Max Zanotti dai Deasonika ai Casablanca, ora solista con “A un passo”: “Non siamo juke box”

Abbiamo incontrato Max Zanotti, cantante chitarrista compositore leader dei Casablanca, ex Deasonika, ora in veste solista. “A un passo” è il suo nuovo disco, il secondo di inediti. 

Max Zanotti: un’artista non è un juke box, ma si evolve.

A un passo da cosa Max?
A un passo da tante cose…sai quando dici ci sono quasi, c’ero…ci siamo quasi… e quando ti capita tante volte di assaporare questa sensazione capisci che devi scrivere un disco…

I tuoi dischi sono sempre stati molto suonati come band, qui sei tornato all’essenza, al blues, un suono più americano. Un’esigenza?
Sono voluto ritornare alle cose che ascoltavo quando ero ragazzo… dopo averli molto metabolizzati…sai, per ogni disco che si fa ed ogni genere che si affronta ci vuole una sacco di rispetto verso chi lo ha fatto prima di te. Poi il blues è molto viscerale come approccio. Una volta maturata questa cosa ho deciso di farla a quasi cinquant’anni.

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Hai scelto alcune canzoni con testo in italiano ed altre in inglese, è una scelta specifica? e come testi dove ti sei voluto rivolgere visto che parliamo di blues?
Il blues in italiano è già difficile di per se: conosco solo un artista che è riuscito a farlo bene ed è Zucchero con “Oro incenso e mirra”, poi si è evoluto ovviamente, massimo rispetto. Non è facilissimo in italiano ma l’ho sempre fatto nel rock con le mie band, ho sempre sfiorato il pianeta blues, ed è stato abbastanza facile. Per quanto riguarda l’inglese i pezzi scritti avevano bisogno di una voce  femminile conosco queste due artiste. Una è Georgeanne kalweit cantante dei Delta V con la quale ho un rapporto splendido, avevo bisogno di una voce calda in quel tipo di pezzo, l’ho proposto e le ho detto “Questa è casa tua scegli tu”…L’altro pezzo stessa storia con Kyla Parr che ha una voce splendida, cantante italo inglese, suonava troppo meglio rispetto all’italiano ed abbiamo deciso di lasciarli in inglese. Ottima scelta perchè mi piacciono parecchio.

Oggi sei un progetto solista, la cosa più recente come band sono i Casablanca, molti ti conosco per i Deasonika. Apprezzo molto che tu abbia sempre scelto di metterti in discussione ed andare avanti. Come si esce dal labirinto della nostalgia da chi ti ricorda solo per il passato?
Basta non entrare nel labirinto! Avevo letto un’intervista and Anthony Kiedis dei Red hot Chilli Pepper: gli imputavano il fatto che non facevano più dischi come “Blood Sugar Sex Magik” e lui ha risposto “Beh, vatteli a riascoltare”. Nel senso che un artista ha anche  l’esigenza, non di evolversi perchè può anche essere un passo indietro, ma di fare cose nuove. C’è chi accentua questa cosa stancandosi quasi subito di quello che ha appena fatto mentre c’è chi porta in giro un progetto per decenni. Credo di stare in una via di mezzo. Mi piace esplorare cosa nuove, sonorità nuove. Quindi chi si vuole ascoltare i Deasonika può tornare ad ascoltare i Deasonika. Casablanca idem. Non entro in conflitto, ognuno può fare le proprie scelte. Magari mi dispiace se da parte del pubblico, ma è un discorso troppo lungo, non si sforzi di capire perchè un artista cerca di scrivere determinate cose. Altrimenti si diventa una specie di juke box.


Max Zanotti non è un juke box, ma ai suoi concerti – quando ci auguriamo presto, tutto tornerà alla normalità – troverete le emozioni di  “A un passo”, il suo ultimo album pubblicato su cd, vinile in edizione limitata di sole 150 copie (con la bonus track “Resta”) da Vrec Music Label distribuito da Audioglobe.

Il video dell’intervista