No Woman No Cry: webinar del 17 Aprile sul legame tra mondo femminile, stati dolorosi e benefici dalla musica

La celebre hit fu portata al successo da Bob Marley. E’ il trait d’union di questo secondo convegno sul legame tra donne e dolore. Organizza l’onlus Vincere il Dolore, realtà che ha capito l’importanza della musica nell’affrontare diverse patologie. Il nuovo presidente è il dottor Paolo Scarsella, tra l’altro direttore del Centro Multidisciplinare di Terapia del Dolore, presso l’Ospedale Palagi di Firenze.



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Tra i tanti relatori, mi piace richiamare l’attenzione sulla relazione dedicata alla medicina ayurvedica del dottor Riccardo Naspetti e quella sull’importanza della fitoterapia, a cura della dottoressa Giovanna Ballerini. Ad introdurre i lavori proprio il dottor Paolo Scarsella che ci racconterà cosa si intende per medicina integrata. Il webinar ha due tempi ed a legarli la mia intervista a Luciana Bigazzi, una pianista che con la musica cura ed ha una buona produzione discografica e tour a livello mondiale. Tra l’altro con lei racconteremo anche di come un brano famoso come No Woman No Cry fu accusato di essere denigratorio nei confronti del mondo femminile. Accusa infondata e dettata dall’ignoranza. Infatti in Giamaica il dialetto parlato è il patois: deriva dall’inglese, ma non lo segue in modo preciso. Molti cantanti giamaicani scelgono questo slang per scrivere i loro testi. Correttamente in inglese puro il titolo dovrebbe essere No Woman Don’t Cry. Ed in Giamaica potrebbe diventare No Woman, Nuh Cry, perché nuh nel creolo giamaicano è il corretto equivalente della contrazione don’t.