La misurata grazia di James Taylor

Tempo di Lettura: 2 minuti

Tutto esaurito al Parco della Musica di Roma per un concerto atteso due anni

James Taylor in concerto a Roma

“So che molti di voi hanno comprato questo biglietto più di due anni fa. Grazie per avermi aspettato così a lungo…”

Il garbo, l’ironia e l’attitudine confidenziale sono quelli di sempre. Basterebbero la sua voce e la sua chitarra per incantare, ma qui, in più, c’è una band stellare che non spreca una nota, impreziosita da un trio vocale che colora i brani ora di delicate armonie avvolgenti, ora di robuste pennellate soul.

Il repertorio tocca generosamente tutti i classici, da “You’ve got a Friend” a “Fire and Rain”, da “Country Road” a “Carolina in My Mind”, riservando un breve intermezzo all’inizio del secondo set a un paio di gustose cover tratte dal recente “American standard”. Il pubblico, partecipe e composto, finisce il concerto in piedi a spellarsi le mani sui bis. La dolcissima “Song For You Far Away”, grondante nostalgia, è l’abbraccio più affettuoso che si possa immaginare da un amico lontano, lungamente atteso e finalmente ritrovato.

La scaletta del concerto:

Something in the Way She Moves

Country Road

That’s Why I’m Here

Walking Man

Never Die Young

(I’ve Got to) Stop Thinkin’ ‘Bout That

Sweet Baby James

Steamroller

Copperline

Long Ago and Far Away

Up on the Roof

Teach Me Tonight

The Frozen Man

Bittersweet

Don’t Let Me Be Lonely Tonight

Fire and Rain

Carolina in My Mind

Shower the People

Your Smiling Face

Bis: 

You’ve Got a Friend

How Sweet It Is (To Be Loved by You)

Song For You Far Away