Pymhaus – Pymhaus (Vrec, 2020)

Milano. Anni ’80. Un pulsare continuo di energie artistiche. Da quel magma mai spento giungono fino a noi i Pymhaus.

Dal cuore pulsante della Milano rock degli anni ’80, quando prima i Panama e poi gli E.I.R.E., danno vita a momenti cruciali per la scena underground della metropoli lombarda, arrivano confortanti segnali. Infatti dal 2008, dopo mille peripezie professionali e di vita, quel nucleo ha trovato nuova linfa vitale come Pymhaus, abbracciando il cantato in inglese.

Di quel tempo è rimasto il desiderio di stupire, di non accodarsi a cose già dette, con uno spirito maturo e consapevole che porta in dote una maggior concretezza nella scrittura.

Quattro pezzi per questo ep di esordio, pubblicato in tiratura limitata in 200 copie numerate in vinile. Ma l’unicità del prodotto non deve togliere nulla del fascino di una musica intima, che mescola la malinconia di Nick Drake nella ballata “About You” al rock scarno e profondo di Wire e certi Joy Division più elettrici in “Spirit Don’t Forget”, dedicata allo sciamano Sioux Cavallo Pazzo.

Se “No Matter What” sembra pescare al rock americano anni ’90 tra R.E.M. e certe atmosfere della prima ondata di Seattle, “The Oak” chiude l’ep con la voce di Nick Murdock che declama con tono sicuro, rievocando il Michael Gira acustico degli Swans.

Pur tra le tante fonti citate, i Pymhaus pur rispettando la tradizione, spiccano per personalità, idee e spirito moderno, decifrando una sorta di nuovo rock folk anni tremila.

Nick Murdock: voci

Enrico Brambilla: chitarre

Luca Passeri: batteria

Leo Ms: basso