18 Luglio 2013: San Siro soldout per i Depeche Mode

Un momento dal live di San Siro dei Depeche Mode

Depeche Mode non è solo la sigla del consolidato gruppo composto da Dave GahanMartin Gore e Andy Fletcher. E’ una premiata ditta, un sigillo di marca dal quale non si pretende troppo, non ci si aspetta tante sorprese ma si esige qualità.
Qualità è quella prodotta a San Siro davanti ad un pubblico gremito di 60.000 spettatori, numerosi sugli spalti delle varie curve ed anelli numerati, ben distribuiti e non ammassati nella fatidica zona prato.
Qualche ruga di troppo, mascherata da un po’ di matita per occhi, non mette a terra Dave Gahan che, archiviati i problemi di salute, torna ad animare il palcoscenico.
Martin Gore mette un po’ da parte le tastiere per concentrarsi alla chitarra e riesce a rubare perfettamente la scena a Dave, scatenando anche il pubblico con un coro assordante.
Accade sulle note di “Shake The Disease” e “Home”. Gahan non sembra risentirsi, da vero gentleman inglese invita il pubblico ad applaudire “Mr Gore”. Ascia di guerra definitivamente sotterrata, si collabora nel nome del gruppo.
Meno convincente, più fiacco, distaccato e magari un po’ stanco Andy Fletcher. Messo in ombra dall’eccellenti performance prodotte dal tastierista in seconda Peter Gordeno.
Immancabile Christian Eigner, l’austriaco batterista che segue in tour gli eterni ragazzi dal 1997.
La massima priorità vien data all’ultimo album Delta Machine, acclamato dalla critica, ben gradito dal pubblico. “Heaven”, il singolo d’apertura, è quello più sentito. Gli altri brani (“Welcome To My World”, “Angel”, “Soothe My Soul”) non peccano per qualità nell’esecuzione dal vivo, ma non ricevono un’esplosiva accoglienza. Esplosiva accoglienza – è sottointeso – che viene data a brani epocali: “Walking In My Shoes”, “Policy Of Truth” o “I Feel You” per citare i più gettonati.
Ma i pezzi forti che hanno fatto tremare San Siro son tenuti in cassaforte, giusto per essere aperta nella parte finale del concerto dove si chiede il coinvolgimento più estremo da parte del pubblico. “Enjoy The Silence”, “I Just Can’t Get Enough” e “Never Let Me Down Again” mettono a dura prova le ugole del pubblico in coro. Citazione a parte per “Personal Jesus” che inganna nella sua esecuzione inziale, preludio a canzone blues che ben presto diventa l’ipnotica versione rockpop che impegna la platea con un battimano generale.
A livello scenografico sono proiettati dei video, alcuni in bianco e nero richiamano lo stile di Anton Corbijn con il quale spesso i Depeche Mode hanno collaborato. Le immagini sul monitor centrale in presa diretta spesso elaborati con degli effetti psichedelici.
Il risultato complessivo è un concentrato di adrenalina, buona musica per un totale di due ore e l’arrivederci a sabato 20 Luglio quando il tour dei Depeche toccherà l’Olimpico di Roma.
Il soldout di San Siro – compreso il già annunciato di Roma – ha indotto la band a tornare in Italia il 20 Febbraio 2014 presso il Filaforum di Assago, Milano. Il 18 Febbraio invece sarà la volta del Palaolimpico di Torino, infine il 21 Febbraio a Bologna presso l’Unipol Arena.
Dateci dentro ragazzi..