Walter De Stradis – Lo chiamavano Michele Di Potenza (Villani Editore)

Cantante folk scomparso nel 1983, tra l’altro interprete del primo inno del Napoli Calcio intitolato Ciucciariello Napoletano. A livello lucano, è assai conosciuta la sua produzione: questo di Walter De Stradis è il primo libro che cerca di raccontarne anche la storia personale di Michele Mancino, nato a Potenza il 4 Novembre 1931 .. per tutti Michele Di Potenza. Da ragazzo impara la fisarmonica e poi la chitarra, grazie alle lezioni di un vicino di casa: nel mondo dell’arte ci entra come attore, recitando la parte del brigante Carmine Crocco ed incontrando il grande Pietro Germi. La sua mole imponente, il baffone sin da giovane l’hanno aiutato ad avere perciò una discreta visibilità pubblica. Dopo 7 anni nell’Arma dei Carabinieri, si trasferisce a Napoli ed entra nel Corpo dei Vigili Urbani e comincia ad incidere 45 giri in dialetto: se andate su Google e scrivete il suo nome, potete trovare anche alcune copie di quei rari dischi con richieste economiche di qualche decina di euro! Le etichette coinvolte sono la Tiger Folk, KappaO, Star Records e financo la Fonit Cetra: con questa pubblica il primo inno del Potenza Calcio con lo pseudonimo di Gino Valli e complesso di Pino di Modugno.
Il lavoro svolto da Walter De Stradis è quello dello storico: trattandosi di un artista folk e del passato, l’autore del libro scrive in maniera semplice, fluida e sempre sottolineando l’ambiente popolare in cui si muoveva Michele Di Potenza. Ben diverso perciò questo Lo chiamavano Michele Di Potenza dal precedente Nella testa di Antonio Infantino, un viaggio multi-dimensionale con Genio di Tricarico: quello che accomuna i due libri è l’attiva Villani Editore della piccola Calvello (Potenza) che da qualche anno sta pubblicando libri assai interessanti.

Non c’è festa di S. Gerardo (santo patrono di Potenza) in cui non si canti Lu braccial; non c’è festa di matrimonio di sposi lucani in cui non ci si scateni al ritmo di Chi s’è magnà la zita la prima sera; non c’è sagra di paese in cui non si intoni, a squarciagola, È foss muort tatt e no lu ciucc. Eppure sono pochi quelli che conoscono la carriera artistica di Michele Di Potenza, il cantante, cioè, che ha portato alla ribalta queste canzoni. Bene, quindi, ha fatto Walter De Stradis, che nel libro Lo chiamavano Michele di Potenza, avvalendosi della preziosa collaborazione della famiglia, dà informazioni necessarie a ricostruirne l’identikit perduto.