Musica che cura: Sabato 11 Settembre l’evento musicalmente ancestrale a Bitti, in Sardegna

Il deus ex machina è Francesco Burrai, i cui avi venivano da questo paese dell’entroterra nuorese. Sottolinea il nostro diretur Giancarlo Passarella .. Sarà sicuramente un momento artistico che coinvolgerà le tante anime che vedono nella musica un volano che fa bene. Il nome di Bitti poi mi riporta alla mente l’alluvione che l’ha colpito l’anno scorso, facendoci ancora capire che l’uomo deve vivere in sinergia con la natura, cercando di non esasperarla!
Quei 328,6 mm di pioggia caduti nella sola giornata di Sabato 28 Novembre 2020 hanno colpito anche l’animo degli abitanti di Bitti e questa iniziativa va nella direzione di rinsaldare una comunità che ha bisogno di ritrovarsi e cominciare a sorridere. L’alto livello della manifestazione pensata da Francesco Burrai (tastierista e molto di più!) porterà energie positive. Perchè questo evento è un immersione musicale che cura ..!
Oltre a lui al Complesso Nuragico Romanzesu di Bitti avremo l’esibizione del Modern Dance Group e la voce sospesa di Vanna Sanciu.

Il pubblico sarà immerso in suoni senza tempo ne spazio. Francesco Burrai, musicista e ricercatore di musicoterapia, ha composto sonorità trasparenti unendole al canto ancestrale dei Tenores Milianu Pira e dei Tenores Vitzichesos. Con sonorità trascendentali, ha avvolto le Launeddas ataviche e uniche del Maestro Luigi Lai. A Romanzesu ampie e rarefatte sonorità intercetteranno frequenze ultra secolari, ritmi metafisici scioglieranno i legami con la materia rilasciando energia fine per la mente e il corpo. Una voce sospesa con suoni letterali ipnotici supererà il confine nuragico-moderno per arrivare là, oltre ogni punto-linea-forma.