Il videoclip del brano Feroce di Hugomorales è dedicato all’Uzbekistan

Il nostro Silvio Mancinelli ha recensito il 18 Settembre 2020 il suo album edito da Tazzina Dischi. Nel descriverne i pregi, ha raccontato che Oceano di Emiliano Angelelli (in arte Hugomorales) è un disco che racconta la storia dei pesci che fanno la guerra agli uomini. Il terzo brano in scaletta è proprio Feroce, di cui è uscito un contributo video (ideato e montato da Emiliano Angelelli) dedicato all’Uzbekistan, stato noto per le moschee, i mausolei e i luoghi legati alla Via della Seta, l’antica rotta commerciale che collegava la Cina al Mar Mediterraneo.
Gli è stato chiesto perché avesse focalizzato la sua attenzione su questo stato dell’Asia Centrale (ex Repubblica Sovietica) ed ha risposto che … Ho scelto l’Uzbekistan (e le sue meravigliose danze) perché le espressioni facciali, i gesti delle mani e gli abiti tradizionali servono, nella tradizione di questo paese dell’Asia Centrale, a narrare gli elementi della loro storia epica. Le performance pantomimiche sono legate agli antichi riti, alla religione, alla vita di tutti i giorni. Servono a esprimere sia la gioia della vita, sia il dolore, la guerra e la morte ..

Il testo del brano è tratto da “Il paese di Dio”, un romanzo western-esistenzialista dello scrittore statunitense Percival Everett, adattato chiaramente alla storia di Oceano. In questo disco i pesci, dopo aver conquistato la Terra e ricacciato gli umani in mare, vengono colpiti e decimati da una terribile pandemia, che li spinge prima alla quarantena e infine alla fuga e alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile. “Feroce” è una riflessione esistenzialista di un pesce costretto alla quarantena. Inseriti nel contesto della storia – occidentale – di “Oceano”, creano un elemento estraniante che è fondamentale per rendere appieno i caratteri della storia – altrettanto estraniante – dei pesci conquistatori della Terra prima e dello spazio poi. C’è poi quell’elemento di frontiera che è presente sia nella storia di questo paese – storicamente una delle tappe della Via della Seta -, ma anche nella cultura western americana – da cui il testo è tratto – e nella conquista dello spazio di “Oceano”. Più è difficile raggiungere una cosa e più la si amerà come recita un proverbio uzbeco.