Alive – La storia del primo singolo dei Pearl Jam

Estate del 1990: Stone Gossard e Jeff Ament stanno registrando alcuni brani al London Bridge Studio di Seattle…

Estate del 1990: Stone Gossard e Jeff Ament stanno registrando alcuni brani al London Bridge Studio di Seattle. Fino a qualche mese prima, facevano parte dei Mother Love Bone insieme a Andrew Wood, cantante e songwriter ispirato, purtroppo però morto nel marzo del 1990 per overdose. Distrutto dalla scomparsa dell’amico, Stone aveva pensato di abbandonare la musica ma poi un altro amico, il chitarrista Mike McCready, l’aveva convinto a non mollare e insieme a Chris Cornell avevano dato vita ai Temple of A Dog, proprio in ricordo di Andrew Wood. Ma Stone, Jeff e Mike vogliono mettere in piedi una loro band e quei quattro/cinque brani registrati al London Bridge sono davvero forti. Hanno solo bisogno di un cantante. Il loro amico Jack Irons, batterista dei Red Hot Chili Peppers, suggerisce loro un ragazzo che vive a San Diego: lavora in una pompa di benzina, adora il surf ma, soprattutto, ha una gran voce. E poi, scrive testi bellissimi. Quando ascolta il demo, quel giovane (Eddie Vedder) si concentra sul pezzo chiamato provvisoriamente Dollar Short. Compone delle liriche sentite in cui racconta la storia di un ragazzo che scopre che quello che lui pensava fosse suo padre è solo il suo patrigno: il suo papà biologico è morto. Registra la voce e affascina gli altri tre. Pochi mesi dopo, i ragazzi firmano un contratto discografico e cambiano il nome: da Mookie Blaylock, in omaggio a uno dei loro eroi di basket, diventano Pearl Jam. E quella canzone, Alive, diventa il loro primo grande successo…