, per far andare avanti la mia carriera, è una combinazione di esperienze live e registrazioni. Come anche dare il giusto credito e onore ai maestri fondatori del Blues.”

La chitarra è lo strumento più importante del Blues, come mai? “Vorrei dire di si, ma ci sono anche altri strumenti importanti come la Blues Harp, le tastiere aala Pinetop Perkins, I bassi alla Willy Dixon o la batteria alla “Willie “Big Eyes” Smith della band di Muddy Waters. E poi una sfilza senza fine di altri che hanno dato un notevole contributo alla causa del Blues. Tuttavia, la chitarra è lo strumento principale.”

Perché ti piace suonare così tanto la chitarra? “Fui impressionato dal primo momento in cui ascoltai Billy Gibbons dei ZZ Top, Jimi Hendrix, B.B. King ed Eric Clapton. Crescendo ho iniziato ad amare il popo, il jazz, la fusion, il rock. Sapevo che volevo essere un chitarrista e quindi presi lezioni da Steve Vai, Mike Stern e Steve Kahn. Poi fu la volta del Berkley College of music. Il resto è storia….”

Quali chitarre utilizzi? “Le mie due chitarre favorite sono la Fender Stratocaster e la Gibson Les Pauls, ma attualmente sono endorser dei modelli Rios. Essi mi hanno fatto una chitarra personalizzata. Ho alche endorsement con Taylor Gutars che amo molto assieme ad altre mrche. Se si sente bene e suona bene, la suonerò.”

Ti consideri sun guitar-hero? “Mai pensato a questo, ma è bello sentirselo dire. Se senti le cose con la tua testa allora non avrai bisogno di fare pratica mai più. Quando ricevo complimenti, mi piace che I miei fans sappiano “Che sono qua” (hahaha).”

Stai lavorando a un nuovo album? “Lavoro sempre a qualcosa di nuovo. Soprattutto ora che ho il mio studio. Ho moltisismo materiale e terrò informati te e I miei fans sulle novità.”

Puoi dare qualche anticipazione? “Il mio nuovo lavoro sara un mix fra Blues e Rock con molti amici musicisti molto importanti ad aiutarmi….”

Il lavoro è in fase di avanzamento? “Come ho detto, sto producendo molti artisti. Le problematiche sorte con la pandemia hanno accellerato il fatto che molti artisti si sono messi a registrare. Io sono alla board e sto aiutando questi musicisti ad ottenere la loro visione di musica.”

Quali le principali differenze fra il tuo nuovo album ed I precedenti? “Non so realmente dirtelo. Ogni mia nuova release è il risultato che ho sviluppato il mio modo di suonare la chitarra. Posso dire, secondo me, che il materiale sta venendo su bene e continuo a comporre mentre registro.”

Qual’è il ruolo dei testi mentre componi? “Io normalmente scrivo I testi dopo che ho composto la musica. Ci deve essere feeling in quello che scrivo, la storia deve interessare e produrre emozioni, sia che sia felice che triste. Cerco senpre un senso dal feeling del brano. Versi e cori si sviluppano mentre continuo il processo di composizione e di registrazione. I cori sono molto importanti per me poiché rappresentano il messaggio della canzone. Può suonare strano, ma io vedo visualmente la musica e testi. Quando ascolto qualcosa I spesso dico “Avete visto qeusto?” oppure “Guarda a questo”. Il mio sentimento più forte è il feeling che l’ascoltaroe sta ricevendo che cerco di convogliare. Guardo ad ogni brano come un viaggio e durante tre o quattro minuti di viaggio tu senti, anzi vedi, differente cose durante il procedere del nrano. Questo rafforza il mio interesse e spero quello degli ascoltatori.”

Cosa vuoi raggiungere essenso musicista? “Non ho mai raggiunto uno scopo. Amo che le mie qualitù tecniche mi permettano di avere una carriera e lavoro in un campo che amo. Per me il telefono che suona contiuamente, il registrare sempre e andare in tour sono cose molto positive. Sto bene. Con tutto quello che sta succedendo se tu sai come si prova corettamente allora puoi solo migliorare. Va di mano in mano. Quale migliore strada di essere musicisti mentre si prova che tenerli chiusi durante la pandemia? Così, guarda cosa succederà quando finirà!”

Può la musica liberare il mondo? Un modo per far star meglio la gente? “Quando ho avuto quelle rare volte la fortuna di suonare ai festival durante la pandemia, in certe aree quando era permesso e vedere il responso della gente alla musica mentre suonavo o solo il fatto che essi finalmente ascoltavano musica, ha riaffermato in me la mia fede nella nusica e come influenza la gente. Vedere la gente che piange e mi ringrazia dal profondo del cuore per averli fatto divertire, mi ha commosso profondamente. Quando tu togli la musica e la rimetti in fgiro dopo ti accorgi di quanto sia importante per la vita della gente che l’ascolta e come è utilizzata come uno strumento, anche per un solo minuto, per tenere la testa libera dai problemi. Questa è una buona cosa. Sicuramente libera l’anima del mondo!”

Sito ufficiale http://www.paulnelsonguitar.com
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