Una mostra inedita per i costumi del debutto di Turandot

È stata presentata oggi la nuova mostra della Fondazione Museo del Tessuto, un omaggio alla storia del teatro lirico e dell’arte del primo ventennio del Novecento, la cui scena artistica, letteraria e musicale fu pervasa dal fenomeno dell’Orientalismo. Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba (Museo del Tessuto, Prato dal 22 maggio al 21 novembre) è il frutto di un lungo e accurato lavoro di ricerca compiuto dal Museo sullo straordinario ritrovamento di un nucleo di costumi e gioielli di scena risalenti alla prima assoluta della Turandot di Puccini e provenienti dal guardaroba privato del soprano pratese Iva Pacetti. Gli studi condotti dalla conservatrice del Museo, Daniela Degl’Innocenti, hanno permesso di riconoscere in due costumi e in due gioielli di scena quelli disegnati e realizzati dal costumista del Teatro alla Scala Luigi Sapelli (in arte Caramba) per la prima assoluta dell’opera e indossati da Rosa Raisa, il primo soprano della storia a interpretare il ruolo di Turandot. I riscontri iconografici non lasciavano dubbi: non si trattava di generici costumi di epoca Déco, ma di quelli della prima scaligera dell’opera, dati per irrimediabilmente persi ormai da tempo.

Luigi Sapelli (in arte Caramba) Costume di Turandot [atto II]
 Prato, Museo del Tessuto, inv. n. 18.03.38

Il museo offrirà un’esposizione inedita, suggestiva e multidisciplinare che nasce grazie alla collaborazione di enti e istituzioni pubblici e privati italiani di prestigio che hanno contribuito a questo ambizioso progetto: ricostruire le vicende che hanno portato il grande compositore toscano Giacomo Puccini a scegliere il genio scenografico di Galileo Chini per la realizzazione dell’allestimento e delle scenografie per la Turandot, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini. I costumi e i gioielli di scena, rinvenuti in pessimo stato conservativo, sono stati sottoposti a importanti e complessi interventi di conservazione e restauro. Tutto ciò è stato possibile grazie a uno sforzo corale: dal cofinanziamento della Regione Toscana, all’organizzazione da parte del Museo del Tessuto di una campagna di crowdfunding, “Il Costume Ritrovato”, che ha visto il contributo di quasi 170 privati provenienti da otto Paesi diversi, aziende e associazioni del territorio.

Senza dubbio la visita al Museo del tessuto offrirà un’occasione per potersi accostare all’emozione della prima scaligera dell’ultima opera pucciniana, in un territorio – quello toscano – dove sembra di sentire risuonare nell’aria le note del compositore.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 22 maggio al 21 novembre 2021, con i seguenti orari: martedì-giovedì dalle 10.00 alle 15.00; venerdì-sabato dalle 10.00 alle 19.00; domenica dalle 15.00 alle 19.00. Biglietti: intero singolo euro 10.00; ridotti euro 8.00; scuole euro 4.00. Informazioni e contatti: 0574611503 – info@museodeltessuto.it