Empaticamente coinvolgente il documentario I Mille Cancelli di Filippo, presentato a Firenze

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A fine proiezione l’applauso di tutto il Teatro La Compagnia ha emozionato anche me e non ho trovato la forza di riprendere a presentare! Raramente mi è capitato di vedere una standing ovation, tanti minuti di applausi e tutto il pubblico che si è voltato all’unisono verso la famiglia Zoi; con un groppo in gola ho provato a riprendere con le interviste, ma .. la voce non è uscita, mentre le lacrime hanno fatto capolino. Merito di un documentario (che pubblicamente ho definito neorealista) e di chi l’ha prodotto (il grande Alessandro Salaorni di Larione10) e di chi l’ha diretto ossia Adamo Antonacci, quanto mai abile a mettere a loro agio i protagonisti, con la giovane videomaker Elena D’Anna come operatrice. Bello anche il lavoro di Claudio Giusti, colui che si è occupato dell’animazione delle streghe disegnate da Pippo Zoi.

In collegamento da Chicago avevamo anche Irene Zoi ed i suoi interventi video hanno portato ulteriore pathos all’atmosfera che si respirava in quel gioiello di luogo che è La Compagnia: un sold out così non capita spesso e quando siamo tutti usciti in strada, la gente che passava si domandava chi fossero quelle centinaia di persone che provenivano dal 50/r di Via Cavour e perché fossero così soddisfatte. Solo in quel momento io mi sono accorto che tra il pubblico c’erano tanti che non avevo riconosciuto dal palco: il cantautore Lorenzo Andreaggi in compagnia del produttore discografico Sergio Salaorni, l’attore Massimo Blaco, lo staff del Circolo Arci Isolotto, le ragazze della Parrocchia dei Bassi, il compositore Carlo Chiarotti (autore della colonna sonora del documentario) ed una ammaliante Irene Grandi. Meno male che le foto dell’ottimo Silvano Silvia mi aiutano a ricordare molti momenti!


Detto della bellezza del documentario I mille cancelli di Filippo (e di come molti mi hanno chiesto quando poterlo rivedere, magari dentro una scuola o una associazione), vorrei ringraziare chi sul palco mi ha raggiunto: prima della proiezione Dario Nardella (il Sindaco di Firenze) è stato galante nel rispondere alle mie domande, per poi diventare parte integrante dell’evento quando ho chiesto a Pippo Zoi (nel frattempo entrato sul palco con il ruolo di mio aiutante ufficiale) di riconoscerlo. Pippo gli ha perciò domandato .. Tu come ti chiami? Ed il Sindaco ha risposto .. Dario! Ed allora Pippo ha esclamato … Dario Nardella! Gli applausi ed i sorrisi sono arrivati copiosi, ma era anche giunto il momento di goderci la proiezione.


Alla sua conclusione, il nostro programma prevedeva le altre interviste, ma … è successo quello che vi ho descritto in precedenza: gli applausi che non finivano più (rivolti a babbo Enrico Zoi, alla mamma Raffaela Braghieri ed anche la 97enne nonna paterna, un po’ frastornata ma cosciente sul fatto che si parlasse di suo nipote) e l’emozione che mi ha bloccato la voce. Sono riuscito poi a chiamare sul palco Francesco Pignotti (assessore a Bagno a Ripoli, uno dei prossimi paesi in cui il documentario verrà proiettato), Mirko Dormentoni (il presidente del Quartiere 4 di Firenze, il luogo dove la famiglia Zoi si è trasferita da qualche anno e che li ha accolti con un profondo senso di comunità), il produttore Alessandro Salaorni ed il regista Adamo Antonacci: a loro due il compito di raccontarci come il progetto è nato e come è stato possibile realizzarlo. A chiudere l’evento, il video saluto di Alessandro Benvenuti, da tanti anni amico di questa meravigliosa famiglia Zoi: loro ci hanno fatto capire l’impegno che va messo quotidianamente con un bambino autistico, ma con l’amore e la vicinanza di una vera comunità tutto si può affrontare!