Intervista ad Holden, cercando di condividere positività, sognando una normalissima serata tra amici…

Barriere è un brano felice, invita chi ascolta a lasciare andarepreoccupazioni e paure: è il nuovo tassello che Holden aggiunge al suo percorso come autore e produttore.. Joseph Carta (in arte Holden) ha una crescita costante e con un buon ritorno di pubblico, ma anche di critica. Da qui il desiderio di intervistarlo ..

– Buongiorno Holden: mi sbaglio o stai vivendo un periodo intenso e ricco di soddisfazioni?
Ciao! Si, è un periodo piuttosto intenso, lavoro tutti i giorni a nuova musica e le soddisfazioni piano piano stanno arrivando.
Barriere è fuori da poco eppure sono tanti gli apprezzamenti?
Sì, sono contento che il pezzo stia piacendo. Ero molto indeciso sulla scelta del singolo, Barriere era un progetto che avevo iniziato mesi fa sul quale ho rimesso mano in quarantena. Data la situazione pandemica e con tutto ciò che stiamo vivendo in questo periodo, volevo cercare di condividere positività, ne avevo bisogno io per primo.
– Sei nato nel 2000, ma non ti da fastidio essere etichettato come millennial? Mi sembra una parola che sminuisce la voglia di essere una generazione che vuole dire qualcosa?
Non mi infastidisce, perché mi sembra chiaro che come ogni generazione abbiamo tanto da dimostrare.
– Ho trovato semplice ma diretto il messaggio dentro Fratè: come è nata questa canzone?
In un periodo particolare della mia vita ho notato quanto il rapporto che avevo con i miei amici mi aiutasse a superare determinati ostacoli. Fratè non è solo una storia di amicizia, ma anche di coraggio: sono due treni che viaggiano su binari diversi ma che portano alla stessa destinazione, ovvero il raggiungimento di uno scopo, di un obiettivo, tramite un percorso difficile. Il primo treno vede Fratè come gli amici che nel tragitto ti danno quel sostegno in più che fa la differenza, l’altro invece vede fratè come me stesso. Rimani al mio fianco perché ho bisogno di te .. si riferisce perciò sia a chi è con me, chi mi sostiene, sia a me stesso quando sono solo. Credo infatti che per quanto gli amici possano supportarci non dipenda da loro il superamento di un ostacolo personale, ma dal nostro coraggio nel rialzarsi tutte le volte. Non basta qualcuno che tende la mano, bisogna essere pronti a tirarsi su e mettersi in piedi ..
Oltre che come cantante, ti stai togliendo delle soddisfazioni anche come producer. Con chi ti sei trovato più in sintonia? Con chi vorresti presto collaborare?
Ci sono molti artisti che reputo validi con i quali mi piacerebbe collaborare, sono infatti in contatto con alcuni di loro per sorprese di cui ancora non posso parlare, ma ne saprete qualcosa di più presto.
Riescono Holden e Joseph Carta a convivere? Riesci insomma a ritagliarti dei momenti di relax?
Amo il mio lavoro, passo più tempo che posso in studio, però si, sto cercando di darmi una regolata ed imparare a rilassarmi. E’ capitato più volte che magari anche casa di amici durante conversazioni di ogni tipo mi venissero in mente degli spunti, chiedendo scusa salivo in macchina e correvo in studio.

– Il videoclip di Cadiamo Insieme come l’avete costruito?
Un amico mi ha mandato su Whatsapp un video di Peter, mi aveva colpito molto. L’ho contattato, gli ho mandato il pezzo e abbiamo cominciato a buttare già delle idee. Le ali sono state realizzate da lui ed il suo team. Credo che Peter raggiungerà alti traguardi perché è bravo in quello che fa, merita molto.
Ovvio chiederti quali sensazioni ti abbia lasciato questa pandemia virale?
Credo sia stata una sensazione strana un po’ per tutti. Per quanto mi riguarda presi sottogamba la situazione quando si cominciò a parlare di coronavirus, poi da un giorno all’altro la quarantena; è stato pesante, ma sono riuscito a sfruttare quel tempo scrivendo nuova musica, ora che la situazione si sta stabilizzando apprezzo ancora di più la normalissima serata tra amici.