Marco Graziosi: sono un testardo che vive sul palco.

Sguardo intenso, convinto delle proprie idee, Marco Graziosi, ci racconta con passione del suo nuovo album e di come in Italia l’arte venga considerata, anche dalla politica, materia si serie b.

Sei noto per essere stato la figura centrale della Rino Gaetano Band. Quanto ti ha gratificato tenere vivo un nome come Rino Gaetano?

È stata quasi una sfida perché, quando ho iniziato, nessuno ricordava un’artista così innovativo per la musica italiana. Sono felice di aver dato il mio contributo. Poi ho proseguito per la mia strada.

Il tuo primo disco “Bar Collando” (titolo meraviglioso!) è del 2002. Torni con un tuo disco dopo quasi venti anni: come (ri)trovi la scena rock italiana?

Non so definire e catalogare la mia musica in un genere. Ascolto di tutto, posso solo dire che non mi fa piacere vedere l’arte in genere, bistrattata innanzitutto dalla politica, specialmente in questo periodo e, mi dispiace, vedere l’appiattimento creativo che, secondo me, si nasconde tra i vari talent show televisivi.

Come pensi che sia cambiato negli anni il tuo modo di scrivere e comporre? In sintesi ti lasci influenzare da qualcosa di nuovo che apprezzi o i tuoi riferimenti rimangono sempre gli stessi?

Per mia fortuna, sono sempre stato un testardo e, non ho cercato né voluto mai influenze nelle mie cose anche se, inevitabilmente, l’eco del proprio background musicale, influisce sempre. Ascolto tutto ciò che è innovativo, forse per questo, apprezzo sempre di più i cantautori storici anche se, pur apprezzandola poco in senso artistico, capisco l’esigenza di voler cambiare il modo di comunicare e il messaggio, in fondo, ogni generazione ha avuto questa priorità ed è giusto sia così.

C’è qualche canzone del tuo nuovo disco a cui sei più affezionato, non solo perché ti piace di più, ma anche per i contenuti, un ricordo, insomma qualsiasi motivo?

Ovviamente, ogni canzone contenuta nell’album ha una sua storia personale ma, nel momento in cui la scrivo o descrivo, cambia il significato, prendo come scusa un argomento per parlare di altro e per fare spazio al vissuto di altri, non solo il mio.

Hai parlato del tuo disco con queste meravigliose parole: “Ho sentito l’esigenza di trattare questo argomento perché, come dice il titolo del mio singolo, l’amore ormai è sempre più un sentimento precario, nella quotidianità, sui volti della politica, persino nel mondo della canzone”. Infatti nei tuoi brani trovo un’intimità travolgente come “Di ritorno dal tuo odore” ed altri che sembrano voler raccontare qualcosa di più generico, direi “Dove hai messo Cappuccetto Rosso”, per esempio. Quindi l’amore come sentimento non solo di coppia? Ci puoi dire qualcosa di più?

Intanto vorrei dire che non ci si dovrebbe vergognare di parlare d’amore perché è il motore di qualsiasi argomento. In questo album, l’amore non è una scusa, è un precedente per qualsiasi argomento si voglia trattare. “L’amore a tempo determinato” parla proprio di questo, del senso di precarietà per la mancanza d’amore in ogni ambito, dalla canzone, alla politica, ai rapporti umani.

Quanto ti manca il contatto con il pubblico? Quando si ripartirà, hai in mente qualcosa di particolare per i concerti? Oltre a Rino Gaetano, proponi qualche altra cover nei tuoi concerti?

Io sono vissuto più su un palco che a casa, la mia vita è lì e non vedo l’ora di poter ricominciare a suonare. Posso solo immaginare, al momento, ciò che potrebbe essere il live per presentare il nuovo album, sicuramente, si vedrà e si sentirà la voglia che ho adesso di volerlo cantare e suonare.

Biografia

Marco Graziosi è un cantautore, classe 73, noto per aver fondato insieme ad Anna Gaetano, sorella di Rino, la Rino Gaetano Band con cui si è esibito in Italia e nel mondo portando il repertorio di Rino Gaetano. Parallelamente ha sempre coltivato l’attività autorale: dopo alcuni premi e riconoscimenti il primo album solista è il disco autoprodotto “Bar Collando” (2002). Ma è il progetto dedicato a Rino che prende il sopravvento e che lo porta negli anni successivi a partecipare alla fiction di Rai1 “Rino Gaetano” (come chitarrista) e ad esibirsi in vari eventi con Angela Baraldi, con Francesco Baccini, con Paolo Rossi al Festival di Sanremo 2007 ed al concerto del Primo Maggio. Negli anni successivi continua a esibirsi alternando le sue canzoni con i maggiori successi di Rino Gaetano e si dedica alla stesura di un nuovo album che registra nel 2019 al NgrStudio Recording di Roma. Nel 2020 firma per Vrec Music Label per cui pubblica il suo album omonimo, pubblicato il 12 marzo 2021.