Marco Sonaglia – Ballate Dalla Grande Recessione (Vrec, 2021)

Il peso delle parole

La figura del cantautore classico, voce solida e parole scandite su pochi accordi di chitarra acustica, si è persa da tempo. E più di qualcuno, non solo per nostalgia, ne sente la mancanza e ne richiama il ruolo di attentatore alla banalità dei testi della musica di oggi.

Il marchigiano Marco Sonaglia, storico della musica e molto altro, con questo terzo album solista, affascinante sin dal titolo, “Ballate Dalla Grande Recessione”, potrebbe colmare il vuoto, per tutti coloro che ancora aspettano un erede di quel tipo di presenza artistica e politica.

Infatti l’album, che si avvale del peso specifico del contributo nei testi del poeta siciliano Salvo Lo Galbo, è dedicato “Alla memoria di Ermanno Lorenzoni, sindacalista SGB, militante e quadro rivoluzionario del Partito Comunista dei Lavoratori”. E da decenni raramente nella musica in Italia assistiamo a prese di posizione politiche così marcate e nette.

L’iniziale “Primavera a Lesbo” è il modo migliore per definire la dichiarazione d’intenti di Marco Sonaglia, denuncia lucida di un fatto di cronaca recente, la morte di una bambina in un incendio in un campo profughi. La pandemia è sempre presente, ma è solo il cordone ombelicale di una narrazione sociale più ampia, che abbraccia i nostri tempi, come dimostrano l’omaggio a Claudio Lolli in “Ballata per Claudio” e “Ballata delle vecchia antropofaga”, distillate su pochi accordi, che mai perdono musicalità e senso melodico.

Echi di Ivan della Mea, Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli, i Cantacronache, emergono durante l’ascolto di “Ballata per una ballerina”, meraviglia intrisa di malinconia e profondo dolore, che fa coppia con “Ballata dello zero”, terribile e realistica nel suo avanzare lento. Riferimenti che Marco non nasconde, ma anzi ne va orgoglioso.

La forza di questo album è di dire molto con poche parole e pochi accordi, ma il flusso di emozioni, alcune volte quasi disturbanti, che ci invadono è forte. Per non dire di “Ballata dell’Articolo 18”, che pur narrando un episodio singolo, diventa bandiera che sventola per difendere i lavoratori dalle umiliazioni che subiscono da decenni. In chiusura “La mia classe”, cruda e diretta come Piero Ciampi ne andrebbe orgoglioso, sintesi di un messaggio che dal singolo vuole arrivare a tutti noi.

“Ballate dalla grande recessione” è un album di oggi, ma che veicola una forza che arriva da lontano. Forte e vero, che trasmette coraggio!

Discografia Marco Sonaglia:

Solista: “Il pittore è l’unico che sceglie i suoi colori (2012) “Il vizio di vivere” (2015).

Con i Sambene: “Sentieri partigiani, tra Marche e memoria” (2018), “I Sambene cantano De Andrè” (2019).