Davide Peron – Passaggi (Soyuz / Soviet Dischi 2021)

La poesia (pura e naive) di Beate voi stelle? O la riflessione della conclusiva Senza nulla pensare, dove Davide Peron (con apparente leggiadra) riflette sulle paure e pregiudizi che attraversano la nostra vita? A quale dei 7 brani del nuovo disco Passaggi conferiamo la palma di migliore e più rappresentativo di questo periodo blu dell’artista veneto? Come nella vita di un pittore, anche in quella di Davide Peron si susseguono le stagioni: come fu per Pablo Picasso, anche per lui i dischi sono la fotografia del momento che sta attraversando, fatti di tanti passaggi, ganci, osmosi, evoluzioni. Il colore blu è il più indicato per far comprendere questo suo terzo decennio del terzo millennio: blu perché (con il verde ed il rosso) è uno dei colori di base e Davide Peron ha ben piantati i piedi per terra, anche in campo artistico! Blu perché (soprattutto nelle tonalità più scure) assume spesso il significato di un colore magico, che richiama riti e leggende intriganti e misteriose.. come alcuni passaggi che sono alla base di canzoni su cui Peron giustamente punta molto, come nel caso de La disobbedienza. Ma poi blu è anche associabile a quel genere musicale che porta energia unita a tristezza, perché arriva direttamente dall’anima.
E questo disco è velato di quel languore che la morte del produttore Claudio Corradini ha scatenato in tutti noi: tra l’altro la copertina di Passaggi (pensata prima della morte del produttore) propone una foto intimamente struggente, dove l’artista non sorride .. ma guarda lontano, sbirciando dalla tesa del suo cappello .. quasi stesse sentendo l’arrivo della notizia su Claudio Corradini: così non è nella back cover, dove la meraviglia vince su ogni altro sentimento. Il servizio fotografico di Piero Martinello ha perciò scatenato tutta una serie di riflessioni che però non ci devono distrarre dal gustarci un disco che segna la maturità conquistata, anche perché Passaggi è il sesto della sua produzione artistica. L’apertura con All’improvviso riporta alle sue prime poesie in musica e sembra tratto da Aria buona, disco del 2008 che però ha ancora una forte valenza. Non ciapa macia è invece la continuazione di quello che con l’album Inattesi ha richiamato l’attenzione del grande pubblico su questo originale artista ossia la spontaneità: con Lieve spuntano le lacrime e lo vedo con tutta la nidiata di figli, mentre mamma Eleonora Fontana prepara la cena e lui cerca di intrattenerli, imbracciando la sua arma più potente: una chitarra che collega il suo mondo umano con quello divino ed ultraterreno.

Tracklist di questo disco: All’improvviso, Una vite, La disobbedienza, Non ciapa macia, Beate voi stelle, Lieve, Senza nulla pensare