Intervista a Lucio Leoni. Il nuovo disco di inediti è “Dove sei pt.1”

“DOVE SEI pt.1” è il nuovo disco di inediti di LUCIO LEONI.

Brillante, eclettico e visionario, Lucio Leoni spazia, con ironia e fantasia, dal teatro canzone al rap, dal folk alla canzone d’autore, approdando a uno stile proprio e riconoscibile che sintetizza poesia e sperimentazioni sonore.

Dopo l’uscita dell’album “Il Lupo Cattivo” (novembre 2017) e un tour di oltre 60 concerti, conclusosi con una data speciale a Villa Ada a Roma nel giugno del 2019, Lucio Leoni rilascia la prima parte del suo nuovo lavoro discografico.

“Dove sei pt.1” rappresenta, infatti, il primo capitolo di un disco doppio che vedrà la luce in due diverse uscite nel corso del 2020: la prima prevista appunto per il mese di maggio e una seconda in arrivo nei mesi autunnali.

Lucio Leoni presenta i primi otto brani di un corpus di sedici, che si immergono nel dove del tempo e dello spazio. Una sorta di capitolo finale di una trilogia iniziata con “Lorem Ipsum (gli spazi comunicativi)” seguito da “Il “Lupo Cattivo (il bosco da attraversare)” e che conclude adesso con “Dove sei”, un lavoro che si presenta già dal titolo senza punti interrogativi né esclamativi, bensì solo con la consapevolezza di essere qui, adesso.

TRACKLIST “Dove sei pt.1”

1) Il fraintendimento di John Cage

2) Il sorpasso feat. Cuba Cabbal

3) San Gennaro

4) Dedica feat. Francesco Di Bella

5) Treno

6) Mongolfiere

7) L’atomizzazione

8) Mi dai dei soldi feat. Andrea Cosentino

Prodotto da Lapidarie Incisioni 

Etichette: Lapidarie Incisioni – Black Candy

Ufficio stampa e promozione per Lucio Leoni: Big Time pressoff@bigimeweb.it

Booking: Locusta Booking lucioleoni@locusta.net

I primi otto brani di un corpus di 16, come è concepito il lavoro nella sua interezza?

E’ un lavoro che vuole essere speculare in qualche modo. La parte uno e la parte due si alternano su due scalette diverse (ovviamente) ma l’una richiama l’altra in termini di immaginari sonori e di temi. Il filo conduttore “generale” o “generico” è quello del passaggio all’età adulta, il diventare grandi che viene affrontato in termini non didascalici attraverso tutte le domande che questo passaggio comporta.

Cosa intendi per un qui e ora nello spazio , e quale canzone incarna di più la presa di coscienza del comprendere il nostro passaggio di questa esistenza non poi cosi scontata. 

Da quando ho scritto quel passaggio della presentazione  è passato parecchio e nel frattempo mi è capitato di imbattermi in un “dovunque, sempre”  (Alessandro Bergonzoni) contrapposto al qui e ora che mi ha stimolato non poco . Per me era un modo per raccontare che nonostante i nonostanti della vita ci siamo e ce la faremo. Credo che il brano più indicativo sia “Il fraintendimento di John Cage” perché è tutta una domanda, e mi sembra che questa esistenza sia composta per il 90% di domande.

Come ti piace nella tua musica includere il “teatro canzone” fino a passare al rap, sono generi molto belli nonché innovativi, vorresti apportare delle novità e introdurre un quadro in parte anche filosofico in questo tuo lavoro?

Non credo ne sarei in grado. La filosofia mi piace molto e la studio (attraverso strumenti divulgativi più che altro). E’ un mondo raffinatissimo di pensiero che non mi azzardo a toccare con serietà, almeno fino a che non sarò in grado di maneggiarla con cura. Lo scorso anno mi ero quasi iscritto al primo anno di filosofia però..

Oltre alla tua bellissima scrittura e alla Musa di grandi Maestri ci sono collaborazioni nella tua opera davvero di livello: con Cuba Cabbal per “Il Sorpasso”, Francesco Di Bella per “Dedica” e Andrea Cosentino per “Mi dai dei soldi”. Come vi siete trovati ad operare insieme per questa parte del lavoro?

Andrea è un gigante. Un genio puro. Qualche tempo fa sono andato a vedere un suo spettacolo e ascoltare il monologo che poi è diventato “MI dai dei soldi” è stato illuminante. Così a fine spettacolo (ho la fortuna di conoscerlo da un po’) gli ho chiesto se potevo rubarlo…e bontà sua, ha detto di si. Inoltre è un grande trombettista per cui alla fine abbiamo duettato, io con le sue parole e lui con la mia musica.

Per Cuba e Francesco il discorso è un po’ diverso: sono fan di entrambi da quando ero un ragazzo. Entrambe le canzoni (Dedica e Sorpasso) ad un certo punto della produzione erano li che mi chiedevano qualcosa in più. E’ bastato cercare tra i miei idoli e sono spuntati loro. Francesco ha la capacità di trasportarti in altre dimensioni con la sua voce, Cuba è un mostro di tecnica e ha rime taglienti e crude che aprono riflessioni profondissime: hanno trasformato i brani in perle preziose.

Quando ti vedremo sul palco?

Quando vi vedrò sotto 🙂

Possiamo definirti più poeta visionario in versi o cantautore? Tu cosa preferisci ?

Mi spaventano entrambe! facciamo che sono un che parla molto e spesso senza cognizione di causa e tutto questo chiacchierare a vanvera poi lo mette in musica, restiamo umili.