Il pane e la sassata: il nuovo album de La Serpe D’Oro!

Tra Lucca e Siena. Da Giovanni Boccaccio a Johnny Cash passando per Enzo Jannacci e il teatro-canzone: il repertorio popolare toscano reinventato in chiave folk contaminata e meticcia, che abbraccia blues e canzone d’autore. Hanno nel cuore la tradizione contadina toscana. Una dimostrazione sta nel sottotitolo di questo loro disco, ispirato ad un celebre stornello che recitava .. Vieni mio bel morino, si gioca a carte / E s’ha da fare a’ giochi che so io / Le picche e’ fiori mettigli da parte / E se ti manca un core io ti do i’ mio .. L’amore è come l’ellera, dove s’attacca, more .. così, così il mio cuore, mi s’è attaccato a te..
L’ellera è l’edera e la voglia di guardare alla nostra cultura sta anche nella frase riportata nel loro profilo .. Bella una serpe con le spoglie d’oro, dentro nel petto mio girò e s’avvolse .. altro non vo’ da te altro non bramo, sol che m’amiate voi quanto io v’amo …
La band fotografata da Mara Giammattei
Attuale line-up: Fabio Bartolomei: fisarmonica, percussioni, cori / Jacopo Crezzini: contrabbasso, cori / Andrea Del Testa: mandolino, prispolo, cori / Flavio Iacopi: violino / Igor Vazzaz: voce, chitarra acustica, chitarra 12 corde, chitarra elettrica, percussioni, ghironda, armonica, kazoo, banjo.
Per il gruppo La Serpe d’Oro volgere lo sguardo al repertorio popolare è un modo di interrogarsi sul futuro, anche perché lo affrontiamo con le sonorità, le soluzioni, pure le debolezze musicali che ci hanno formati, e quindi il folk, il blues, un certo tipo di rock contaminato: non suoniamo come se fossimo contadini, altrimenti saremmo davvero inautentici, posticci. Tradire, per essere fedeli, come dicono certi filosofi.
Uno spirito, una filosofia culturale e musicale, un modo di pensare e affrontare la musica: con queste parole La Serpe D’Oro presenta il nuovo album Il pane e la sassata (L’amore… è come l’ellera?). A quattro anni di distanza dall’esordio Toscani Randagi, il gruppo guidato da Igor Vazzaz rilancia con forza e passione la propria toscanità …una commistione di suoni acustici ed elettrici, fondamentale per sottrarci a qualsiasi dimensione bucolica, illustrativa, cartolinesca all’insegna di un folk contaminato, che accoglie con generosa ospitalità elementi rock, blues, desertici, costruendo un ideale palco sonoro da teatro-canzone …